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Cronaca | 29 gennaio 2021, 10:47

Alba, chiesto il rinvio a giudizio per l’84enne che a bordo di un Suv investì e uccise Romana Sacco

Il tragico incidente il 3 gennaio 2020 in corso Michele Coppino. La donna perse il controllo del potente mezzo, travolgendo la Yaris in sosta con a bordo la 64enne albese e il figlio 30enne, gravemente ferito

La scena del tragico incidente verificatosi nel pomeriggio del 3 gennaio 2020

La scena del tragico incidente verificatosi nel pomeriggio del 3 gennaio 2020

E’ stata fissata per il prossimo 24 marzo di fronte al dottor Federico Belli l’udienza preliminare del procedimento che il Tribunale di Asti ha aperto in merito all’incidente stradale che il 3 gennaio 2020 causò la morte della 64enne albese Romana Sacco, cagionando gravi lesioni per il figlio della donna, il 30enne Alberto Bianco.

A conclusione delle indagini il pubblico ministero incaricato del caso, il dottor Gabriele Fiz, ha chiesto il rinvio a giudizio per Margherita Anfossi, la donna classe 1936, residente a Guarene, che, alla guida di un Range Rover, intorno alle 17 di quel tragico venerdì, percorrendo corso Michele Coppino ad Alba, perse il controllo del mezzo andando a investire la Toyota Yaris in quel momento parcheggiata all’intersezione con via Alfieri, a bordo della quale si trovavano madre e figlio vittime dell’incidente.

Duplice l’accusa nei confronti della donna, chiamata a rispondere di omicidio stradale, per aver cagionato la morte della pensionata, e di lesioni personali gravi per le molteplici ferite e fratture che il violento scontro l’incidente causò al figlio.

L’imputazione è stata rilevata dopo che la dinamica dell’incidente è stata fatta anche oggetto di una perizia cinematica affidata all’ingegner Simone Cipriani di Torino, mentre nell’ambito dello stesso accertamento le famiglie Sacco e Bianco hanno nominato quale consulente di parte il dottor Alberto Giulietta di Torino.

Alla donna viene anche contestata la violazione degli articoli 141 e 142 del Codice della Strada, per il mancato rispetto dei limiti di velocità e il mancato adeguamento della stessa alle condizioni della strada in quel momento.

La difesa di Margherita Anfossi è affidata agli avvocati Tommaso Servetto e Roberta Maccia, del foro di Torino. Alberto Bianco è tutelato dall’avvocato Giovanni Passero, anche lui del foro di Torino, mentre la famiglia Sacco (il fratello della defunta, avvocato Umberto Sacco, e le sorelle Raimonda, Renata e Maria Clotilde) sono tutelate dall’avvocato albese Roberto Ponzio, che a poco più di un mese dalla disgrazia aveva affiancato il fratello della vittima nella raccolta di firme da questi promossa con l’intento di proporre una proposta di riforma legislativa che estendesse agli ultra75enni le limitazioni alla guida che già riguardano i neopatentati.

"La dinamica incidente –
ribadisce ora l’avvocato Ponzio – è sconcertante per le modalità con cui è avvenuta. Lascia increduli ipotizzare uno schianto così violento, contro persone inermi, che si trovano tranquillamente a bordo di un autovettura in sosta in pieno centro urbano, peraltro in un orario di intenso traffico. Al contempo, inquietano i dati anagrafici della conducente e l’alta potenzialità dell’autovettura investitrice. Anche per questo merita condivisione la raccolta di firme intrapresa dal fratello della vittima. Un’iniziativa che ha avuto una vasta adesione e che c’è da augurarsi possa essere presto recepita come riforma legislativa, vista l’opportunità di equiparare il senile rallentamento dei riflessi alla giovane inesperienza dei neopatentati".

 

Ezio Massucco

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