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Al Direttore | 22 febbraio 2021, 09:37

Albergatore di Frabosa Soprana scrive a Draghi: "Presidente non dimentichi il Popolo della montagna"

Riceviamo e pubblichiamo

Albergatore di Frabosa Soprana scrive a Draghi: "Presidente non dimentichi il Popolo della montagna"

Gentilissimo Signor Presidente Draghi,

mi permetto di inviarLe La presente, poiché "La montagna merita rispetto non Speranza", dopo che Noi operatori della montagna, per ben 5 volte abbiamo invano tentato di riaprire i battenti dopo mesi di chiusure forzate, senza alcun reddito con il susseguirsi di rinvii.

Pertanto è giunta l'ora di mettere in campo delle misure serie e ristoratrici, misure rinvigorenti che permettano alle imprese e agli addetti al turismo di non fallire, anche perché, ora più che mai, si rischia di perdere non solo capitale economico/monetario, ma a pagarne il conto salato sarà anche il raro e prezioso capitale, il fattore umano che presidia, che vive, ma soprattutto che fa vivere le Terre Alte.

Veda, tali chiusure "forzate" hanno sempre più accentuato ed accumulato una crisi profonda in tutti Noi, popolo della montagna gente cocciuta e testarda, abituata a soffrire in silenzio e a rimboccarsi le maniche. E così pure ha provocato una crisi senza precedenti per le Nostre attività e soprattutto nel rispetto degli investimenti concentrati, effettuati e focalizzati da anni al settore dedito al Turismo montano.

Vede, questo susseguirsi di chiusure, di false partenze e con comunicazioni effettuate all'ultimo minuto, oltre ad aver mancato di rispetto a tutti Noi: residenti, lavoratori, imprenditori e famiglie, ha mancato di rispetto al nostro sudore, sudore fatto di lavoro quotidiano che di montagna si vive o meglio si "sopravvive".

E così, colgo l'occasione per farLe presente, in veste di modesto imprenditore, nonostante non sarebbe mio compito dover segnalare questioni inerenti l'intero comparto. Si tratta di tematiche che ad oggi nessuno degli addetti ai lavori o rappresentanti del settore ha preso in considerazione. Problemi o meglio concause che verranno a gravare negli anni a venire, negli esercizi fiscali futuri.

Sono le seguenti:

1) Il posticipare le scadenze che non vuol dire annullare (anche perché ad oggi è solo una proposta e per di più mancano i Decreti attuativi!), ma così facendo (che per ora sono solo state rinviate le scadenze), si incorre poi nel dimenticarLe, così da pagare more e sanzioni dopo (alimentando col legno il fuoco).

2) il pagare le imposte rinviate il prossimo anno: i costi di esercizio inerenti l'anno solare 2020, non saranno di competenza della prossima Dichiarazione dei Redditi 2021/redditi 2020. Si falsa così la prossima Dichiarazione dei Redditi con meno costi, e risulterebbero più Ricavi. Questi andranno a incidere nella futura e successiva Dichiarazione del 2022/Redditi 2021, aumentando i costi del 2021, ma senza sapere oggi l'andamento dei ricavi del 2021 (sempre ce ne saranno).
 
Inoltre, noi proprietari di immobili in zone montane, quindi:

3) Tutte le nostre attività commerciali, e così vale per i padroni delle prime, delle seconde case, di tutti gli immobili, oltre a subire un danno immediato, saranno economicamente sempre più svalutati con un valore commerciale tendente al ridicolo per non dire nullo.

E a tutto ciò...

4) Non corrisponde un'immediata riduzione dei valori catastali degli immobili (immobili da mesi rimasti vuoti ed improduttivi), valori fondamentali ai fini dei calcoli IUC (IMU + TASI), per cui continueremo a pagare (anche in futuro, malgrado l'anno horribilis del 2020 flagellato dal Covid) le imposte patrimoniali dirette sempre su valori non aggiornati ed attuali, importi lontani dai veri valori di mercato, valori ora sempre più vecchi e sempre più lontani dalla realtà commerciale.

Ricordo che, oltre alla chiusura di moltissime attività, vi sarà un destino già predeterminato per i nostri cari e costosi immobili: ossia regnerà sempre più nei nostri piccoli e dimenticati borghi: l'incuria e l'abbandono di questi contenitori: ricchi di storia turistica, ma purtroppo non più di un futuro certo.

 
Questo vanificherà ogni sforzo fatto fino ad oggi scoraggiando i futuri investimenti.

A causa anche di ciò non è scontato un secondo e definitivo fuggi fuggi dei pochi giovani rimasti a vivere e a popolare una montagna già carente di abitanti e lavoratori, ricercando sicuramente altrove un futuro meno incerto e più redditizio.

Infine, da non dimenticare e da non sottovalutare che:
 
5) il valore delle licenze commerciali, risultati oggi prive di alcun valore, saranno sempre più snobbate, rifiutate e mai più rimpiazzate e/o sostituite.

6) Il tutto condito da una mole incessante, farraginosa, stancante, sfiancante di burocrazia tale da portare tutti gli imprenditori (se oggi si possono definire tali) a un livello di pazzia.

Sperando che si prendano seriamente in esame suddette questioni basilari, ma essenziali, per una possibile ed eventuale ripresa economica futura delle nostre amate "Terre Alte". Questo perché un Paese senza servizi è un paese senza futuro.
                                                                                               
Queste sono alcune delle difficoltà che le famiglie e gli operatori del settore oggi stanno vivendo e stanno combattendo!!!!

Presidente non dimentichi il "Popolo della montagna" e i problemi legati a questo territorio, dando, oggi più che mai, un segno tangibile alle difficoltà che le famiglie e gli operatori del settore stanno vivendo.

Cordialmente saluto e ringrazio per l'attenzione prestata.

Liprandi Dr. Alberto.
Attività Storica d'Italia dal 1896
Albergatore di Frabosa Soprana

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