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Politica | 26 gennaio 2021, 11:10

Gribaudo: “Dalla crisi di governo si può uscire solo con un patto di legislatura”

Per la deputata cuneese Pd è l’unico sbocco possibile per evitare le elezioni. “Tutti – spiega - devono fare un passo indietro e ricominciare da capo, riconoscendo i propri errori. Conte, dimettendosi, ha aperto a questa possibilità"

Gribaudo: “Dalla crisi di governo si può uscire solo con un patto di legislatura”

Mentre il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sta per rassegnare le dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, abbiamo interpellato Chiara Gribaudo, deputata cuneese del Pd, per sentire le sue impressioni a caldo di fronte ad una crisi dagli esiti incerti.

On. Gribaudo, quella che si apre oggi con le dimissioni di Conte è una crisi quanto mai complicata, per di più in un momento estremamente difficile per il Paese. Si sbloccherà la situazione? E come?

“Le assurde prove muscolari che vanno in scena da settimane, alla fine ci hanno portato alle dimissioni del premier. Ora la situazione deve sbloccarsi a tutti i costi, non possiamo perdere altro tempo in una battaglia degli ego, assolutamente inutile e dannosa per il Paese. Ma se non ci sarà un passo indietro sui veti incrociati che oggi ci costringono in questa situazione, sarà difficile riuscire a ripartire con un governo solido ed evitare le elezioni”.


Lei si è fatta interprete, insieme ad altri colleghi parlamentari, del disagio di parecchi sindaci rispetto ad una linea politica che pare indicare un appiattimento del suo partito, il Pd, nei confronti del premier Conte e il Movimento 5 Stelle. Ci spiega da cosa deriva questo disagio…

“Ho sempre pensato che fosse difficile indicare in Conte il faro dei progressisti italiani, vista la sua dimostrata adattabilità alle forze politiche più varie… Da parte del PD vorrei una voce più forte nell’esigere rapidità e concretezza da parte del governo, penso alle esigenze delle famiglie alle prese con la scuola, alla lentezza con cui si affrontano i problemi del mondo del lavoro, ma anche ai contenuti del Piano di ripresa e resilienza. Se fossero state poste con più forza le nostre richieste sulla spesa dei 209 miliardi del piano Next Generation, forse non saremmo nemmeno arrivati a questa crisi”.


Cosa unisce il Pd al M5S e cosa li divide?

“Ci unisce certamente l’attenzione per l’ambiente, per i temi ecologici. Condividiamo diverse idee sulla necessità di dare tutele universali al mondo del lavoro, e almeno in questa fase, la volontà di un rilancio dell’Europa, rispetto a quando il Movimento simpatizzava con Salvini sull’abolizione dell’euro. Ci dividono un certo complottismo e giustizialismo a cui il M5S non ha rinunciato, l’atteggiamento sul tema delle infrastrutture, la nettezza nella condanna all’estrema destra e ai sovranisti su cui come PD non transigiamo”.


In provincia di Cuneo, il Movimento 5 Stelle, pur avendo una ministra, Fabiana Dadone, che guida il dicastero della Pubblica Amministrazione, è scarsamente presente sul territorio, se si esclude la rappresentanza limitata ai Comuni di Cuneo e Savigliano. Il Pd butterà a mare le esperienze civiche di Cuneo, Saluzzo, Bra (tanto per citare le più rilevanti) per stringere alleanze coi 5 Stelle anche negli enti locali?

“Non si calano dall’alto le alleanze negli enti locali. Ancor più che a Roma, se non c’è condivisione di programmi e idee per la gestione di un comune, è impossibile costruire un percorso insieme. La politica è fatta di persone: c’è bisogno di incontrarsi, parlare, riconoscere una condivisione di valori e proposte. Dove questo avverrà, sarà più che giusto e anche utile costruire un’alleanza”.


Tre sono le opzioni sul tappeto: conferma di Conte con allargamento ai “responsabili” (che pare non siano però in numero sufficiente), nuovo governo con altro premier o elezioni anticipate. Quale delle tre ritiene, al momento, essere la più realistica?

“Non usciamo da questo stallo se non con un nuovo patto di legislatura. Difficile scriverlo se non ci sarà la piena disponibilità di tutti a fare un passo indietro e ricominciare da capo, riconoscendo errori e sotterrando i tweet taglienti e la propaganda personalistica. Conte dimettendosi apre a questa possibilità. Adesso serve lavorare per un nuovo governo, che credo debba rimanere ancorato alla stessa maggioranza, evitando gli avventurismi e la responsabilità di convenienza. Confido pienamente nel Presidente Mattarella, che da oggi prende in mano la crisi e mi auguro che riesca a far prevalere fra le forze politiche l’esigenza di concordia che la situazione del Paese ci impone”.

GpT

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