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Attualità | 25 gennaio 2021, 17:42

Negli ospedali piemontesi ripartono le attività ordinarie sospese a causa del Covid-19

Il via libera alla ripresa degli interventi chirurgici dalla riunione settimanale del Dirmei. Nei prossimi giorni le indicazioni alle singole aziende sanitarie. L’assessore regionale Icardi: "Teniamo alta la guardia, ma guardiamo avanti con fiducia"

Immagine d'archivio (Pixabay)

Immagine d'archivio (Pixabay)

Al termine della riunione settimanale del comitato direttivo del Dirmei, è arrivato il via libera dell’Unità di Crisi alla ripresa parziale degli interventi chirurgici, delle visite e degli esami programmati, finora sospesi a causa dell’emergenza Covid-19.

«Stiamo facendo tutto il possibile per garantire il graduale ritorno alla normalità delle prestazioni ospedaliere – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi -. Molto dipende dall’andamento dell’epidemia , non possiamo forzare la mano sulla sicurezza degli ospedali, che hanno retto all’impatto della pandemia compiendo giganteschi sforzi di adeguamento alle necessità dell’emergenza. Nello stesso tempo abbiamo però lavorato a liberare il più possibile gli spazi e le risorse professionali per le attività ambulatoriali e chirurgiche procrastinabili ed oggi siamo in grado di dare un segnale importante di ripresa, compatibilmente con la specifica situazione delle singole Aziende sanitarie locali. Teniamo alta la guardia, ma guardiamo avanti con fiducia».

Gli indirizzi sulle modalità della ripartenza verranno disposti in questi giorni dal Dirmei e poi trasmessi alle aziende sanitarie.

«Il miglioramento della situazione epidemiologica - dichiara Emilpaolo Manno, direttore del Dirmei - e il relativo calo di pressione sulle strutture sanitarie, ci consentono, sia pure con la dovuta prudenza, di allentare alcune delle restrizioni che siamo stati costretti a imporre sulle prestazioni ordinarie, fermo restando che la cura delle malattie tempo-dipendenti, di quelle oncologiche e delle patologie croniche a rischio evolutivo è sempre stata garantita. È ovvio che qualora l’epidemia dovesse riprendere forza, dovremo ritornare a interrompere le attività procrastinabili».

Redazione

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