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Politica | 25 gennaio 2021, 16:01

Alba, antifascismo e restrizioni anti Covid: mozione contro consigliera della Lega

Esternazioni della capogruppo Alessandria suscitano le proteste del centrosinistra: "Il sindaco prenda le distanze". Lei si difende ("Attacchi strumentali), ma rilancia sulle limitazioni dei Dpcm: "Ricordiamo il passato per capire cosa stiamo vivendo oggi"

Lo striscione rimosso dal municipio nell'estate 2019

Lo striscione rimosso dal municipio nell'estate 2019

"Sindaco e Consiglio prendano le distanze dalle dichiarazioni della consigliera Elena Alessandria, che invitiamo a valutare la possibilità di dimettersi".
E’ quanto l’esponente Pd Ester Marello chiede in una mozione appena presentata all’indirizzo del primo cittadino Carlo Bo e sottoscritta da tutti i rappresentanti della minoranza riunita sotto le insegne di Uniti per Alba.

Due le esternazioni della capogruppo leghista al centro del documento appena protocollato dalla giovane consigliera dem.
La prima è quella arrivata durante una recente seduta della V Commissione, con oggetto il nuovo regolamento comunale sulle affissioni che possono trovare spazio sulle facciate del municipio: un tema già oggetto di un vivace scontro nell’estate 2019, allora per la scelta della nuova Amministrazione di centrodestra di rimuovere dalla facciata del palazzo comunale lo striscione "Verità per Giulio Regeni" (oggi i cinque anni dalla scomparsa).

A scatenare l’animato intervento di Alessandria la richiesta con la quale il consigliere di opposizione Fabio Tripaldi aveva proposto di aggiungere il termine "fascista" là dove il nuovo regolamento vuole vietare l’affissione di messaggi "dal contenuto discriminatorio" o "razzista".
"Se è così – aveva sbottato Alessandria – io propongo che ci aggiungiamo anche comunista, per il fatto che sono state entrambe due dittature che hanno prodotto milioni di morti. Ora, in questo momento così delicato, nella situazione non solo italiana, ma planetaria, mondiale, […], in cui siamo esseri deboli tutti, resi schiavi dai soliti noti, dai soliti banchieri che governano il mondo, che hanno in mano il 90% della ricchezza mondiale, allora noi siamo ancora qui a dividerci fra fascisti e comunisti? Quando rischiamo di perdere noi stessi, rischiamo di perdere i nostri diritti umani. […]. Guardate che questo periodo è un periodo buio, è un periodo che fa paura, è un periodo dove tolgono il futuro ai nostri giovani […]. mi sembra fuori luogo in un momento in cui abbiamo il coprifuoco di notte, abbiamo i locali chiusi, gente che non ha lo stipendio, che non incassa, abbiamo imprese che chiudono, e qui si parla di fascismo!? Di antifascismo? Ma stiamo scherzando? […]. Se si vuole mettere si aggiunga anche comunismo. Le dittature, la storia ci insegna che sono state due, ma non mi sembrano proprio i tempi, il momento di parlare di antifascismo perché lo stiamo vivendo attualmente sotto un’altra forma, ma i nostri diritti umani ce li stanno togliendo tutti, poco per volta […]".

 

SOSTEGNO A #IOAPRO?

Parole che hanno infiammato una polemica che, dalla commissione, tenuta in videoconferenza, si è presto spostata sul campo di battaglia dei social. Un ambito quest’ultimo sul quale si è consumata la seconda uscita ora stigmatizzata nella mozione della minoranza.

Il riferimento è al commento con cui, tramite Facebook, la stessa esponente del Carroccio aveva salutato l’intenzione manifestata da una pizzeria albese di voler aderire all’iniziativa “#IoApro" dello scorso 15 gennaio, protesta dei locali pubblici contro le restrizioni dei Dpcm anti Covid. “Bravissimo!! Prenoto per 4 ore 20. Grazie!”, scrisse Alessandria, prima di correggere il tiro spiegando di avere male inteso quanto annunciato derubricandolo a “un’apertura di protesta per le assurde restrizioni”.


LA RICHIESTA DELLA MINORANZA

Da qui la richiesta contenuta nella mozione di minoranza: "Alla luce di tutte queste considerazioni – si legge in chiosa al documento di prossima discussione da parte dell’assemblea –, a fronte delle dichiarazioni rese pubblicamente, dell’evidente inconsapevolezza dei doveri connessi alla sua carica e del danno che ha arrecato al decoro istituzionale del Consiglio comunale e della Città, il Consiglio comunale esprime la sua presa di distanza da tali affermazioni e chiede al sindaco di dissociarsi chiaramente dalle parole della consigliera Alessandria, la quale si invita a considerare la possibilità delle dimissioni".  

 

LA REPLICA DI ALESSANDRIA:
"ACCUSE STRUMENTALI, RIFLETTIAMO
PIUTTOSTO SULLE ODIERNE RESTRIZIONI"

"E’ un’attacco che mi offende: io sono antifascista, come sono antinazista, anticomunista e come aborro tutti i totalitarismi. Su questo punto i colleghi possono dormire sonni tranquilli", replica la consigliera, parlando di "strumentalizzazioni" e rilanciando invece la sua personale visione delle restrizioni legate all’emergenza sanitaria. "Io sono piuttosto per la libertà di pensiero e di azione, come il mio intervento voleva sottolineare. Proprio oggi forse dovremmo ricordare il passato, richiamare l’antifascismo per osservare cosa ci sta succedendo tra zone rosse, arancioni, gialle, coi limiti alla circolazione e agli spostamenti, con intere categorie bloccate, ferme, una società e un’economia che stanno morendo. E noi che stiamo facendo altrettanto, limitati nella socializzazione, nei sentimenti. Ci stanno rendendo tutti misantropi e quello che è peggio ci mettono gli uni contro gli altri. 'Non condivido la tua idea, ma lotterò fino alla morte perché tu possa esprimerla', è la massima che riassume il mio pensiero".

Ezio Massucco

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