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Attualità | 04 febbraio 2021, 10:06

Disturbi alimentari: lo stress da emergenza sanitaria moltiplica per quattro i casi di bulimia e anoressia

A Cuneo un centro di eccellenza per le cure. Il dottor Risso, direttore del Dipartimento di salute mentale dell’AslCn1: “Problema dilagante, ne soffrono anche i bambini”

Immagine di repertorio, pxhere

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Sono tre, in tutto il Piemonte, i centri che in maniera specifica si occupano dei disturbi alimentari ed uno è a Cuneo, dove questi problemi vengono trattati in maniera completa, ossia dalla diagnosi al percorso verso la guarigione.

“In realtà nella nostra regione ogni ASL dovrebbe avere un Centro Disturbi Alimentari - spiega il dottor Francesco Risso, direttore del DMC. Ossia del Dipartimento di salute mentale dell’AslCn1 - ma in realtà ne esistono solo tre: a Cuneo, Lanzo e il Centro Pilota Universitario dell’Ospedale Molinette di Torino”.

I disturbi alimentari sono gravi malattie mentali che, se non riconosciute e trattate in tempo, possono portare a esiti drammatici come la morte per arresto cardiaco o per suicidio.

“I numeri in Piemonte appaiono allarmanti alla luce del lockdown della seconda ondata pandemica - precisa, dati alla mano, il dottor Risso -. I casi diagnosticati sono mille e cinquecento per quanto riguarda l’anoressia e 5mila per quanto riguarda la bulimia, senza considerare il sommerso che non arriva alle strutture pubbliche”.

In effetti quelli alimentari sono disturbi subdoli, spesso non considerati o considerati in maniera non adeguata, superficiale.

“Colpiscono con più frequenza le giovani donne  e sono, rispetto a una volta, molto mutevoli clinicamente nello stesso individuo colpito. In maschi comunque non ne sono immuni ed anzi in questo anno dominato dalla paura e dallo stress dell’emergenza sanitaria, sono in aumento. Anche l’età, come ha sottolineato il dottor Risso - si è abbassata con un esordio sempre piu’ in età infantile e preadolescenziale".

“Per affrontare in modo appropriato - spiega il direttore del DMS - queste gravi malattie, come giustamente sostiene il Ministero della Salute, è necessaria la presenza di una Equipe multidisciplinare formata da Psichiatri, Psicologi, Nutrizionisti, Dietologi, Infermieri e personale di assistenza. A peggiorare la situazione, ha contribuito in maniera determinante la pandemia da Covid 19 con un aumento significativo degli episodi di autolesionismo e di suicidio con un aumento di circa il 30% della prevalenza dei disturbi, confermato anche dal quadruplicarsi delle chiamate al numero verde 800180969 SOS Disturbi Alimentari dal mese di marzo 2020”.

Oltre ai centri dedicati, in Piemonte “manca - ricorda il dottor Risso - una struttura dedicata che possa permettere una riabilitazione psico-nutrizionale nei casi gravi e complessi”.

Per quanto riguarda il Centro DCA di Cuneo la cui responsabile è la dottoressa Anna Maria Pacilli, che fa parte del Dipartimento di Salute Mentale diretto dal dotto Risso, è l’unico in Piemonte ad avere la possibilità dei pasti “osservati”, che “sono stati mantenuti anche durante la fase pandemica da Covid-19, seppure contingentati e con l’adozione di tutte le strategie necessarie al contenimento della pandemia”, spiega il direttore del dipartimento.

I dati del secondo trimestre 2020 parlano chiaro: visite totali (Anoressia Nervosa, Bulimia nervosa, Disturbo da alimentazione incontrollata etc….): 36

Controlli ambulatoriali: 536

Pasti osservati: 793

“I pasti assistiti - precisa il dotto Risso - sono preparati dalla Dietologia e Nutrizione Clinica dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce di Cuneo e permettono una maggiore compliance nutrizionale, facilitando una miglior presa in carico delle pazienti. Presso il nostro Servizio è possibile, poi, avere una psicoterapia appropriata e dedicata da parte degli psicoterapeuti del Centro DCA e del Servizio di Psicologia dell’ASLCN1”.

naMur

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