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Saluzzese | 28 gennaio 2021, 11:30

In Russia trasformò il rifugio degli Alpini del '43 in un asilo: a Bagnolo l’addio a Romano Odetto

Ex dipendente Fiat, era anche donatore di sangue e fondatore del servizio ambulanza degli anni Ottanta. Affettuoso e generoso con tutti, collaborava anche con la scuola della sua frazione. Il sindaco: “Un grande esempio per tutti noi”

Romano Odetto

Romano Odetto

A 82 anni è morto Romano Odetto.

C’è cordoglio a Bagnolo Piemonte, dove Romano era un volto conosciuto da tutti, specialmente per quel forte impegno civico che negli anni ha saputo dimostrare in più ambiti della vita del suo paese.      

Ex dipendente Fiat, Romano Odetto ha lasciato la sua indelebile impronta nel locale gruppo Alpini e nel gruppo dei donatori del sangue Fidas di Bagnolo Piemonte. Non solo, dal momento che nel 1980 era stato tra i soci fondatori del servizio di ambulanza, quando ancora il 118 non esisteva: una realtà che poi, col tempo, sarebbe diventata la Croce verde.

Nel 1993 era stato in Russia, a Rossosch, dove aveva preso parte, insieme ad un gruppo di Penne Nere, alla costruzione dell’“Asilo Sorriso”, realizzato sull’edificio che, durante la Seconda Guerra Mondiale, ospitò il contingente degli Alpini mandati al fronte russo.

Per completare l’opera, dopo una serie di accordi internazionali, erano state necessarie due stagioni di lavoro, con le squadre di Alpini in congedo che ruotavano su turni di 20 giorni. La scuola, una volta terminato, era in grado di ospitare un centinaio di bambini. L’asilo del sorriso, a imperituro ricordo delle migliaia di Alpini della “Cuneense” morti in Russia, tra cui le settanta Penne Nere bagnolesi che più non fecero ritorno in patria.

Il legame tra Romano e quella terra rimase anche col passare degli anni.

Nel 2003 e nel 2013, Odetto partecipò alle feste per i 10 ed i 20 anni della realizzazione dell’asilo. Proprio durante il decennale, come riportato nel 2004 dalla rivista “L’Alpino”, Romano ritrovò a Rossosch il cavallino a dondolo costruito per i bambini nel poco tempo libero della missione del 1993. L’oggetto, del quale l’Alpino bagnolese si era quasi dimenticato, era ancora li ad attenderlo, in perfetto stato di conservazione, tanto da complimentarsi con le insegnanti per la cura con la quale erano solite tenere ogni cosa.

Sempre in Russia, Romano raccolse un pugno di terra dalla fossa comune di Nikolajewka, per poi portarlo nel cimitero della frazione di Villaretto di Bagnolo, dove ha risieduto: “Qui – erano state le sue parole – noi Alpini abbiamo costruito un piccolo sacrario, dove abbiamo riposto in un’urna questa reliquia in ricordo dei nostri fratelli maggiori: 19 furono i dispersi di questa mia frazione, quasi tutti imparentati fra loro”.

Commosso anche il ricordo del gruppo Fidas di Bagnolo: “Grazie, Romano! Quella parola che non ti stancavi mai di dire e di ripetere a noi in ogni occasione, alle donazioni, alle riunioni, durante le feste, ora la vogliamo rivolgere a te.

Grazie per l'impegno e l'entusiasmo con cui, per tanti anni, hai operato nel gruppo e grazie anche per aver coinvolto molti di noi a diventare donatori.

Vogliamo ricordarti con le parole da te pronunciate in occasione della festa del 50esimo di fondazione: ‘Sappiate che è grande il vostro gesto, non c'è ancora niente che sostituisca il sangue e ce n'è sempre più bisogno. Ai bagnolesi un saluto sincero ed un invito a tutti coloro di età compresa tra i 18 ed i 65 anni a venire a far parte di questa meravigliosa famiglia dei Donatori di Sangue; anche per le comunità straniere vuole essere valido quest'invito: il sangue è rosso per tutti, anche se cambia il colore della pelle’. Ciao Romano”.

Anni fa, era il giugno 2018, Romano era finito anche sulle colonne del nostro quotidiano.

Allla fine dell’anno scolastico 2017-2018, sua nipote aveva terminato il percorso nelle scuole elementari di Villaretto. E lui, “nonno speciale” come lo definivano le insegnanti della Primaria, aveva realizzato un cartellone, rimanendo “anonimo”, per ringraziare e salutare scolari, insegnanti, genitori e nonni degli alunni del plesso scolastico.

Affettuoso e generoso con tutti, collaborava infatti anche con la scuola elementare della frazione. Con la passione che lo ha sempre contraddistinto, era sempre in prima linea nell’assistenza all’attraversamento pedonale degli scolari, nell’organizzazione della “caldarrostata” autunnale e nei piccoli lavori della scuola.

Un impegno che ha visto Romano partecipe non solo alla vita interna della scuola, ma anche in tante altre realtà di volontariato locale. Proprio come ricorda il sindaco del paese, Fabio Bruno Franco: “Grazie, caro Romano, per tutto quello che hai fatto durate la tua vita per la comunità di Bagnolo. Sei sempre stato un grande esempio per tutti noi”.

Romano lascia il figlio Gualtiero, le figlie Barbara e Raffaella, l’affezionato Bruno, il fratello Francesco.

Il rito esequiale si terrà oggi pomeriggio, alle ore 14.30, nella Parrocchiale di San Giovanni Evangelista di Villaretto.

Nicolò Bertola

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