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Economia | 29 gennaio 2021, 12:42

Compagnia di San Paolo, dopo la tempesta del Covid oltre 500 milioni di euro per il territorio (ma possono diventare 600). Però con "la prova del nove"

Profumo: "Per ottenere i risultati migliori possibili bisogna lavorare insieme all'Europa, in una visione di sistema". Anfossi: "Oltre alle erogazioni, però, abbiamo posto anche degli obiettivi da raggiungere e che verificheremo"

Compagnia di San Paolo, dopo la tempesta del Covid oltre 500 milioni di euro per il territorio (ma possono diventare 600). Però con "la prova del nove"

Cosa fare per i prossimi quattro anni? Una domanda che sarebbe stata difficile anche in tempi normali, soprattutto per una struttura strategica e complessa come la Fondazione Compagnia di San Paolo. Ma che ha assunto toni di sfida ancora più forti dopo un 2020 come quello che abbiamo vissuto e che ha letteralmente sconvolto l'intero pianeta. Ecco perché, pianificare il prossimo quadriennio 2021-2024 diventa esercizio sempre meno banale, soprattutto per un territorio di riferimento importante come Torino, il Piemonte, ma anche tutto il Nord Ovest del Paese.

"E' un momento straordinario, quello che stiamo vivendo. Non è solo difficile di per sé, ma è difficile anche trovare le parole per descriverlo", spiega il presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, Francesco Profumo. "La Fondazione ha accompagnato questo territorio anche in altri periodi storici molto difficili, tra carestie e guerre mondiali - aggiunge - e questo ci rende pronti ad affrontare le sfide del presente e del futuro. Due i riferimenti: il bene comune e le persone, che ancora oggi sono il metro del nostro comportamento".

 

 

"Serve coraggio e capacità di scelta, soprattutto nella ridefinizione continua del nostro ruolo di corpo intermedio - aggiunge Profumo - e proprio per questo abbiamo voluto abbracciare i traguardi di sostenibilità dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, ormai condivisi a livello globale, partendo dalle fasce di popolazione meno fortunate".


Da qui al 2024 stanziamenti da 500 milioni di euro (che possono diventare 600)
Un approccio che si può ritrovare anche nelle erogazioni che la Compagnia di San Paolo mette in campo da qui ai prossimi quattro anni


La Fondazione prevede di stanziare, nel quadriennio 2021-2024, almeno 500 milioni di euro per la realizzazione degli obiettivi del Piano. Allo stesso tempo, se le disposizioni degli Enti regolatori consentissero a Intesa Sanpaolo di procedere alla distribuzione, almeno in parte, degli utili accantonati o generati dal 2019 in poi, si potrebbe prospettare per la Compagnia la disponibilità di risorse aggiuntive fino a ulteriori 100 milioni a supporto di un numero selezionato di progetti strategici e di lungo periodo per il territorio. Ma anche per reintegrare il fondo di garanzia.

"Abbiamo scelto due elementi che fungono da assi cartesiani: l'aumento di domanda di sostegno e di assistenza, sia in ambiti storici come la cultura e il welfare, arrivando però in ambiti e fasce sociali inediti fino a ieri - sottolinea il segretario generale Alberto Anfossi -. Ma si può fare affidamento non solo sulle risorse europee ordinarie, ma anche straordinarie come il Next Generation EU. Sono risorse da usare al meglio".

"Vogliamo dunque allineare le nostre programmazioni a quelle internazionali - prosegue Anfossi - lavorando così in un sistema che possa massimizzare l'impatto. Al centro di sono le persone, con i loro bisogni: non siamo una torre d'avorio, ma siamo attenti a tutte le dimensioni del vivere civile".

"Dobbiamo lavorare in una fase di sussidiarietà avanzata - dice ancora il presidente Profumo -: per ottenere i risultati migliori possibili bisogna lavorare insieme all'Europa, in una visione di sistema. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, soprattutto per quanto riguarda le ricadute territoriali, che sono il nostro focus".

Saperi, benessere lungo tutto il ciclo di vita, opportunità (per superare le disuguaglianze), geografie (cancellando le differenze tra centro e periferie), svolta green e digitale sono le sei dimensioni all'interno delle quali vuole muoversi l'attività della Compagnia. "Cercheremo di declinarle con logica di servizio e in collaborazione con gli altri attori sociali", commenta Anfossi.


I prossimi 12 mesi: risorse per 155 milioni di euro
Per quanto riguarda invece i prossimi dodici mesi, più nel dettaglio, Compagnia di San Paolo ha stanziato un totale di 155 milioni di euro. In dettaglio, 36,4 per la Cultura, 52,4 per le Persone (welfare e non solo), 44,7 per il Pianeta (green e sostenibilità) e altri 21,5 tra progettazione e risorse straordinarie.

"Uno dei punti fondamentali è conoscere le debolezze del territorio di riferimento, ma anche gli elementi di snodo, sui cui calibrare progetti e soluzioni - dice ancora Anfossi -. Ma accanto a quanti soldi diamo vogliamo procedere anche sulla capacità di misurazione degli effetti ottenuti con gli interventi che pianifichiamo. Per la cultura per esempio vogliamo raggiungere almeno 2 milioni di persone, aumentando del 20% la quota di giovani e di bambini e riportando la frequentazione degli spazi ai livelli pre-Covid".

"Sul fronte della società, vogliamo raggiungere almeno 12mila persone, dunque aumentandone mille in più ogni anno, visto che fino a oggi ne abbiamo aiutate 8000 - prosegue -. E per il Pianeta, dopo aver sostenuto mezzo milione di metri quadri di aree verdi, vogliamo adesso arrivare a un milione e mezzo".


Dopo la tempesta del 2020, il patrimonio resta a quota 6,7 miliardi di euro
Tirando le somme di dodici mesi difficilissimi, la Compagnia di San Paolo chiude il 2020 con un patrimonio complessivo che ammonta a 6,7 miliardi.

Di questo patrimonio, 2,3 miliardi di euro derivano dal valore di mercato della partecipazione in Intesa Sanpaolo, banca di cui la Compagnia detiene la quota azionaria di riferimento, essendone il primo azionista. 

"Responsabilità sociale, visione su innovazione e cultura, ma anche la volontà di essere banca di impatto sono gli elementi che ci avvicinano all'attività della Fondazione - dice Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo -. Ci sono prospettive ancora migliori per il futuro, appena la BCE allenterà le sue regole rigide per la pandemia: ma oltre i dividendi ci sono le progettualità su terzo settore, cultura e bisogni della società". 

E aggiunge: "E' determinante il territorio in cui opera la Compagnia di San Paolo, il Piemonte e Torino, aree per noi strategiche e di grande attenzione con la presenza del grattacielo e il forte investimento che stiamo realizzando in Piazza San Carlo per la nuova sede del nostro museo, rappresentazioni emblematiche della vicinanza al territorio dove la Compagnia esprime le sue potenzialità".

Massimiliano Sciullo

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