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Attualità | 04 febbraio 2021, 14:17

Mondo porta in Spagna la produzione dei palloni: fine di un’era nello stabilimento del Gallo?

Nei giorni scorsi la comunicazione ai sindacati, che non escludono azioni di protesta per difendere il lavoro di oltre 80 tra dipendenti e stagionali. Alla base della scelta, un 2020 chiuso con volumi che la pandemia avrebbe ridotto del 40%

L'ingresso dello stabilimento Mondo del Gallo

L'ingresso dello stabilimento Mondo del Gallo

Una scelta – paventata da tempo – che l’azienda ha presentato come temporanea, ma che lavoratori e sindacati temono possa invece segnare un passaggio senza ritorno, e insieme l’addio del Gallo a quella produzione da cui la Mondo prese le mosse nel 1948.  

I timori che da tempo riguardavano il futuro della divisione Toys e in particolare del suo settore pallone hanno trovato conferma nella comunicazione che i vertici aziendali (al timone della multinazionale è da poco salito Federico Stroppiana, rappresentante della terza generazione di famiglia) hanno condiviso coi sindacati lo scorso 29 gennaio, mentre ieri, 3 febbraio, la notizia è stata al centro di un’assemblea dei lavoratori tenuta durante il cambio di turno del pomeriggio.

"In più occasioni negli ultimi mesi avevamo chiesto riscontri circa i timori circolati a più riprese tra i lavoratori, specie dopo lo smontaggio e il trasferimento di alcuni macchinari e stampi – spiegano i sindacalisti Angelo Vero (Cisl), Vito Montanaro (Uil) e Maria Grazia Lusetti (Cgil) –. Ora abbiamo avuto conferma che quei timori erano fondati, purtroppo: per l’anno 2021 l’intera produzione di palloni fino a ieri realizzata al Gallo verrà spostata nell’impianto spagnolo di una controllata del gruppo. 'Dopo si vedrà', ci è stato detto, ma ovviamente temiamo che non sia così facile tornare indietro".

Alla base della decisione, la forte contrazione dei volumi di vendita registrata lo scorso anno. "Una diminuzione che ha riguardato tutto il settore dei giocattoli, ma che sul pallone, prodotto che peraltro vive da tempo una complessa fase di maturità, avrebbe pesato per il 40%, secondo noi anche a causa della decisione aziendale di limitarne la distribuzione alla sola Gdo, poi fermata dai lockdown, tagliando fuori i piccoli rivenditori. Si tratta di diversi milioni di pezzi in meno, visto che tra il 2017 e il 2018 la produzione del Gallo si attestava tra i 12 e i 14 milioni di unità prodotte".

Un crollo che, secondo il management aziendale, nell’anno in corso non verrà recuperato nemmeno in parte, visto che ai sindacati è stato riferito di previsioni per un’ulteriore calo del 6%.

Di due ordini le ripercussioni sugli impianti del Gallo. "Questa delocalizzazione – riprendono Vero, Lusetti e Montanaro – rischia di mettere in discussione il lavoro della quarantina di persone impegnate a tempo indeterminato nella divisione giocattoli, e certamente mette fin d’ora fuori gioco i circa 45 stagionali che la stessa impegnava annualmente da febbraio all’estate, in certi casi da decine di anni. Peraltro abbiamo difficoltà a credere che questo passo sia reversibile e abbiamo espresso alla direzione aziendale tutta la nostra contrarietà. I lavoratori sono molto preoccupati e da parte nostra non escludiamo di mettere in atto azioni di protesta o di lotta rispetto a una posizione che non condividiamo nel modo più assoluto".

BENE LE PAVIMENTAZIONI SPORTIVE
Se il settore giocattoli preoccupa, decisamente migliore pare fortunatamente essere la situazione nel comparto delle pavimentazioni sportive.
"Qui – riferiscono ancora i sindacalisti – le lavorazioni sono riprese a pieno regime soltanto lunedì scorso, dopo una sospensione iniziata a metà dicembre, ma dovuta all’importante investimento che l’azienda ha fatto sui propri macchinari per la mescola delle gomme. Questo settore sta andando bene e gli ordini non sembrano mancare. Si aspetta soltanto che aprano i cantieri per poter posare le piste prodotte al Gallo".

Ezio Massucco

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