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Attualità | 27 gennaio 2021, 14:12

I cuneesi si scoprono fondisti e ciaspolatori, ma gli spostamenti tra comuni non salvano i centri fondo periferici

La voglia di “outdoor” ha spinto molti a muoversi per noleggiare sci o ciaspole che sono andate a ruba in molte realtà della nostra provincia. Ma restano i problemi di una stagione particolare, con restrizioni, ma con una neve che non si vedeva da anni. Pagano il peso di questo periodo le realtà "periferiche". Un viaggio all'interno dei centri fondo della Granda

I cuneesi si scoprono fondisti e ciaspolatori, ma gli spostamenti tra comuni non salvano i centri fondo periferici

C’è una provincia di sportivi che nell’ultimo anno ha dovuto fare i conti con le restrizioni imposte dalle norme anti contagio. Una provincia, Granda, appunto. Con ampi spazi. Fatto di alture, colline e pianure. Tra natura incontaminata e campagna.

Dove praticare ciclismo, escursionismo, arrampicata, corsa e moltissime altre attività è possibile praticamente ovunque.

Per questo motivo i nostri territori vengono frequentati abitualmente dagli amanti delle attività “outdoor”, per dirla con un anglicismo. Diventando meta per molti fruitori che rappresentano una buona fetta del turismo locale.

Un turismo che, qui come altrove, ha rallentato per via del Covid. E che ora fronteggia lo stop degli impianti sciistici di risalita, tra i settori più importanti in termini di fatturato per il Piemonte.

Tutto questo in un anno in cui la neve non è mancata. Non solo a livello di quantità, ma anche di qualità con temperature che hanno garantito un buon manto d’oro bianco su cui praticare sport invernali. Limitato, però, alle attività di agonisti e società.

Compromesso il periodo natalizio - solitamente fondamentale nei bilanci dei comprensori – ora si attende di scoprire quali saranno le prossime scelte per il mondo sciistico amatoriale.

La provincia di Cuneo, rimane terra di sportivi. Molti amatoriali. Ma nell’ultimo anno diversi sono stati frenati dall’incertezza di alcuni provvedimenti, specie riguardanti gli spostamenti per fare attività da quando è subentrata la suddivisone su scala cromatica per individuare il grado di contagio tra i perimetri regionali.

Su questo aspetto è arrivato nei giorni scorsi il chiarimento del Governo attraverso una Faq che ha tentato di rispondere ad alcuni dubbi ricorrenti.

Spostarsi tra i comuni in “zona arancione” è possibile per attività come sci di fondo, ciaspole o scialpinismo. Questo se all’interno del proprio municipio non sono presenti strutture che lo permettano.

E comunque è necessario raggiungere il luogo più vicino per svolgere questa attività rispetto alla propria unità abitativa. Per questo motivo, anche da noi, sono nate situazioni differenti a seconda della collocazione dei centri fondo.

Ma in generale la voglia di “outdoor” o, meglio, di “aria pulita”, ha spinto molti a muoversi per noleggiare sci o ciaspole. Tanti i neofiti, di tutte le età, ad avvicinarsi a questa pratica forse un po’ più di nicchia rispetto allo sci alpino, ma comunque praticabile in molti angoli della Granda.

A FESTIONA E AISONE WEEKEND DA RECORD

"Un weekend da record  - lo ha definito Enrico Beccaria del centro Festiona di Demonte - Ce lo aspettavamo, ma siamo stati comunque piacevolmente sorpresi. La clientela affezionata era presente, ma molti hanno affittato per la prima volta attrezzatura. Alle 11 avevamo già esaurito il materiale e i due parcheggi erano pieni. Visto il periodo tutto lo staff si è preparato per dividere i percorsi evitando code e assembramenti. In stretta sinergia con le forze dell'ordine che ci hanno consigliato come operare."

La pista nella piccola frazione di Demonte rappresenta uno dei centri più conosciuti in provincia per la pratica dello sci nordico con diverse piste e lunghi percorsi, tra cui l'anello che collega Festiona ad Aisone e Vinadio.

E anche dalla stessa Aisone valutano con soddisfazione questa apertura al mondo del fondo.

"Stiamo avendo un buon afflusso -
commenta il presidente di Aisone Ski Stefano Meiranesio - grazie anche alla collaborazione con Festiona. Come tutti le difficoltà sono legate alle procedure per far rispettare i protocolli, ma al momento non abbiamo avuto nessuna problematica. La clientela sta apprezzando. Sia chi si allena che chi si è avvicinato a causa degli impianti chiusi. Certo. Avessimo un bar in cui poter servire ai tavoli sarebbe il massimo, ma ci riteniamo fortunati in quest'epoca di restrizioni."

A ENTRACQUE BOOM DI PRESENZE, TANTI NEOFITI

Buona affluenza anche per il centro fondo di Entracque con gli ultimi due weekend partecipati.

"Oltre ai chiarimenti del governo - spiega Sophie Pepino dello Sci Club Alpi Marittime - bisogna dirlo, a giocare a nostro favore ci sono sicuramente condizioni di neve da invidia. Siamo sul metro e mezzo di neve caduta, circa un metro di 'battuta'. E' una neve fredda,  bella e veloce. Queste condizioni dovrebbero farci stare tranquilli fino a marzo."

