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Attualità | 28 gennaio 2021, 17:15

Nell’anno del Covid Alstom Savigliano assume 80 dipendenti, domani l’accordo di fusione con il colosso Bombardier

Nel futuro dello stabilimento saviglianese c'è l'"idrogeno", ma non solo. Si chiude un anno positivo per gli stabilimenti italiani. Il 2021 apre a possibili nuove sfide

Nell’anno del Covid Alstom Savigliano assume 80 dipendenti, domani l’accordo di fusione con il colosso Bombardier

Un anno in crescita per il gruppo Alstom e con prospettive da “Top Employers”. E’ proprio con questa dicitura che il colosso francese in Italia è stato insignito dall’Istituto che ogni anno certifica le migliori aziende che si sono distinte soprattutto in termini di risorse umane, formazione e benessere del personale.

E tra i parametri su cui sicuramente Alstom si è caratterizzata ci sono anche le assunzioni in un anno non facile per le imprese, messe in ginocchio dall’ondata pandemica.

Il gruppo francese ha nel sito di via Ottavio Moreno a Savigliano un fiore all’occhiello nella produzione di treni ad alta velocità, oltre alla realizzazione di convogli regionali e interregionali.

E sulla sede saviglianese nel 2020 si sono chiuse circa 80 assunzioni a tempo indeterminato. Dopo anni in cui le istanze sindacali avevano chiesto un riallineamento dei volumi occupazionali: si tratta di 26 ingegneri, 14 nell’ambito della logistica e 40 operai che portano il totale delle maestranze stabilizzate a superare quota “900”.

Un anno positivo, quello appena concluso, nonostante la chiusura di diverse settimane dello stabilimento in primavera nel pieno dell’emergenza coronavirus.

"Il mercato di riferimento è, nonostante le difficoltà del momento legate alla pandemia, in crescita con un volume di investimenti stimato, di 4,3 mld di euro. - si legge in una nota unitaria di Fim, Fiom e Uil - Vi è stata negli anni, una crescita significativa dei passeggeri sulle lunghe tratte, che hanno utilizzato l'alta velocità (28% circa), dato in conferma anche per gli anni a venire , nonostante la flessione dell'ultimo anno dettata dalla emergenza covid-19."

Ma la stabilizzazione dei contratti sta alla base per un 2021 che si apre a grandi sfide.

La prima, importante, è la più vicina. Domani si siglerà, infatti, il maxi-merge tra il comparto treni della canadese Bombardier e Alstom.

La multinazionale francese con questa operazione diventerà un colosso a livello mondiale operante in 70 stati. Un gruppo che sarà in netta concorrenza con la cinese CRRC, al momento leader mondiale nella produzione di convogli ferroviari.

Alstom potrebbe in questo modo beneficiare di un portafoglio ordini di circa 75 miliardi di euro e di un fatturato di 15,5 miliardi di euro.

In questo senso sarà interessante capire per il sito di Savigliano quali potrebbero essere gli scenari che si apriranno. Vista anche la vicinanza con la fabbrica di Vado Ligure, nel savonese, dove attualmente si produce lo Zefiro 1.000, treno ad alta velocità destinato al mercato iberico.

Oltre alla fusione per Alstom Savigliano si aprono prospettive interessanti per quanto riguarda il futuro "green" della mobilità su rotaia: il treno a idrogeno.

Nel sito di Savigliano si lavora da fine novembre per realizzare la maggior parte della produzione e la certificazione del Coradia iStream. Su questo tipo di treno, destinato al mercato lombardo locale e commissionato dalla Trenord, verrà “installata” la tecnologia ad idrogeno che sta alla base dell’iLint, mezzo che si sta realizzando in Germania per la Bassa Sassonia e che ha recentemente ottenuto l’ambito riconoscimento dell’European Railway Award per l’innovazione.

L’Italia (con la produzione saviglianese) sarà il secondo paese al mondo a produrre un treno ad idrogeno. I convogli (dai 6 ai 14) saranno realizzati entro 36 mesi dalla data di partenza della commessa.

Oltre al mercato dell’idrogeno si potrebbero aprire importanti scenari anche per quanto riguarda il mercato italiano con commesse importanti sui treni regionali e sull’alta velocità.

"Per quanto attiene ai temi di carattere più strettamente sindacali - si legge nella nota redatta dalle tre sigle confederali al termine del coordinamento sindacale Alstom avvenuto ieri in remoto - abbiamo chiesto di riprendere la discussione sul Premio di Risultato, con il consuntivo dell’anno fiscale 2020-2021."

"Sempre in quell’occasione - continua - dovranno essere prorogati gli accordi integrativi fino alla scadenza del nuovo anno fiscale, condividendo altresì l’obiettivo di rinnovarli in tempo per l’anno fiscale 2022-2023.  Inoltre è stata segnalata la necessità di addivenire ad un'intesa sul tema delle ferie solidali e sulla disciplina dello smart working, anche in relazione all'implemento dell'uso di questo strumento, nel corso della gestione del periodo covid-19."  

"Infine andranno svolte in sede locale discussioni sul tema dei contratti di somministrazione che, soprattutto su quelli di più lunga durata, necessitano risposte. - conclude la nota - Su questi argomenti, ci si è dati un programma di lavoro nelle prossime settimane, privilegiando il tema delle ferie solidali, sul quale c'è una oggettiva urgenza, determinata da casi specifici che necessitano una risposta celere."

 

Daniele Caponnetto

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