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Cronaca | 23 febbraio 2021, 15:14

Operaio cadde nel vuoto per 7 metri di altezza, capocantiere sotto accusa

L’operaio indossava l’imbracatura: in istruttoria aveva riconosciuto che quella mattina non l’avrebbe agganciata correttamente, forse “per comodità”. I testimoni presenti in aula confermano

Oleksandr Zhabin - Unsplash

Oleksandr Zhabin - Unsplash

L’infortunio avvenne durante i lavori di sostituzione di un reattore. Nel 2017 l’operaio stava completando la copertura dell’apertura lasciata nel pavimento dalla rimozione del serbatoio presso uno stabilimento in Garessio, facente parte di una multinazionale farmaceutica, quando per una disattenzione precipitò nel foro stesso da un’altezza di circa 7 metri. La vittima, residente  a Bagnasco, aveva riportato numerose fratture, con una malattia di 7 mesi.

Davanti al tribunale di Cuneo è a processo con l’accusa di lesioni colpose A.N., responsabile per la sicurezza della ditta con sede a Montezemolo per la quale la vittima lavorava come carpentiere. Questi, avendo ottenuto il risarcimento, aveva ritirato la costituzione di parte civile.

L’operaio indossava l’imbracatura. Ed è questo il punto del procedimento. Perché in istruttoria, dopo essersi più volte contraddetto, ha riconosciuto che quella mattina non l’avrebbe agganciata correttamente, forse “per comodità”.

Nel corso dell’ultima udienza, sentiti come testimoni della difesa dell’imputato il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (rspp) che in quel periodo era anche capofficina e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (rsl).  

“Quando sono arrivato ho visto la cintura di sicurezza tagliata dal primo soccorso al quale era attacco il cordino- ha dichiarato l’rspp-. La prima cosa che ho guardato è stato il cavo dell’arrotolatore: avevo avuto il dubbio che avesse potuto lavorare contro la lamiera. Ho controllato se ci fossero dei segni di usura. Nulla di anomalo. Il cordino era intatto. L’iter dopo l’infortunio è stato seguito da A.N. Ho saputo da terzi che l’infortunato aveva raccontato ad un’altra persona di aver srotolato l’arrotolatore detrattile, che deve essere direttamente collegato all’imbracatura di sicurezza, per “comodità” e poi è caduto a terra”.

Successivamente la parola è stata data all’rls che ha confermato quanto testimoniato in precedenza: “La riunione relativa all’infortunio era stata indetta da A.N. Ero presente io, l’rspp, A.N., i due titolari e forse il capo cantiere. A.N.ci ha portato a conoscenza di ciò che gli aveva detto l’infortunato: cioè di aver srotolato il cavo dell’arrotolatore e di averci posto un peso sopra per essere più agile nei movimenti. Io sono andato a parlare con lui che quasi in lacrime, mi ha risposto che era vero. Io mi sono arrabbiato. A.N è il responsabile della sicurezza. Ci confrontiamo spesso, soprattutto all’inizio di un nuovo lavoro quando bisogna decidere quali misure adottare in merito al personale”.

Il p.m. Attilio Offman ha richiesto al giudice l’esame dell’infortunato. L’udienza è stata rinviata al 9 marzo.

CharB.

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