"Spero di aver trasmesso quei valori di umanità e disponibilità che sono il fondamento della professione di medico. Dietro un esame radiografico, una Tac o una risonanza magnetica non c'è solo un caso clinico, una malattia. C'è una persona che soffre. E questo non deve mai essere dimenticato".
A dirlo il dottor Alessandro Leone, che il 30 dicembre scorso ha concluso la sua esperienza di direttore delle Radiologie di Savigliano, Saluzzo e Fossano. A 64 anni, ha maturato il diritto alla pensione e ha scelto un nuovo percorso. E' stato infatti eletto presidente dell'associzione di volontariato ANSMI, proprietaria di ospedali e opere caritatevoli in Medio Oriente e Africa. Succede, nel ruolo, all'architetto e ingegnere Maurizio Saglietto, deceduto lo scorso mese di aprile.
Dopo una straordinaria carriera, dedicherà il suo tempo a fare il medico in posti dove gli ospedali, i macchinari e i medici sono un lusso.
Continuerà l'attività privata in diversi studi medici della provincia con cui collabora già da anni.
Leone, pochi giorni prima di lasciare il suo ruolo di primario, ha scritto una lettera ai vertici dell'Asl CN1 per ringraziare tutti i suoi collaboratori dei 17 anni in cui ha diretto le Radiologie di tre nosocomi. "Un impegno enorme, che ho portato avanti grazie al supporto e alla collaborazione dei tecnici, del personale infermieristico, del personale amministrativo e di tutti i direttori e medici dell'ospedale. Grazie per essere stati al mio fianco anche in momenti difficili e grazie per avermi appoggiato e supportato nella cura dei pazienti".
Il dottor Leone evidenzia come sia cambiata la Radiologia nel corso degli anni. "Non esiste alcuna diagnosi, ormai, senza un'indagine di tipo radiologico. Dalla semplice frattura alle neoplasie, il radiologo c'è sempre. Il nostro è un mestiere quasi tecnico, che a volte fa dimenticare l'apetto umano. Per me, invece, questo aspetto è fondamentale. Quando sei a fare un'ecografia, stai leggendo una tac o una risonanza, hai di fronte a te una persona che sta aspettando che tu dica qualcosa. Certi occhi carichi di paura e angoscia, di dolore e speranza, non li scorderò mai. E' questo che ho cercato sempre di insegnare a chi ha lavorato con me: dietro ogni referto c'è una persona con la sua storia e il suo dolore. Noi dobbiamo averne il massimo rispetto. Perdere il contatto con il malato ci fa diventare delle macchine. Invece il radiologo è un medico e non deve perdere l'approccio umano".
Per il dottor Leone inizia un nuovo percorso, che lo vedrà, non appena possibile, andare all'estero e portare la sua esperienza nei Paesi poveri. Ma i 17 anni a Savigliano resteranno per sempre un pezzo fondamentale del suo percorso. "Sono profondamente orgoglioso di aver dedicato il mio tempo e il mio impegno per l'ospedale Santissima Annunziata e per i suoi pazienti. Conserverò il ricordo di una stagione importante della mia vita, così come spero di aver lasciato un buon ricordo di me, sia professionale che umano".