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Saluzzese | 17 febbraio 2021, 08:15

Lo stop allo sci mette in ginocchio anche i maestri: saltano lezioni e corsi programmati

Il punto, dal Saluzzese, insieme a Daniele Isaia, della Scuola sci Monviso

I corsi di sci sul tapis roulant di Pian della Regina, a Crissolo - Immagine di repertorio

I corsi di sci sul tapis roulant di Pian della Regina, a Crissolo - Immagine di repertorio

Tra le tante realtà dell’indotto creato dal sistema neve, messe in ginocchio dalle ultime decisioni del Governo, ci sono anche loro: i maestri di sci.

Il via libera all’apertura degli impianti, prevista per il 15 febbraio, era giunto con il “placet” del Comitato tecnico scientifici sulle linee guida da seguire nei comprensori sciistici. Ma lo stesso Cts, a poche ore dalla riapertura, si è ravveduto, cambiando radicalmente lunghezza d’onda e dando parere negativo alla riapertura degli impianti.

Tra i quanti si erano organizzati per la riapertura delle stazioni, appunto, i maestri da sci.

All’ombra del Re di Pietra c’è la “Scuola sci Monviso”, che raggruppa i maestri che “ruotano” sulle stazioni di Crissolo, in Valle Po, e Rucas, in Valle Infernotto.

Insieme a Daniele Isaia, maestro della sezione di Crissolo, tracciamo un quadro della situazione.

Isaia ci parla dati alla mano. I maestri avrebbero colto al volo la possibilità della riapertura il 15 febbraio, complice i tre giorni di vacanze scolastiche in occasione di Carnevale, per svolgere le lezioni individuali riservate ai giovanissimi.

Solo su Crissolo è ipotizzabile una perdita, sulla tre giorni, di 1600 euro. Avevamo tutte le lezioni prenotate e concordate”: con i bambini a casa da scuola per tre giorni, si era approfittato per adottare una programmazione anche durante i giorni feriali, coinvolgendo tre maestri.

Su Rucas ci sono un paio di maestri in più. La stima delle perdite, dunque, subisce una variazione al rialzo. Quasi un raddoppio.

Ma non è tutto: senza contare che, per l’inverno 2020-21, a dicembre c’erano in programma 90 lezioni prova gratuite, che potevano potenzialmente trasformarsi in altrettanti corsi, la Scuola di Sci Monviso aveva già una cinquantina di ragazzi iscritti ai corsi di gruppo che dovevano partire questo fine settimana, il 20 e 21 febbraio.

Tutto saltato.

Daniele Isaia, insieme alla moglie Cristina, gestisce anche il negozio di articoli sportivi “Isaia sport” di Paesana. Un altro tassello di un settore gravemente danneggiato, che può darci un’idea anche delle perdite per ciò che riguarda il noleggio sci.

Nei nostri punti noleggio di Crissolo e Rucas abbiamo predisposto tutti i particolari per la riapertura: pannelli plexiglass, cartellonistica, ingressi limitati, dispenser di gel disinfettante, con i costi che ciò comporta” racconta Isaia.

Nel punto vendita di Paesana, invece, tra sabato e domenica, con la previsione di apertura a partire dal 15 febbraio, sono stati sottoscritti decine di noleggi stagionali, per la restante parte di questa stagione invernale.

Appena si è saputo del nuovo stop – aggiunge Isaia – la gente ha iniziato a riportarci indietro il materiale: abbiamo dovuto emettere buoni utilizzabili sul noleggio della prossima stagione, che comunque andranno ad incidere sul prossimo anno”.

Globalmente, sono una settantina i noleggi stipulati per la stagione invernale (un numero già ridotto rispetto al passato, proprio a causa del clima di incertezza), per una media di un’ottantina di euro cadauno. Cifre che andranno ad incidere, come spiegato, sul prossimo anno.

Come viene vista, da queste parti, la possibilità di un avvio di stagione al 5 marzo?

Ammesso che si riapra – ci spiega ancora Isaia – la gente ci dice di non voler più andare a sciare”.

Insomma, una stagione difficile, resa disastrosa dagli ultimi avvenimenti: “Ci sono maestri che vivono sulla scuola sci”. Qualcuno pensi anche a loro.

Nicolò Bertola

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