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Cronaca | 20 gennaio 2021, 15:21

Bra, pedinamenti e continui messaggi all’ex compagno: 28enne alla sbarra per stalking

Impiegata non si rassegnava alla fine della relazione. Per lei l’accusa di atti persecutori e l’obbligo di mantenersi a una distanza di 200 metri dall’uomo

Telefonino smartphone in mano

Immagine d'archivio

Sottoposta a interrogatorio di garanzia, si è avvalsa della facoltà di non rispondere la 28enne braidese che il Tribunale di Asti ha chiamato a rispondere delle presunte condotte persecutorie tenute sino al novembre scorso nei confronti dell’ex compagno.

Secondo l’accusa (le indagini sono ancora in corso), non accettando la fine della relazione sentimentale, l’impiegata avrebbe messo in atto una reiterata serie di azioni dall’evidente carattere molesto e tali da indurre un perdurante stato d'ansia nella sua vittima. Atteggiamenti che andavano dall'appostarsi nei pressi del negozio gestito dall’uomo, al pedinandolo sia a piedi che in auto, sino al farlo destinatario di innumerevoli comunicazioni e messaggi telefonici, con i quali alternava richieste di tornare insieme a messaggi ingiuriosi. Comportamenti in molti casi realizzati non curandosi della presenza del figlioletto di sei anni della coppia.

Da qui la denuncia dell’uomo per quanto previsto dall’articolo 612 bis del Codice Penale (che prevede pene da 6 mesi a quattro anni di reclusione) e la richiesta, avanzata dal pubblico ministero Simona Macciò e accolta dal giudice per le Indagini Preliminari Federico Belli di un’ordinanza di applicazione delle misure cautelari previste dal legislatore per arginare il dilagante fenomeno dello stalking.

Alla donna è stato quindi intimato di mantenere una distanza minima di 200 metri dall’ex compagno, di non frequentare i luoghi da lui abitualmente frequentati e di non cercare in alcun modo di mettersi in comunicazione con lui.

La donna è difesa dall’avvocato albese Roberto Ponzio: "Si tratta di una tormentata relazione che dovrà essere rigorosamente valutata – spiega il legale –. Anche la mia assistita ha presentato denunce per condotte inaccettabili da parte dell’ex compagno. E’ ovviamente auspicabile che le parti arrivino a risolvere questa situazione, anche per evitare che gli effetti possano coinvolgere l’incolpevole minore figlio della coppia".

Redazione

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