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Politica | 21 febbraio 2021, 15:02

Mondovì, laboriosa e solidale, non si ferma: quattro chiacchiere con il sindaco Paolo Adriano

"Tutti i luoghi e i temi sui cui stiamo intervenendo erano dimenticati o problematici da anni, senza che nessuno se ne curasse più. Eppure, hanno grosse potenzialità: consci di questo abbiamo scovato, concorso e ottenuto linee di finanziamento, attivando interventi di recupero che interessano tutti i monregalesi"

Paolo Adriano

Paolo Adriano

Reduce dal Consiglio comunale della scorsa settimana, dove il sostegno alla Casa di Riposo Sacra Famiglia e all’Istituto Casati ha trovato una inedita convergenza trasversale, abbiamo incontrato Paolo Adriano, avvocato di 51 anni, da oltre 3 sindaco di Mondovì.

- Sindaco, si è chiusa al meglio una vicenda che ha impegnato molto le cronache monregalesi…

Certo, credo che l’ampia convergenza che abbiamo ottenuto su un tema come il sostegno a due storiche istituzioni cittadine sia da salutare positivamente, segnale che la proposta e la strategia offerta dalla amministrazione ha convinto trasversalmente.

- Tra un anno e mezzo si andrà al voto…

Auspico un dibattito sano, leale e costruttivo: le polemiche, la strumentalizzazione, infatti, fanno il male di Mondovì: sulle buone idee, al contrario, ci si può sempre incontrare.

- Come si avvia la sua amministrazione al rush finale?

Lavorando, come sempre, sui tanti temi, piccoli e grandi, che abbiamo in agenda e la consapevolezza di aver finora portato a casa importanti risultati per Mondovì.

- Tipo?

Il consolidamento della collina di Piazza con Rendis, progetto da 4,7 milioni che Ministero e Regione ci hanno finanziato e che è alla progettazione, la messa in sicurezza di via delle Scuole, il rifacimento delle mura medievali di via Marchese di Ormea, su cui è aperto un importante cantiere, la nuova Palestra provinciale di Piazza-Polveriera, la nuova Piscina che è un gioiello da 2,7 milioni, quella all’aperto nel sito dell’ex Acli di S. Anna, il recupero delle Orfane di Piazza, l’ex tunnel militare di Piazza sotterranea che sta diventando un percorso della musica, su cui hanno lavorato i Marlene Kuntz, i 2 milioni per il recupero del centro storico di Breo, recentemente riconosciuti da Roma, la funicolare a 1 euro per i residenti e la riforma del trasporto pubblico cittadino, il progetto di portare le mongolfiere nel cuore commerciale di Breo con “Mondovivola”…

- Di quale va più orgoglioso?

Tutti i luoghi e i temi sui cui stiamo intervenendo erano dimenticati o problematici da anni, senza che nessuno se ne curasse più. Eppure, hanno grosse potenzialità: consci di questo abbiamo scovato, concorso e ottenuto linee di finanziamento, attivando interventi di recupero che interessano tutti i monregalesi.

- Faccia uno sforzo…

Guardi, al di là dei singoli cantieri, in cui ovviamente, crediamo: penso che sia cambiato l’approccio e la posizione di Mondovì, anche nei rapporti con gli altri Comuni: oggi Mondovì, dopo anni difficili, è tornata al centro di un territorio e di un progetto condiviso.

- Quindi…

Credo che i monregalesi abbiano compreso la nostra volontà di fare, di cambiare le cose. Di recuperare quello che in passato non si è fatto.

- Quanto è difficile, per un amministratore, tradurre in realtà un progetto?

Non è semplice, ma questo vale non solo per il sindaco di Mondovì: per chi amministra gli ostacoli sono numerosi, talvolta di natura politica, più spesso di natura tecnica-normativa e, poi, c’è il Covid non ha certo agevolato il nostro compito di sindaci.

- E quanto è importante la collaborazione dei cittadini?

Qualsiasi amministrazione ha il compito di offrire delle opportunità – e quindi di dare degli strumenti – sta poi ai beneficiari coglierle. Quello dell’amministratore è sempre un rapporto a due, non un assolo.

- Qualche esempio positivo?

Non mancano: penso al costruttivo dialogo che abbiamo instaurato con commercianti e attività produttive, ai buoni spesa per famiglia nei negozi di vicinato. Compravi per 30 euro e il Comune ti regalava ulteriori 20 euro in acquisti: ci sono stati esercenti che hanno colto l’opportunità, utilizzandoli davvero a tappeto e ricavando così un profitto straordinario in tempi difficili come gli attuali.

- Come si augura la Mondovì del futuro?

Intanto, spero fuori dal tunnel del Covid. La stagione che stiamo vivendo ha fatto emergere una Mondovì dal cuore grande: fatta di solidarietà, di volontà e sacrificio. Ecco, da qui dobbiamo ripartire, consci che siamo una comunità forte, che sa compattarsi ed uscire, insieme, dalle difficoltà.

- E se guarda in su, verso Piazza?

L’idea della collina di Piazza finalmente in sicurezza, trasformata in un grande giardino fruibile è molto più che una suggestione: i lavori di Rendis, che abbiamo fortemente voluto e che vedremo realizzati, possono essere il volano di tante belle cose.

redazione

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