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Cronaca | 18 gennaio 2021, 11:16

Donna di Cherasco tra le sei persone in manette in un'operazione dell'Arma contro lo spaccio di droga

All’alba gli arresti arrivati dopo oltre un anno di indagini condotta dal Norm di Savona in collaborazione con le Compagnie Carabinieri di Bra e Sassari. Al centro un’organizzazione che secondo gli inquirenti vendeva cocaina nei pub e ristoranti della città ligure

Le immagini relative all'indagine diffuse dalla Compagnia Carabinieri di Savona

Le immagini relative all'indagine diffuse dalla Compagnia Carabinieri di Savona

C’è anche una donna residente a Cherasco – Barbara Longo, 44 anni – tra le sei persone che, nelle prime ore di questa mattina, sono state tratte in arresto dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Savona in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Savona, Fiorenza Giorgi, e con la collaborazione delle Compagnie Carabinieri di Sassari e Bra.

Insieme alla donna sono finiti in manette Pasquale Massari, 59enne di Savona; Adil Essalemi, 41enne originario del Marocco, domiciliato a Sassari; Sula Saba, 53enne originario dell’Albania, residente a Savona; Indrit Kadrimi, 53enne originario dell’Albania, residente a Savona; Enrico Pasquale, 49enne di Savona.

Le misure restrittive eseguite oggi sono l’atto conclusivo di una complessa indagine svolta dai militari per arginare lo spaccio di stupefacenti, in particolare di cocaina, venduta nei locali della movida savonese.

L’indagine, iniziata nell’estate 2017 e coordinata dal pubblico ministero Elisa Milocco, è durata più di un anno. Nel corso della stessa sono state individuate diverse persone che vendevano al dettaglio cocaina, in modo autonomo e talvolta collaborando in particolare quando la sostanza “scarseggiava”.

Numerosi sono stati gli appostamenti, le videoriprese, gli accertamenti tecnici e le attività di riscontro che hanno permesso di arrestare e segnalare nel tempo diverse persone e di sequestrare più di un chilogrammo di droga e diverse migliaia di euro.

"La sostanzariferisce l’Arma in una notaveniva distribuita all’interno o nei pressi di alcuni ristoranti e pub, due dei quali sono stati chiusi. E’ questo il caso di Pasquale Massari, titolare del ristorante T-Rex, e di Indrit Kadrimi e della moglie Barbara Longo, i quali all’epoca gestivano a Savona il pub “Assassino”. La platea dei clienti era molto diversificata e comprendeva personaggi di tutte le età".

Le forniture più consistenti erano a cura di Saba Sula, particolarmente attento a non attirare su di sé l’attenzione delle forze dell’ordine: durante il giorno lawvorava come artigiano edile e in serata si premurava di effettuare le proprie consegne ai clienti. Gli incontri per la cessione di stupefacenti   venivano fissati di volta in volta, senza contatti precedenti.

Il Sula conservava la cocaina in un garage non riconducibile a lui, nascosta in modo molto ingegnoso. La sostanza veniva riposta in un bidone di vernice svuotato del contenuto, accatastato alla rinfusa in mezzo ad altro materiale edile. Per garantire la qualità del prodotto, la cocaina, suddivisa in dosi da 5 grammi e multipli, veniva confezionata “sottovuoto”, mentre il bidone era stato riempito di riso per evitare l’umidità. Il volume d’affari stimato per Sula era di all’incirca un chilogrammo al mese, droga che portava a Savona nascosta nella sua autovettura all’interno del vano motore.

Nel prosieguo dell’attività investigativa, sono emerse anche le figure di Adil Essalemi e Pasquale Enrico, che svolgevano autonoma attività di spaccio, “collaborando” all’occorrenza con gli altri indagati.

Nell’ambito delle indagini, rientra anche l’episodio del ferimento a colpi d’arma da fuoco nel febbraio 2018 di Enrico Pasquale, salvato dai Carabinieri che ne stavano monitorando i movimenti.

In quell’occasione, i militari riuscirono a bloccare e disarmare un soggetto che aveva appena sparato alcuni colpi d’arma da fuoco all’indagato e impugnava l’arma ancora carica, nel tentativo di esplodere i colpi rimasti nel caricatore. Il Pasquale si salvò con lesioni all’addome e agli arti inferiori mentre il suo attentatore venne arrestato ed è tuttora in carcere.

Al termine degli atti di rito gli arrestati sono stati accompagnati presso le case circondariali di Genova, Sassari e Torino, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Files:
 Operazione T-Rex carabinieri (1.1 MB)

C. S.

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