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Attualità | 23 febbraio 2021, 18:00

Proposta di legge Stazzema: il Comune di Cuneo sosterrà la campagna di raccolta firme

Ampia discussione nella serata di ieri (22 febbraio) in consiglio comunale. Revelli: "Basta lasciare spazio ad aberranti gesti d'intolleranza"; Lauria: "Se la popolazione sentisse il pericolo di una recrudescenza fascista non avreste bisogno di sollecitarla"

Foto generica

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Il Comune di Cuneo sosterrà la campagna di raccolta adesioni lanciata dal sindaco di Stazzema con lo scopo di far arrivare in Parlamento una legge molto più restrittiva contro ogni forma di propaganda nazi-fascista e, anzi, s’impegnerà direttamente per pubblicizzarla il più possibile attivando modalità di coinvolgimento della popolazione e inserendo sul sito internet comunale un rimando diretto alla sua pagina web.

Nella prima seduta del consiglio comunale di febbraio, tenutasi nella serata di ieri (lunedì 22 febbraio) è stato approvato – con 24 voti favorevoli su 29, quattro contrari e un astenuto – l’ordine del giorno presentato dai gruppi consigliari Cuneo Solidale Democratica, Gruppo misto di maggioranza, Crescere Insieme e PD.

Con questo ordine del giorno chiediamo non solo che il Comune aderisca alla proposta, ma che si spenda quotidianamente in suo sostegno fino alla fine della campagna di raccolta firme prevista per il 31 marzo – ha sottolineato Tiziana Revelli nell’illustrazione del documento - , e che solleciti il Parlamento a prendere una posizione definitiva sulla questione. Non intendiamo più farci da parte e lasciare spazio ad aberranti gesti d’intolleranza, dei quali stiamo vivendo una costante recrudescenza”.

- LA DISCUSSIONE

L’ordine del giorno ha stimolato, in sede di consiglio, una viva discussione tra forze di ideologie contrapposte.

L’ordine del giorno ha un fine ultimo meritevole, ma non mi convince in quanto si dimentica di citare il comunismo assieme al fascismo e al nazismo, le cui colpe storiche in diversi paesi del mondo sono altrettanto incontestabili – ha detto Alberto Coggiola, aprendo le danze - . Credo gli italiani, dopo la fine della guerra, abbiano condannato il nazifascismo e richiuso nel cassetto gli elementi peggiori di quel periodo, ponendo la libertà d’espressione in cima alla propria Costituzione; sostanzialmente, e credo su questo sia difficile avere dei dubbi, il popolo italiano è antifascista. Non rilevo quindi nell’aria una degenerazione fascista tale da richiedere un inasprimento delle norme attualmente esistenti: la democrazia è già tutelata, al massimo avrebbe senso chiedere maggior controllo, rispetto a chiunque abbia in mente di inneggiare a totalitarismi di ogni colore”.

Ugo Sturlese, invece, ha condiviso in toto le richieste dell’ordine del giorno: “Credo gli italiani debbano ancora far i conti del tutto con il fascismo e non credo la Storia sia stata davvero acquisita per bene: paesi come la Germania hanno fatto e fanno esplicito ripudio dell’ideologia nazista, per esempio. Con tutto il rispetto per chi ha seguito e sostenuto quelle idee sbagliate, la loro traduzione nella nostra quotidianità non è affatto possibile e va perseguita”.

Continuiamo poi ad assistere all’equiparazione dell’ideologia comunista con quella nazifascista – ha continuato Sturlese - : quando esisteva il PCI anche noi iscritti abbiamo preso atto della sua concretizzazione sbagliata in diversi paesi del mondo, ma questo rimane un falso storico, anche perché senza l’Unione Sovietica non sono sicuro da questa parte dell’Europa avremmo avuto la possibilità di definirci liberi”.

Non è solo nella legge che si può trovare una soluzione al problema ma anche nella cultura, e negli anni Cuneo in questo senso si è mossa in modo efficace, cercando di portare avanti la consapevolezza delle responsabilità storiche con cui, come italiani, dobbiamo trovare il modo di fare i conti” ha ricordato Simone Priola, che come Carla Santina Isoardi si è detto sostenitore della proposta illustrata dalla Revelli.

Molto più critico invece – ma senza sorpresa, come ha lui stesso sottolineato - il commento di “Beppe” Lauria: “Sono un Romantico, e lo manifesto da tantissimo tempo nonostante alcune persone e personalità vorrebbero negare il mio diritto a pensare e parlare liberamente – ha detto - ; prendo atto che ci siano persone più democratiche di me che mi spiegano cos’è giusto o sbagliato. Mi viene da chiedere se siate più fascisti voi di me, che mi spiegate che c’è qualcuno che non ha diritto di parola pur non avendo intenzione di ricostituire alcunché; si configura come aberrante la vendita di prodotti che fanno riferimento al periodo fascista ma a Predappio, con amministrazione di centrosinistra, il PIL è costituito per il 90% da elementi di questo tipo”.

Non vedo niente di sbagliato nel cercare di capire la Storia del nostro paese o nel considerare anche ricco di esperienze positive il periodo criticato, al netto di realtà aberranti come le Leggi Razziali. Personalmente, se mi devo vergognare di un periodo storico-politico, mi vergogno di quello attuale – ha concluso il consigliere - . Invece di promuovere nuove leggi, quali iniziative ha realizzato il Comune per dare seguito a quelle che già esistono, come quelle legate alla Giornata del Ricordo? Se il pericolo di una recrudescenza fascista fosse particolarmente sentito dalla popolazione non ci sarebbe bisogno di sollecitarla o informarla, come chiedete di fare, perché ci sarebbe la coda fuori dal municipio per aderire alla raccolta firme”.

simone giraudi

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