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Ambiente e Natura | 21 gennaio 2021, 08:01

Il rifugio Pagarì in un progetto europeo contro la plastica in alta quota [VIDEO]

Lo scopo è di di proteggere l’habitat di alta montagna, creando una collaborazione attiva con altri tre rifugi: Guido Muzio in valle Orco-Gran Paradiso, Les Montagnards in val d’Ala-valli di Lanzo, e Selleries in val Chisone-Parco Orsiera Rocciavré. In programma 15 interventi di pulizia e 15 campionamenti delle microplastiche in 5 diverse stazioni

Franco Borgogno, European Research Institute

Franco Borgogno, European Research Institute

E' stato presentato questa mattina il progetto A⅃ꟼ-Stop the ALPs becoming Plastic Mountains, ideato e realizzato dallo European Research Institute di Torino per contrastare l'inquinamento da plastica sulle montagne alpine. L'iniziativa è finanziata da European Outdoor Conservation Association (EOCA), che ha premiato la proposta al termine di una selezione tra 180 progetti.

Lo scopo è di di proteggere l’habitat di alta montagna, creando una collaborazione attiva tra i rifugi Guido Muzio (valle Orco-Gran Paradiso), Les Montagnards (val d’Ala-valli di Lanzo), Selleries (val Chisone-Parco Orsiera Rocciavré) e Pagarì (valle Gesso-Parco Alpi Marittime)

Al progetto si affianca un’intensa attività di monitoraggio e ricerca sulla presenza di microplastiche nelle nevi alpine, realizzata da E.R.I. con il Politecnico di Torino e la collaborazione degli stessi rifugi.

In questi ultimi cinque anni – spiega Franco Borgogno dello European Research Institute - abbiamo acquisito una grande esperienza sul tema dell’inquinamento da plastica, partecipando a tre spedizioni in Artico, a progetti di ricerca in Mediterraneo, sul Po e sulle nevi, e lavorando con oltre 15 mila studenti. Torniamo ora sulle nostre montagne per un primo grande progetto sistemico e strutturale. Vogliamo fortemente valorizzare e proteggere le Alpi come fonte di benessere e i rifugi come elementi chiave della sostenibilità”.

Lavorando con quattro rifugi alpini molto diversi tra loro (per dimensioni, ubicazione, accessibilità, numero di visitatori), il team svilupperà con ciascuno "una strategia per eliminare gli oggetti di plastica monouso, percorso che potrà poi essere condiviso e implementato con altri rifugi attraverso la condivisione dell’esperienza maturata".

A questa attività di prevenzione si aggiungeranno 15 eventi di pulizia in primavera-estate lungo almeno 150 km di sentieri, rive di laghetti, prati alpini, ghiaioni e pietraie, nell’area di riferimento dei rifugi coinvolti.

Infine, in collaborazione con il Politecnico, sarà effettuato un ampio monitoraggio delle microplastiche presenti nelle nevi delle Alpi Occidentali: una ricerca che fornirà dati importantissimi per conoscere l’evoluzione di questo tipo di inquinamento particolarmente insidioso. 

In programma almeno 15 campionamenti divisi in tre periodi e 5 diverse stazioni, dal versante piemontese del Gran Paradiso alle Alpi Marittime. "In questo modo potremo fornire un quadro sempre più approfondito e ricco della precipitazione di microplastiche, trasportate dagli elementi fin sulle vette”, concludono gli ideatori del progetto.

Manuela Marascio

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