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Attualità | 29 gennaio 2021, 12:41

“La barca sta affondando”: Confcommercio Cuneo chiama a raccolta i parlamentari

Incontro virtuale per discutere della grave situazione in cui versa il settore turismo, pubblici esercizi, ristorazione ed accoglienza. Chiapella: “C'è rabbia e senso di abbandono”. Chiesa: “Siamo in guerra, quasi agli spasmi”

 

“La barca sta affondando e lo dico con il cuore che piange”. Parole forti del Presidente della Confcommercio-Imprese per l'Italia della provincia di Cuneo, Luca Chiapella all'incontro virtuale con i parlamentari sul settore turismo, pubblici esercizi, ristorazione ed accoglienza

Il suo è un grido di dolore: “Abbiamo bisogno di un forte segnale di responsabilità. Mai avrei pensato ad una situazione del genere. Non possiamo attendere di passare a zona gialla con 12 ore di anticipo. Il nostro settore ha bisogno di preparazione. C'è rabbia e senso di abbandono”. Chiapella cita anche il settore dell'intrattenimento: “A febbraio siamo ad un anno esatto dalla chiusura dei locali da ballo, chiusura che non è escluso diventi definitiva. C'è anche il rischio di infiltrazione della malavita con proposte di acquisto”.

“Il comparto ricettivo e ricreativo è in stato di calamità – aggiunge Giorgio Chiesa, presidente dell'Associazione Albergatori, Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo -. Non si serve più a cena dall'estate scorsa. Alberghi e campeggi lavorano al 20%. I locali da ballo sono chiusi da un anno. Le agenzie di viaggio sono stremate. Ci siamo adeguati alle normative, ma se in forza di norme si soffoca un comparto fino ad una sua parziale evirazione, occorre allora un piano di aiuti economici mirato e corposo per consentire alle attività di essere ancora sul mercato al termine della pandemia. Il mio auspicio è che voi possiate cogliere il nostro grido di dolore”.

E paragona la situazione ad un conflitto: “Viviamo una guerra. Ad un bombardamento ci si può riparare nei bunker, ma nei bunker servono ossigeno e viveri, altrimenti si arriva agli spasmi, proprio come i malati di Covid. Spasmi che possono portare a forme di disobbedienza come #ioapro, seppur non le condividiamo. Non bastano iniezioni di fiducia e speranza. I ristori non possono essere elemosina. Serve un ristoro parametrato a tutto l'anno precedente. La sospensione delle tasse è uno slogan. Servono aiuti concreti e un cambio di passo. I colleghi tedeschi e francesi hanno ristori di differente natura e differente corpo”.

Presenti all'incontro i parlamentari cuneesi Monica Ciaburro, Giorgio Bergesio, Enrico Costa, Flavio Gastaldi, Marco Perosino e Mino Taricco.

Monica Ciaburro (FdI): “Sono con voi. Servono misure urgenti subito, fatte da un Governo forte. Serve una visione organica. Questo Governo ha rincorso i problemi senza ottenere una ricaduta davvero puntuale e necessaria. Importante sostenere il turismo e le attività in montagna”.

Giorgio Bergesio (Lega): “Abbiamo approvato scostamenti di bilancio importanti. Le risorse messe sul tavolo sono state tante ma non soddisfano nessuno. Perché? Non si può pensare di ristorare in base a percentuali così piccole. Non si dovrebbe parlare di ristori ma di indennizzi. C'è ancora Ristori 5, ma siamo in una situazione particolare con la crisi di Governo in corso. Noi assistiamo che i decreti attuativi non vengono fatti. Attenzione all'acquisto a basso prezzo delle attività per poi rilanciarle a fine pandemia. Fondamentale poi aiutare il settore Turismo, altrimenti quando la pandemia sarà finita non ci sarà più nessuno ad accogliere i turisti”.

Enrico Costa (Azione): “Le risorse in questa fase ci sono. Quello che il Governo non è riuscito a fare è trasmettere l'idea di voler accompagnare in un percorso le attività in difficoltà e tutta la filiera. Finora si è pensato che fosse sufficiente un gettone, un ristoro. È mancata la programmazione. Un conto è la fase di emergenza, altro è la prospettiva più lunga. In merito al turismo in montagna, se noi non difendiamo le attività a rischio di chiusura si spopola la montagna. La ripresa deve essere accompagnata”.

Flavio Gastaldi (Lega): “Ci sentiamo molto con associazioni di categoria e con ristoratori. Io sono anche sindaco (di Genola, ndr) e ho toccato con mano le difficoltà di interpretare norme e Dpcm. Il problema è che, a distanza di un anno, si adotta lo stesso sistema emergenziale della primavera scorsa. Questo non va bene. Serve un cambio di passo e una visione di insieme che non deve solo tamponare. È indubbio che i ristori non sono stati sufficienti. Ed è poi stata criminalizzata ingiustamente la categoria ristoratori. La pandemia è riuscita laddove il Socialismo ha fallito, ovvero nel far chiudere piccole e medie aziende. Questo non deve avvenire e serve un accompagnamento in vista della fine pandemia. Sul turismo, serve attenzione sulle infrastrutture reali e sulle infrastrutture digitali”.

Marco Perosino (FI): “Sono uno di voi con la partita Iva. Questo Governo ha mentalità sbagliata. Sembra quasi che i ristoratori e gli albergatori siano tutti evasori. Per i ristori occorre tenere conto della media annua. Il bello deve ancora venire perché al momento della ripartenza servirà liquidità. Non so fino a quando la vostra categoria potrà resistere prima di ricorrere a gesti estremi. Cosa serve? Che lo Stato smetta di essere un controllore asfissiante, diminuire il fisco e far partire gli investimenti”.

Mino Taricco (PD): “La vostra categoria è la più martoriata. Serve preavviso. Il tema del non ragionare sul mese ma su un anno c'è nel 'Ristori 5' da 30 miliardi. Il fatto che siamo ad un Quinto Ristori è chiaro che nessuno avrebbe mai immaginato una situazione del genere. Sono d'accordo sul fatto che le risorse sono insufficienti. È inoltre da affinare il meccanismo di recupero dati per stabilire le zone rosse/arancioni/gialle. Quando sarà finita la pandemia ci troveremo di fronte ad un contesto diverso; serviranno investimenti che non potranno essere a carico delle aziende. Lavoreremo affinché tutto questo sia possibile. Sono convinto infine che sia fondamentale il passaporto sanitario”.

cristina mazzariello

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