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Attualità | 23 gennaio 2021, 14:22

Impianti sciistici chiusi fino a febbaio. Garessio 2000: "Eravamo organizzati per garantire sicurezza, chiediamo solo di poter lavorare"

A fare il punto sul comprensorio garessino è Massimiliano Bollito che, insieme al fratello Lorenzo, gestisce gli impianti dalla stagione 2018/2019

Garessio 2000

Garessio 2000

Erano pronti ad aprire a tutti gli impianti di Garessio 2000, gestiti dai fratelli Massimiliano e Lorenzo Bollito, ma non c’è stato nulla da fare, le restrizioni per l’emergenza sanitaria hanno rimandato, ancora una volta, il decollo della stagione.

“A dicembre abbiamo aperto per accogliere gli sci club e gli atleti” – racconta Massimiliano – “Grazie a un buon passaparola sono venuti ad allenarsi qui dal torinese, dalla val Susa e dalle valli di Lanzo (incluso il team della campionessa olimpica, Daniela Ceccarelli, ndr). Quando ha iniziato a nevicare anche in quelle zone, logicamente, i numeri si sono ridotti”.

I fratelli Bollito, classe 1996 e 1992, hanno preso in gestione gli impianti comunali di Garessio 2000 nella stagione 2018/19, sono giovani, hanno davvero passione da vendere e in tutti questi mesi si erano organizzati al meglio nella speranza di poter finalmente aprire, almeno a gennaio. Non è andata così.

“Abbiamo cercato di vedere l’apertura agli sci club come un’occasione per farci conoscere, scoprire che le chiusure sono state prolungate fino a febbraio, onestamente, è stata una vera mazzata che aggrava ancora di più la situazione del nostro comparto e di tutto quello che vi ruota attorno”.

Gli impianti di Garessio 2000 lo scorso ottobre erano stati danneggiati, come il resto del paese e della valle, dall’alluvione, ma la passione per questo lavoro è stata più forte. “Per circa 20 giorni siamo rimasti senza corrente elettrica, quindi non abbiamo avuto la possibilità di testare il funzionamento degli impianti che, fortunatamente, non erano stati danneggiati. Dopodiché ci siamo rimboccati subito le maniche per poter rimettere tutto in sesto”.

Garessio 2000 dispone di due skilift e un tapis roulant, ma per garantire una maggiore sicurezza, erano stati effettuati dei lavori per l’allargamento della zona imbarchi, in modo da aumentare il distanziamento tra gli sciatori alle partenze, anche in caso di code.

“Ci sentiamo abbandonati come categoria” – aggiunge Massimiliano – “I ristori non sono arrivati. Molti giovani, provenienti anche dalla Liguria, che si erano resi disponibili a lavorare qui per la stagione non sono stati ovviamente chiamati. Poteva essere un’ottima stagione grazie alle abbondanti nevicate avute, ma così non è stato. Quest’anno andrà perso. Eravamo organizzati per garantire sicurezza, chiediamo solo di poter lavorare”.

Ancora non si vedono i ristori e intanto cresce la preoccupazione: “Siamo grati al sindaco Fazio e tutta l’amministrazione comunale per tutta la collaborazione e l’appoggio dimostrato in questi mesi, sia a livello professionale che umano. Per quanto riguarda gli aiuti, abbiamo visto che la Regione Piemonte si è dimostrata attenta alla montagna, ma concretamente non abbiamo ancora ricevuto nulla e non sappiamo ancora né quanto né quando arriverà un sostegno economico. L’aspetto peggiore è vivere nell’incertezza, scoprire da oggi a domani cosa è o non è consentito, per le attività come questa o come quella della ristorazione questo è inaccettabile e molto lontano dalla realtà. Non so neanche come facciamo a essere ancora in piedi, ma se ci consentiranno di riaprire noi ci saremo”.

Per quanto riguarda il bar degli impianti, rimasto chiuso fino ad ora, a partire da questo week-end attiverà la modalità asporto, in modo da garantire il servizio a chi andrà a fare attività sportiva seguendo le disposizioni previste dal governo. Per garantire al massimo il rispetto delle norme è già stato allestito un bancone esterno.

Arianna Pronestì

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