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Attualità | 24 gennaio 2021, 12:47

Lo Sci Club di Ceva si appella alla Regione: "Siamo preoccupati per questa situazione"

I corso di avviamento e perfezionamento per i piccoli soci, sarebbero pronti a partire, ma non possono iniziare a causa del perdurare della chiusura al pubblico di tutte le stazioni sciistiche

Lo Sci Club di Ceva si appella alla Regione: "Siamo preoccupati per questa situazione"

Piste da sci chiuse, almeno, fino a febbraio. E mente nella nostra provincia continuano le nevicate cresce la preoccupazione dei lavoratori del settore. 

"Per colpa della difficile situazione che stiamo attraversando quest'anno abbiamo modificato tutto il nostro programma e, per fortuna, grazie all'indispensabile interessamento della FISI, alla lungimiranza delle Autorità Governative, e al grande impegno lavorativo delle piccole stazioni sciistiche con cui collaboriamo, stiamo garantendo una regolare stagione agonistica per tutti i nostri atleti" - scrivono dallo Sci Club di Ceva in una lettera indirizzata alla Regione Piemonte. 

Con circa 500 associati, lo sci club, si occupa di corsi per principianti e perfezionamento, con squadre agonistiche per piccoli atleti e i master. Attorno a questo mondo ci sono però anche gite e soggiorni sciistici nelle località del Nord-Ovest,  momenti di festa sulla neve, gare di scialpinismo e gare di cronoscalata inserite nei circuiti regionali. 

"A gennaio dovevamo avviare i corsi sci di avviamento e di perfezionamento per i nostri piccoli soci, ma attualmente, benché tutto sia organizzato, ciò è impossibile per il perdurare della chiusura al pubblico di tutte le Stazioni sciistiche" - scrive il presidente Domenico Pera - "Siamo preoccupati per questa situazione perché tutti i bambini sperano di poter sciare ed anche perché molti di loro, se non potranno perfezionarsi quest'anno, il prossimo non potranno accedere alle squadre agonistiche e saranno costretti a perdere un anno. Oltretutto sanno che i loro coetanei atleti sciano regolarmente mentre loro sono impossibilitati a seguire dei corsi che sono comunque attività di formazione".   

"Con questa lettera, sicuri di non scostarci dal pensiero di tutti gli altri Sci Club nazionali, vogliamo portare a conoscenza queste problematiche e chiediamo di prendere in considerazione la possibilità di permettere l'attivazione dei suddetti corsi che, secondo noi, dovrebbero essere inquadrati non come attività ludico-turistica, ma come attività formative. Riteniamo altresì che possano svolgersi rispettando tutte le direttive dettate dalle norme anti contagio" - concludono dallo Sci Club Ceva - "A tal scopo elenchiamo alcune particolarità di questi corsi, in modo da illustrare i punti forti della sicurezza sanitaria garantita: lezioni settimanali di due o tre ore ciascuna; mai a cavallo dell'ora di pranzo, quindi senza problemi di assembramento per la consumazione del pasto; trasporto sempre individuale e a cura delle rispettive famiglie, quindi nessun assembramento su mezzi di trasporto pubblici o su quelli eventualmente messi a disposizione dell'Associazione. Tutta l'attività è svolta all'aperto, compresa la vestizione e la svestizione dei partecipanti. Questi, proprio perché sono principianti o, comunque non esperti, usufruiscono di impianti di risalita che garantiscono il distanziamento sociale (tapis roulant, skilift). Non sussiste il problema della coda alla biglietteria perché ad ogni partecipante viene venduto un abbonamento valido per tutta la durata del corso, né quello della coda agli impianti perché i partecipanti sono divisi in gruppi di circa 10 unità e queste si muovono distanziate lungo le piste innevate. I bambini iscritti son tutti ragazzi in età di scuola primaria e quindi trascorrono già molto del loro tempo condividendo tra di loro tempi e luoghi". 

AP

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