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Attualità | 27 gennaio 2021, 16:15

Cuneo, luogo per la vaccinazione di massa cercasi: "I ritardi sulla consegna rischiano di far fermare tutto"

Nella serata di ieri (martedì 26 gennaio) l'assessore Davide Dalmasso ha risposto a due interpellanze - e un ordine del giorno, approvato - sull'argomento: "Serve una struttura per vaccinare mille persone al giorno, libera per tutto il tempo necessario e vicina all'ospedale. Non è semplice trovarla"

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L’intenzione dell’amministrazione comunale è quella di cercare di individuare un luogo ben specifico in cui procedere a una vaccinazione di massa dei residenti sul territorio, seppur sia difficile determinarlo in modo concreto: serve una struttura delle dimensioni adatte a vaccinare mille persone al giorno e che, allo stesso tempo, sia vicino all’ospedale e libero per tutto il tempo che impiegherà a concludersi la campagna vaccinale”.

L’assessore cuneese Davide Dalmasso ha ben chiarito la posizione dell’amministrazione – nella seconda e ultima serata di consiglio comunale tenutasi ieri (martedì 26 gennaio) - , rispetto agli sforzi relativi alla facilitazione del concretizzarsi della campagna vaccinale sul territorio del capoluogo.

L’attenzione sulla tematica in sede consigliare è stata accesa da ben due interpellanze e da un ordine del giorno. Al centro, alcuni aggiornamenti rispetto alla territorialità della campagna vaccinale, e le richieste da un lato di individuazione - appunto – di uno o più siti specifici per la somministrazione del vaccino anti-Covid, e dall’altro di pressioni per far rientrare i vaccini a personale scolastico e studenti dai 16 anni nella “fase 2” della programmazione.

La città ha già soffermo molto per i decessi e la crisi economica: se si organizzasse meglio e con più concretezza la somministrazione dei vaccini, coinvolgendo anche le amministrazioni comunali nell’indicare luoghi specifici, potremmo chiudere con più rapidità un capitolo desolante della nostra storia” ha sottolineato Maria Laura Risso, spalleggiata anche da Tiziana Revelli – che si è occupata di illustrare l’ordine del giorno – e da Maria-Luisa Martello: “Molte sono le domande ancora senza risposta in merito al vaccino e alla sua efficacia; servono risposte sulla situazione attuale relativa alla provincia – ha sottolineato quest’ultima - : quanti rifiutano di vaccinarsi, quante dosi abbiamo ancora disponibili, quali interventi sono in programma rispetto alla situazione delle strutture per anziani. È stato, poi, predisposto un cronoprogramma per la realizzazione del piano vaccinale sul nostro territorio? Con quali tempistiche e risorse?

Un mese e mezzo fa ci sono già stati contatti fa tra il direttore ospedaliero e il sindaco, con l’obiettivo di trovare un modo per facilitare la rapida vaccinazione della popolazione – ha sottolineato Antonino Pittari nel proprio intervento - ; si è valutato di mettere a disposizione le palestre delle scuole superiori, attualmente poco usate, ma ci si sta ancora lavorando. Molto, comunque, non dipende dalla volontà politica dell’amministrazione ma dall’effettiva consegna delle dosi di vaccino”.

Ed è chiaro che i ritardi nell’approvvigionamento delle dosi siano il punto nevralgico di tutta la questione, come ricordato anche da Luciana Toselli: “È la vera emergenza – ha detto - . Andrei anche cauta nella definizione delle priorità: la vaccinazione punta a evitare i ricoveri in rianimazione, quindi farla a soggetti tra 60 e 80 anni, con pluripatologie è fondamentale; serve coprire per prime le categorie a rischio serio. Inutile iniziare una guerra tra poveri, investiamo piuttosto sull’informazione e sulla disposizione dei vaccini alle case farmaceutiche italiane”.

L’assessore Dalmasso è dello stesso avviso: “Il problema non è quanto veloce si possa vaccinare ma quante dosi si abbiano a disposizione – ha detto nel proprio intervento di risposta alle due interpellanze - . Secondo l’ASL la programmazione è confermata sino al 3 febbraio e poi rischia di essere sospesa. L’organizzazione stava funzionando: allo scorso fine settimana erano state vaccinate oltre 13.500 persone dall’ASL e oltre 2.600 all’ospedale, con un tasso di adesione del personale ospedaliero che tocca l’80%, il 75% nei dipendenti ASL, ancora l’80% nei dipendenti del Consorzio e circa il 70% in quelli delle RSA. Entro questa settimana, inoltre, tutte le RSA del territorio vedranno vaccinati gli ospiti intenzionati; si parla di circa 2.000 persone nel distretto che non hanno ancora contratto il virus”.

Il prossimo passo secondo il cronoprogramma è la vaccinazione degli ultra 80enni e dei malati cronici, che verrà effettuata a domicilio e impiegherà del tempo – ha continuato l’assessore - ; lo svolgersi delle altre fasi, ad oggi, è ancora parecchio vago. Sulla possibilità di adibire un luogo per la vaccinazione di massa, le difficoltà sono di tipo concreto e legate alla tipologia di vaccino più diffusa attualmente: l’ideale sarebbe creare tre grossi centri provinciali nei comuni di Cuneo, Mondovì e Savigliano per coprire il 70% della popolazione del distretto entro luglio-agosto”.

L’ordine del giorno presentato da Cuneo Solidale Democratica è stato infine approvato con 19 voti favorevoli e 5 astenuti: il Comune si farà quindi portavoce dell’istanza regionale di anticipare il vaccino a personale scolastico e studenti dai 16 anni nella “fase 2” del piano nazionale.

simone giraudi

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