"I cuneesi sono stati chiusi durante le Feste - prosegue - per questo negli ultimi giorni c'è stato un boom. Abbiamo protocolli di distanziamento e sanificazione che già utilizzavamo prima del Covid avendo a che fare fino all'anno scorso con le scolaresche. Rispetto a una volta i tempi sono un po' più lunghi. Sia per le norme, ma anche perchè bisogna spiegare a chi pratica per la prima volta alcune accortezze. E i nuovi sono molti. Oggettivamente eravamo molto preoccupati. Perdere Natale incide sul 40% del fatturato. Queste presenze mettono una bella pezza. Siamo contenti per questo, ma al tempo stesso dispiaciuti. Lo sci alpino sta subendo un colpo troppo importante. E, da gestori, non possiamo rallegrarci."

AL CENTRO MARGUAREIS GLI ABITANTI DI CHIUSA TORNANO IN PISTA

Un weekend "full", come non si vedeva da anni al Centro Fondo Marguareis di Chiusa Pesio dove la stagione è partita immediatamente con la prima nevicata del 2 dicembre, ma con partecipazioni incrementate negli ultimi giorni dopo i chiarimenti del Governo.

"Molti sciatori amatoriali degli impianti si sono dirottati sul nostro centro fondo - sostiene Alessia Faggio vice presidente del Consorzio Valle Pesio Servizi e direttrice scuola sci Valle Pesio 2.0 - Siamo stati anche favoriti dal meteo. La cosa più bella è stata vedere persone del nostro paese. Il poter garantire la possibilità di fare attività all'aperto è un sinonimo di libertà. Stare in natura ha fatto riscoprire una cosa che prima si dava per scontata. La paura c'è ed è giusto che ci sia, non siamo fuori dal tunnel, ma abbiamo percepito una gran voglia di ripartire. E tutti sono stati rispettosi delle regole."

A ROCCAFORTE IN ZONA GIALLA TORNANO I CORSI PER BAMBINI

Si spera di poter andare avanti ancora fino a fine febbraio nel centro Fondo Valle Ellero nel comune di Roccaforte Mondovì.

"Di affluenza ce n'è stata, soprattutto domenica - lo dice parlando dell'ultimo weekend Enzo Dho presidente dello Sci Club Valle Ellero - La nostra è una pista pianeggiante e soleggiata. Anche un principiante riesce ad andarci. Abbiamo notato una nuova utenza, molti dello sci da discesa riconvertiti al fondo o alle ciaspole. Tornando in zona gialla la prossima settimana dovremmo poter riprendere anche i corsi per i bambini."

PENALIZZATI I CENTRI PERIFERICI: "C'E' TROPPA INCERTEZZA"

A "patire" continuano ad essere i centri fondo più periferici, dove si arriva con maggiore difficoltà. E in questo senso il chiarimento del Governo non aiuta. O meglio, penalizza le realtà più lontane dai centri abitativi.

"Nessuno vuole prendersi la multa per fare un po' di attività fisica
- commenta Maurizio Rosano del centro Fondo Valle Maira e gestore del Rifugio Campo Base nel comune di Acceglio - La gente è un po' incerta e per sicurezza si ferma in un centro fondo più vicino. Questo nonostante il posto sia bellissimo, la neve non manchi e ci siano delle condizioni perfette. Il rifugio in settimana rimane chiuso, lo apriamo il sabato e la domenica, la struttura è vecchia e ha costi elevati e siamo obbligati a una gestione a spot. Un tempo in molti ci sceglievano per le ciaspolate notturne e poi si fermavano a dormire qui in rifugio. Ora diventa tutto difficile, viaggiamo a vista, nonostante siamo l'unica realtà aperta da Prazzo a Chiappera."

Tra i penalizzati anche il centro fondo Strepeis-Bagni di Vinadio che ritorna sulla necessità di poter effettuare ristorazione non solo d'asporto per far ripartire l'economia montana. 

"La montagna l'hanno dimenticata - comenta con sconforto la sua stagione Remo Degioanni gestore del centro Fondo riferendosi alle scelte della politica - se permettessero di dare un certo servizio si potrebbe pensare di sopravvivere. Invece i pochi che vengono non fanno asporto per mangiarsi un panino a -10, -15 gradi. Le piste le ho battute per lo sci club della Valle. Chi vuole venire viene, ma la gente ha paura delle multe. E quindi si ferma in un centro più vicino. Tutti quanti dovrebbero farsi un po' di cultura della montagna."

CASTELDELFINO: "QUESTA STAGIONE RIMANE L'AMARO IN BOCCA "

Non sprizza di gioia nemmeno Alberto Anello, sindaco di Casteldelfino, comune dove è presente una pista di sci di fondo a gestione comunale. Non tanto per le presenze nel centro fondo della Valle Varaita. Ma, soprattutto, per l'intero indotto della neve, fermato in un'annata con abbondanti nevicate.

"Abbiamo una bella pista - commenta il primo cittadino - questo è un bene per il movimento di questo sport, ma a livello esteso piangiamo solo un po' meno degli altri. Da sindaco di montagna vedo quanto pesa la chiusura degli impianti. Rimane l'amaro in bocca di una stagione con molta neve, auspichiamo ci sia un po' di apertura nei prossimi provvedimenti. C'è un disagio diffuso. Non è possibile che chi lavora qui in zona debba mangiare all'aperto sulle panchine. Non si può adottare questo sistema in montagna. C'è un danno economico per la nostra realtà non indifferente. Tra le altre cose abbiamo dovuto annullare nei giorni scorsi l'AgnelloTreffen, il raduno motociclistico più alto d'Europa. Abbiamo dovuto rinunciare a migliaia di euro che sarebbero arrivati in Valle Varaita. Un momento triste, ci auguriamo che dopo la primavera ci sia un risveglio della montagna, un luogo dove è difficile che avvengano dei contagi. "

Daniele Caponnetto

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