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Attualità | 25 gennaio 2021, 20:10

Salvini a Torino lancia il "langhetto" Damilano: “E' lui il candidato dei torinesi" [VIDEO]

Parole durissime su Fca: “Il Governo ha dormito, le banche non danno prestiti ai piccoli commercianti ma hanno dato miliardi a un’impresa ex italiana”. Il leader della Lega ha poi avvertito circa il rischio di infiltrazioni mafiose nel capoluogo regionale: “Se banche e Governo non fanno il loro lavoro”

Salvini a Torino lancia il "langhetto" Damilano: “E' lui il candidato dei torinesi" [VIDEO]

Un fiume in piena. Nemmeno la mascherina tricolore rigorosamente calata sul viso sembra poter arginare Matteo Salvini. Il leader della Lega, a Torino per partecipare al processo che lo vede imputato per vilipendio ai magistrati, ha approfittato della visita all’ombra della Mole per incontrare il candidato sindaco Paolo Damilano – imprenditore delle acque minerali (Valmora) e cantina vinicola in Langa (Damilano, La Morra), dove fino a pochi mesi ha guidato anche la Barolo&Castles Foundation – e le categorie del commercio. 

Una visita, quella di Salvini, che è servita soprattutto per lanciare la corsa al “candidato civico” ma supportato dalla Lega: “Damilano è il candidato dei torinesi, conto sia l’unico dei candidati alternativi alla sinistra. Lo vedo oggi” ha affermato il leghista, fermando sul nascere le mire espansionistiche di Forza Italia, che vorrebbe candidare Claudia Porchietto.

La mattinata è però iniziata con l’incontro con Federalberghi, Ascom, Confcommercio: “Ho parlato con imprese, alberghi, bar e ristoranti: c’è grande voglia di rilancio, come Lega siamo al loro fianco per rimettere al centro Torino e il Piemonte” ha affermato Salvini. Il leader della Lega ha lanciato l’allarme usura, fenomeno malavitoso che complici le difficoltà economica sembra espandersi sempre di più anche nel capoluogo piemontese: “C’è grande preoccupazione perché già ci sono i primi segnali concreti di usura, mafia, camorra, ‘ndrangheta che entra nei negozi torinesi, facendo offerte fuorilegge: è chiaro che se le banche e il Governo non fanno quello che devono, gli unici che ci guadagnano sono i mafiosi. Per questo non possiamo permetterci un Governo dei tirare a campare, altrimenti lasciamo piazza libera all’usura”.

Durissime poi le critiche rivolte a Fca: “Il Governo ha dormito mentre la Fiat scappava. Le banche non danno prestiti ai piccoli commercianti ma hanno dato miliardi a un’azienda ex italiana”. Sull’ipotesi che lo Stato possa entrare all’interno del neo gruppo Stellantis, come già accaduto in Francia, Salvini ha rivelato: “In un momento di crisi le aziende strategiche vanno protette. Non si capisce perché quando un’azienda italiana prova a entrare nel mercato francese, l’Europa si oppone e quando un’azienda francese entra nell’azionariato dell’ex Fiat, nessuno dice nulla”.

Il Governo ne risponderà davanti agli operai. Se devo fare un pronostico, in Francia non licenzieranno nemmeno un operaio, il rischio è che vengano licenziati i nostri” è il monito lanciato dal leader leghista.

Inevitabile poi una riflessione sulla crisi di Governo e sulla possibilità di andare al voto o di procedere con un Conte Ter: “Spero finisca il teatrino osceno del Governo, le imprese hanno bisogno di certezze e non Governi fondati sui senatori in vendita. Hanno votato ieri in Portogallo, votano il prossimo mese in Catalogna, a marzo votano in Israele e Olanda. E’ meglio investire due mesi per ridare la parola al popolo italiano che tirare a campare per due anni. Mi auspico che sia il Governo sia all’ultima settimana”.

I fondi europei vanno restituiti entro il 2056, li restituiranno i nostri figli: non è il Governo di Conte, Ciampolillo, Bonafede e Azzolina che tirerà fuori l’Italia fuori dai guai” ha ribadito Salvini.

Di certo, al di là di quelle che saranno le scelte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Lega si schiererà sempre dalla parte opposta rispetto ai partiti di sinistra: “Ci divide tutto: pensate la Tav. E’ l’unica boccata d’ossigeno per Torino e il Piemonte: se fosse stato per uno dei partiti che è attualmente al Governo, sarebbe stata bloccata. Noi non possiamo andare al Governo con i signor no”. 

Prima di andare a pranzare, magari proprio con Paolo Damilano, Salvini ha poi riservato una battuta circa il processo che lo vedrà protagonista alle 14.30: “Altro processo? Uso le udienze per incontrare imprese, gli artigiani, commercianti e produttori. Ringrazio i giudici che mi hanno permesso di passare una bellissima giornata torinese”.

Andrea Parisotto

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