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Ad occhi aperti | 17 gennaio 2021, 15:46

Uno zoo, ma con le gabbie tutte aperte - Idiocracy

Sarebbe troppo semplice collegare concettualmente la folla trumpiana agli abitanti del mondo “fantascientifico” descritto in Idiocracy, o Donald Trump al presidente-wrestler-pornoattore Camacho (primo cittadino degli USA di quel mondo). Ma la verità è che sarebbe guardare il proverbiale dito e non la Luna

Uno zoo, ma con le gabbie tutte aperte - Idiocracy

Idiocracy è un film di produzione americana del 2006 scritto e diretto da Mike Judge (a partire da un soggetto a cui ha partecipato anche Etan Cohen).

Il film è ambientato in un 2505 alternativo in cui il mondo è abitato da esseri umani dal quoziente intellettivo particolarmente basso. Joe e Rita, ibernati nel 2005 e risvegliatisi in questo mondo assurdo (nel quale sono di fatto le persone più intelligenti) si ritroveranno a dover salvare l’intero pianeta da una crisi ambientale.

Prendendo esempio dalla prima puntata di “Propaganda live” del nuovo anno: “Che noia ‘sto 2021!”, no? Crisi di governo, crisi politiche, crisi ambientali, crisi finanziarie… davvero un grande inizio, non c’è che dire, per l’anno successivo al “più drammatico della Storia umana”.

Al netto del fatto che ci siano un oceano e svariate decine di chilometri tra la città di Cuneo e Capitol Hill, i fatti che sono accorsi durante la riunione del Congresso americano nella giornata del 6 gennaio scorso sono quelli che, in generale, mi hanno colpito e scosso di più.

Una fiumana di sostenitori di Trump armati e dalle intenzioni probabilmente non chiare ma sicuramente ben poco rassicuranti hanno fatto letteralmente irruzione all’interno della struttura nella quale si stava tenendo la riunione del Congresso che avrebbe dovuto – e poi, al netto dei ritardi, ha effettivamente – ratificare l’elezione di Joe Biden a nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America. Una sommossa vera e propria, fomentata in modo nemmeno troppo nascosto appena qualche ora prima dei fatti dall’ormai ex-Presidente, e che ha portato a cinque morti, diversi feriti e una procedura d’impeachment per Trump a pochi giorni dalla scadenza ufficiale del suo primo (e, per ora, unico mandato).

Da brava colonia statunitense come, culturalmente e socialmente, siamo, vedere la “madrepatria” in questo stato di instabilità non può aver scatenato in tutti noi un brivido.

Molto di quello che è successo ha ancora bisogno di chiarezza che, in tutta sincerità, nella migliore tradizione americana non sono del tutto sicuro si otterrà mai. Ma i fatti in sé sono abbastanza inquietanti, specie se li si considera in prospettiva rispetto all’intero mandato di Trump e a ciò che è successo nelle ore immediatamente successive all’attacco a Capitol Hill, come la cancellazione mediatica praticamente totale dell’ex-Presidente da parte delle principali piattaforme di social network.

Sarebbe troppo semplice collegare concettualmente la folla trumpiana agli abitanti del mondo “fantascientifico” descritto in Idiocracy, o Donald Trump al presidente-wrestler-pornoattore Camacho (primo cittadino degli USA di quel mondo). Ma la verità è che sarebbe guardare il proverbiale dito e non la Luna.

Perché, come spesso accade, gli eventi del 6 gennaio e tutto ciò che ci si può collegare non dovrebbero sorprendere nessuno: questo stesso clima di instabilità e violenza – fisica e/o verbale – ha caratterizzato tutti e quattro gli ultimi anni di politica statunitense. E se Trump ha potuto sedersi nello Studio Ovale, secondo i classici meccanismi democratici, è perché qualcuno ha pensato bene di dargli fiducia.

Insomma siamo lontani dal 2505 ritratto nella pellicola. E certo non mi verrebbe da indicare il mio e il vostro quoziente intellettivo come “esasperatamente basso”. Ancora una volta, però, se proprio dobbiamo cercare un colpevole in tutta questa storia, non abbiamo che da guardarci allo specchio: “Idiocracy” è un’esagerazione ovviamente, ed è indubbiamente soddisfacente ridere di un’umanità fatta di idioti patentati, come fossimo allo zoo. Ma come si chiama uno zoo in cui le gabbie si sono aperte, e gli animali continuano a popolarlo come se niente fosse?

simone giraudi

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