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Politica | 03 febbraio 2021, 18:30

Salvo l’ex ministra 5 Stelle, parlamentari cuneesi possibilisti sul governo Draghi

Assenso convinto per ora solo da Costa (Azione), Gribaudo e Taricco (Pd). Bergesio e Gastaldi (Lega) non chiudono. Da Perosino (Forza Italia) un sì a denti stretti. Ciaburro (FdI) prudente. Dadone consegna ai social il suo no

Mario Draghi (al centro), "circondato" dai parlamentari cuneesi

Mario Draghi (al centro), "circondato" dai parlamentari cuneesi

Che cosa ne pensano i parlamentari cuneesi del nuovo capitolo che si apre con l’incarico affidato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Mario Draghi?

Enrico Costa (deputato Azione): “Siamo stati fermamente all’opposizione del Governo Conte, denunciandone i limiti e le debolezze. Abbiamo sempre auspicato un esecutivo di larghe intese, con una squadra di alto profilo.

L’incarico a Mario Draghi – commenta - è una grande opportunità per il Paese e noi di Azione sosterremo il suo impegno. Basta egoismi, basta bandierine, basta veti, risentimenti e minacce: ora è il momento della responsabilità. Da parte di tutti”.

Chiara Gribaudo (deputata Pd): “Andare al voto significa rischiare i 209 miliardi del Recovery. Mario Draghi è la proposta più forte che il Presidente della Repubblica potesse fare e le forze politiche che hanno a cuore il futuro dell'Italia dovrebbero rendersi disponibili a un governo che abbia le priorità elencate dal Quirinale: sconfitta della pandemia e piano vaccinale, rilancio del Paese, risposte ai bisogni quotidiani dei cittadini”.

Mino Taricco (senatore Pd): “Le parole di ieri sera del Presidente Mattarella mi hanno ridato fiducia, perché hanno tracciato una strada di responsabilità nei confronti del Paese.

In tanti anni di impegno nella cooperazione, nell’associazionismo, nella rappresentanza di categoria e poi nelle istituzioni, nella dialettica tra i “duri e puri” e coloro che cercavano nella responsabilità di costruire strade di percorribilità condivisa, ho sempre, istintivamente e consapevolmente, sentito affinità con questi ultimi, perché quando si rappresentano altri la coerenza e la rettitudine sono funzionali al perseguimento della risposta ai bisogni e alle speranze. 

Ho fiducia nel Presidente Mattarella e in Mario Draghi, e spero veramente che quella che si apre oggi, possa essere la strada per fare in modo che questa crisi non sia stata vana”.

Giorgio Bergesio (senatore Lega): “Inutile cercare maggioranze risicate. No alla patrimoniale, no agli aumenti dell’Imu. Flat  tax al 15% e pace fiscale sulle cartelle esattoriali. La Lega  ha alcune priorità. e su queste decideremo. Per prima cosa, un impegno a non aumentare le tasse.

Per noi, si possono approvare rapidamente i decreti su queste priorità, e poi andare al voto a maggio o giugno. Mi sembra anche un modo onesto e serio per attuare il taglio dei parlamentari come approvato in Parlamento.

Questa legge elettorale – aggiunge - va benissimo! Ridiamo voce agli italiani senza  se e senza ma. Chi avrà la maggioranza governerà  poi cinque anni dando stabilità al programma di governo”.

Flavio Gastaldi (deputato Lega): “Fiducia a scatola chiusa si dà solamente agli elettori, che mi auguro vengano sentiti presto dal momento che in primavera è previsto il voto in più di 1200 comuni tra cui Roma, Torino, Bologna e Milano.

Il tema non è il profilo di Mario Draghi, sul quale credo ci sia veramente poco da discutere, ma sui temi che emergeranno dalle consultazioni che verranno avviate dal Presidente incaricato e sui quali si troverà o meno la convergenza delle forze politiche”.

Marco Perosino (senatore Forza Italia): “Sono contrario ai tecnici non eletti. La tecnocrazia pura, non contemperata dalla esperienza politica, è pericolosa, vedasi patrimoniale ecc.. Ma è appoggiata dalla grande stampa e dalla finanza .

Sarà peggio di Monti – prevede - ma oggi non c'è altra scelta per incapacità della politica. E magari dovrò votarlo pure io. A malincuore”.

Monica Ciaburro (deputata Fratelli d’Italia): “Il Presidente Mattarella ha chiuso una pessima pagina per gli italiani e ha fatto una scelta politica individuando il professor Draghi, ma ha anche tolto la possibilità di andare al voto, dare cioè la parola agli italiani per individuare una maggioranza forte e coesa per il Paese.

Certo è che adesso occorre conoscere le proposte che l’ex numero uno della Bce farà alla politica per condividere il futuro campo di scelte determinanti per la nazione e quanto il centro destra saprà trovare equilibrio e compattezza”.

L’ex ministra 5 Stelle Fabiana Dadone non rilascia dichiarazioni e affida ai social il suo parere, senza ulteriori commenti: “La malafede politica rischia di schiacciare gli italiani. Non esiste il governo tecnico. Il governo è sempre politico. Se qualcuno cerca scuse per manovre lacrime e sangue non troverà il nostro appoggio. Ringrazio il Presidente Conte e il Movimento 5 Stelle tutto. Avanti a testa alta”.

GpT

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