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Attualità | 25 gennaio 2021, 18:12

Il 5 febbraio la presentazione on line della nuova edizione del libro sulla strage di Ceretto

L'autore Livio Berardo arricchisce la documentazione e racconta delle sue ricerche che hanno portato all'individuazione degli autori di quel massacro. Discuteranno della nuova pubblicazione Paolo Pezzino, presidente dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri”, Carlo Gentile, Università di Köln (Colonia), Guido Neppi Modona, ex giudice della Corte costituzionale. Possibile inviare domande via chat

Il 5 febbraio la presentazione on line della nuova edizione del libro sulla strage di Ceretto

La Città di Busca e il Comune di Costigliole Saluzzo organizzano per venerdì 5 febbraio alle ore 21 la presentazione on line (sulla piattaforma è Go To Meeting, il codice sarà comunicato nei prossimi giorni) idella nuova edizione del libro “Ceretto, 5 gennaio 1944. Cronaca di un eccidio” di Livio Berardo, stampato a Saluzzo da Fusta editore (gennaio 2021).
 
Con la conduzione di Anna Cavallera, giornalista di “Repubblica”, interverranno dal palazzo comunale di Costigliole il sindaco Fabrizio Nasi e l’assessore delegato Ivo Sola, dal palazzo comunale di Busca il sindaco Marco Gallo e l’assessore delegato Ezio Donadio. Discuteranno del libro Paolo Pezzino, presidente dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri”, Carlo Gentile, Università di Köln (Colonia), Guido Neppi Modona, ex giudice della Corte costituzionale  L’autore, Livio Berardo, concluderà rispondendo a domande inoltrabili via chat,
 

“Il ricordo di quella tragedia – ha dice il sindaco Gallo - , che unisce le comunità di Busca  e Costigliole, è quanto mai attuale perché il ricordo di fatti avvenuti 77 anni fa è necessario ed indispensabile. Ben venga, perciò, la riedizione del libro di Livio Berardo, che si arricchisce di nuovi contributi sui fatti che portarono  a quel famigerato 5 gennaio e racconta, soprattutto, cosa è successo negli anni successivi e dice chi furono gli autori di quel massacro”.
 
Il libro
A metà dicembre del 1943, per stroncare la crescente formazione di bande di resistenti nelle valli cuneesi, il Comando tedesco 1020 programmava “dieci azioni di guerra”. Le realizzava fra il 29 (Frabosa Sottana) e il 12-13 gennaio 1944 (Valgrana). Il bilancio: 242 "nemici" uccisi, 300 case bruciate o distrutte. Si trattava di dieci eccidi, contando una volta sola i raid compiuti dalla medesima formazione nello stesso ciclo di rastrellamenti in più comuni confinanti.
Uno dei più efferati, perché non rispondeva alla presenza di basi partigiane, tutt’al più a quella di un gruppo di sbandati, non riconosciuto da alcun Comitato di liberazione, fu quello di Ceretto, in cui vennero trucidati nelle loro case o al lavoro nei campi 27 civili. Era il 10% degli abitanti della frazione posta a cavallo fra Busca e Costigliole, il 20% della popolazione maschile in età lavorativa, un colpo esiziale per una comunità contadina che ha impiegato anni per uscire dal dolore delle perdite umane e dalla miseria provocata dal rogo delle abitazioni, degli attrezzi.
 
“Se l’edizione originaria di questo libro – spiega l’autore - raccontava attraverso le testimonianze dei sopravvissuti come era avvenuto, il presente rifacimento, sulla scorta di documenti tedeschi e carte processuali, risponde alle domande: chi ne furono gli autori? quale “logica” li guidava? perché nel dopoguerra i parenti delle vittime non ebbero giustizia?”
 
Il confronto fra i documenti conservati negli archivi comunali con quelli ricavabili dal Bundesarchiv di Friburgo e Coblenza e con gli Atti del processo contro Corrado Falletti e altri rintracciati alla Corte d’assise straordinaria di Genova, consente infatti di individuare le unità tedesche che condussero l’azione, come pure i corpi o squadre di fascisti della Repubblica sociale che vi diedero un rilevante contributo. Un supplemento di verità dovuto alle vittime, alle vedove, agli orfani, alle comunità di Busca e Costigliole, più in generale alla storia e dunque alle nuove generazioni.
 
L’autore
Livio Berardo (Verzuolo, 1947) è stato ricercatore di storia antica all’Università di Torino e docente di lettere classiche nei licei. Amministratore provinciale e comunale nel saluzzese e a Bra, ha ricoperto la carica di presidente dell’Istituto storico della Resistenza di Cuneo dal 2002 al 2015. Ha pubblicato saggi e volumi sulla lotta di liberazione, sul movimento operaio, sulla società contemporanea in provincia. Nel 1995 ha vinto il Premio Acqui storia-Targa D. Lajolo con il libro Le «loro» prigioni. Detenuti politici nel carcere di Fossano 1922-1945.
 
I relatori
Paolo Pezzino, attuale presidente dell’Ismli (Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione “Ferruccio Parri”) che raggruppa tutti gli Istituti storici della Resistenza d’Italia, è responsabile scientifico del progetto “Atlante delle stragi nazifasciste in Italia”, nato dalla collaborazione fra studiosi italiani e tedeschi, promosso da Anpi e Istituti storici della Resistenza. Ha insegnato Storia contemporanea presso l’Università di Pisa e ha studiato tra l’altro alcuni dei più sanguinosi massacri perpetrati dagli occupanti in Toscana e in Emilia.
Tra le sue opere principali Anatomia di un massacro. Controversia sopra una strage tedesca, Bologna, Il Mulino, 1997; Il massacro. Guerra ai civili a Monte Sole, con Luca Baldissara, Bologna, Il Mulino, 2009.
 
Carlo Gentile, ligure, si è laureato nel 1993 con una tesi dal titolo "La repressione tedesca nell'Italia occupata 1943-1945" all'Università di Colonia, dove ora insegna Storia ebraica moderna (Shoah in primis). Si è occupato dell'occupazione tedesca in Italia, della guerra partigiana e dei crimini nazisti durante la seconda guerra mondiale ed è autore di numerosi saggi su questi temi pubblicati in Italia e in Germania. Ha collaborato con il progetto dell’Atlante delle stragi.
E’ stato consulente dei giudici italiani e tedeschi in procedimenti penali per crimini di guerra. In particolare ha prestato la sua opera nei processi contro gli ex ufficiali della Gestapo Theo Saevecke (strage di Piazzale Loreto) e Friedrich Engel (eccidio del Turchino). In Germania ha collaborato alle indagini della Procura di Dortmund per i massacri di Cefalonia, Civitella e Vallucciole.
 
Guido Neppi Modona, nato a Torino nel 1938, avvocato e magistrato, è stato giudice nonché vicepresidente della Corte costituzionale, docente di diritto e procedura penale presso le Università di Cagliari, Catania e Torino e visiting professor alla Yale Law School. La sua copiosa produzione scientifica spazia dal diritto penale sostanziale e dal diritto processuale penale alle ricerche storico-istituzionali sui rapporti tra magistratura e potere politico nello stato liberale, durante il regime fascista e nei primi anni dell’ordinamento repubblicano, nonché sulle istituzioni penitenziarie e sulle misure di polizia nell’ultimo secolo di storia italiana.

comunicato stampa

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