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Attualità | 27 gennaio 2021, 12:45

Quando a Fossano vescovo e rabbino passeggiavano insieme su viale Mellano chiacchierando chissà di cosa

Dal ‘400 ai primi anni del ‘900 la città degli Acaja ha ospitato una comunità ebraica che al suo apice toccò 250 membri. Per due anni se ne è occupata la ricercatrice cerverese Maria Teresa Milano, laureata in Ebraico e insegnante di ebraico biblico allo STI-ISSR di Fossano

Quando a Fossano vescovo e rabbino passeggiavano insieme su viale Mellano chiacchierando chissà di cosa

Oggi, 27 gennaio 2021, come ogni anno ricorre il giorno della Memoria: data in cui si ricorda la liberazione, da parte dell’Armata Rossa del campo di concentramento di Auschwitz, proprio il 27 gennaio 1945. Istituito il primo novembre 2005, questo giorno, impedisce all’inevitabile corso del tempo, che una delle più buie e macabre pagine della nostra storia rimanga semplice impressione d’inchiostro dentro qualche vecchio libro.

Memoria che deve rimanere ben salda e viva nella mente di ognuno di noi al fine di impedire agli errori passati di trovare nuova manifestazione.

Abbiamo incontrato la cerverese Maria Teresa Milano, laureata in Ebraico e insegnante di ebraico biblico allo STI-ISSR di Fossano, che ha dedicato due anni della sua vita allo studio della comunità ebraica di Fossano e di quello che è stato il loro ruolo nella nostra società.

Maria, lei ha speso due anni della sua vita nella ricerca sulla comunità ebraica di Fossano. Quale è la sua storia?

Si può parlare di inizio della comunità ebraica a Fossano a partire dai primi decenni del 1400, probabilmente grazie all’arrivo degli ebrei espulsi dalla Francia. Nel 1536 i francesi occupano buona parte del Piemonte e anche a Fossano vengono poste guarnigioni imperiali. La città si trova a dover affrontare le spese belliche senza averne la concreta possibilità economica. Cominciano così i rapporti ufficiali tra Fossano e i suoi ebrei, con una storia di prestiti che durerà per tutto il secolo. Nel 1600 alle questioni su prestiti e solvenze, si aggiungono i problemi legati alle conversioni al cristianesimo. Il 1700 è l’era del ghetto, che fu creato nell’attuale via IV Novembre. Già a partire dal 1848, con lo statuto Albertino e l’Emancipazione, inizia la progressiva riduzione della comunità, che in effetti si estinguerà nei primi anni del ‘900.

Negli studi che ha condotto, quali aspetti l'hanno colpita maggiormente?

C’è una storia in particolare, quella di Smeralda Colombo, che nel 1720 la fa in barba al divieto per gli ebrei di possedere beni immobili. La signora viene denunciata perché acquista una casa. Smeralda non si lascia intimidire, d’altronde ormai ha firmato dal notaio  quindi non si torna indietro. Di fronte agli ufficiali dice che è solita fare affari, visto che poco tempo prima ha acquistato una pezza d’alteno ai confini di Salmour, d’una giornata circa, più un’altra pezza di terra sempre ai confini di Salmour, sempre di circa una giornata. E quelli se ne vanno con le pive nel sacco. Una bella storia di indipendenza femminile.

La storia di Fossano narra di un vescovo e di un rabbino a “braccetto” per le vie di Fossano, ci può parlare di questa vicenda?


Si tratta di Jesse Montagnana, capostipite di quella famiglia da cui nascerà Rita, esponente del PCI e moglie di Palmiro Togliatti, una donna che ha costruito un pezzo importante di storia italiana. È una bella immagine: il rabbino e il vescovo che passeggiano il sabato sera su viale Mellano e chiacchierano, chissà di cosa, forse di Bibbia, o forse semplicemente di vita e di comuni vicende comunitarie. Senz’altro ci comunica una vicinanza e un dialogo su cui oggi facciamo discorsi importanti e che loro, proprio qui a Fossano, con grande semplicità a mettevano in pratica.


Ci può raccontare l’episodio della bomba contro la sinagoga di Fossano?

Si riferisce a un fatto avvenuto nel 1796, tempo di guerra. Le truppe napoleoniche bombardano la città causando molti danni ma la città non si arrende. Nel bel mezzo dell’assedio giunge la festività di Pesach, la Pasqua ebraica, che portava con sé le accuse agli ebrei di usare il sangue dei cristiani nelle azzime. Gli ebrei di Fossano celebrano la Pasqua nel ghetto e questo causa l’ira della gente, che pensa siano felici per le vittorie dei nemici. Le truppe lanciano un nuovo attacco ma la bomba sembra volare sopra le case degli ebrei senza colpirle per finire su un’altra parte della città. La popolazione insorge e si arma per attaccare gli ebrei. Gli ebrei si rifugiano nella sinagoga e iniziano a pregare. La folla inferocita sale le scale e sta per entrare in sinagoga quando arriva un rombo assordante. È una bomba lanciata dai francesi, che si pianta proprio nel vestibolo e sbarra la via agli attaccanti. E così si istituì il giorno del “Miracolo della bomba”.

Oltre alla ricerca, quali altre attività svolge?


Da molti anni conduco progetti didattici e percorsi culturali in collaborazione con musei, istituti storici e associazioni culturali e molte delle mie attività si svolgono qui in provincia di Cuneo. Dal 2016 insegno ebraico biblico allo STI-ISSR di Fossano e corsi su Bibbia, storia e cultura ebraica che fra l’altro sono aperti anche agli uditori, per chiunque abbia desiderio di entrare un po’ in quel mondo. Sempre qui in città ho creato insieme all’Associazione Fuori dal Coro l’evento Caffè Gospel, in cui si propone una lettura dei Salmi attraverso la musica e il commento letterario ed esegetico e dall’autunno scorso è online il sito www.salottibiblici.com, in cui si possono ascoltare le Voci Fuori dal Coro e le riflessioni su quel meraviglioso mondo della bibbia fatte da un gruppo di “liberi pensatori” che ho messo insieme ad alcuni colleghi davvero in gamba, con cui ho il piacere e l’onore di lavorare.

MP

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