La stagione dello sci non decolla, ma a Pian Munè di Paesana i gatti delle nevi non si fermano.
Qui, le piste continuano a venir battute ogni settimana, anche se la seggiovia biposto e lo skilift “Fontanone” sono rigorosamente fermi, come impongono le norme del Governo per il contenimento del contagio da Covid-19.
Qui, era tutto pronto per l’apertura del 15 febbraio, poi saltata. “Non contestiamo la scelta. La salute è un diritto da difendere” avevano detto Marta Nicolino e Valter “Fritz” Bossa, i gestori della stazione, in una protesta che avevamo ospitato anche dalle pagine del nostro quotidiano.
Nel mirino c’erano stati “i modi. I tempi. La mancanza di rispetto. L’accanimento con la montagna. Una continua battaglia che dobbiamo fare da soli. L’indifferenza”.
Ma la rabbia del momento, nel giro di qualche giorno, o forse anche meno, ha di nuovo lasciato spazio – nonostante tutto – alla voglia di fare, per l’ennesima ripartenza.
Di qui, la prima decisione: continuare a battere le piste da discesa della stazione.
Il motivo? “Il nostro vuole essere un a ringraziamento ai numerosi skialper che frequentano la nostra località.
Pian Munè sostiene da sempre l'importanza della diversificazione e della destagionalizzazione della montagna per garantire una maggiore sostenibilità.
Quest'anno questa scelta ci ha permesso di garantire l'apertura ‘no stop’ di entrambi i rifugi e la continua manutenzione dei nostri itinerari e piste”.
I gestori raccomandano comunque prudenza: le piste non sono aperte in modo ufficiale e quindi non è presente il servizio di soccorso piste.
L’ultima battitura delle piste è avvenuta ieri (venerdì) sino ai 2060 metri di altitudine, dove arriva lo skilift “Fontanone”. Anche in vista della “Ski Alp Everesting Pian Munè”: domani – 28 febbraio - Marco Galliano e Massimo Vanzetti tenteranno l’impresa sulle nevi della stazione sciistica paesanese.
Non una gara contro il tempo, ma una prova di resistenza fisica e mentale per accumulare 8.848 metri di dislivello, che si traducono in 15,5 giri (ogni giro equivale a 57° metri di dislivello positivo). I due seguiranno la traccia del percorso “Dritto per Dritto”, sotto la seggiovia.
Uno sforzo, quello della battitura, per ripagare la clientela che, in questo inverno anomalo, non ha fatto mancare la sua presenza, seppur a impianti fermi, sulle piste. Chi con ciaspole e ramponi, chi con sci d’alpinismo.
E proprio dalla clientela è giunta una proposta: rinunciare al rimborso degli skipass acquistati per la riapertura del 15 febbraio, “devolvendo” di fatto la quota del biglietto alla stazione, “a beneficio del miglioramento dei nostri servizi”.
Un “biglietto solidale”, così potremmo chiamarlo. Un’iniziativa che ha riscosso un buon 30% di adesioni, come ci spiegano i gestori: “Molti dei nostri clienti che avevano già acquistato lo skipass si sono fidati di noi e non hanno chiesto il rimborso. Ringraziandoli, abbiamo deciso di utilizzare il ricavato per apportare alcune migliorie al campo scuola sci: lo riteniamo un modo per continuare la promozione e lo sviluppo dello sci nei più piccoli”.
Intanto, oggi e domani (domenica) i rifugi continueranno ad essere operativi con il servizio al tavolo. Tutto cambierà a partire da lunedì, con il ritorno del Piemonte in zona arancione: dal 1 marzo i rifugi rimarranno aperti tutti i giorni, con servizio asporto e consegna a domicilio.
I gestori però si affidano proprio all’utenza, chiedendo “massima collaborazione per trascorrere questo week end in sicurezza”.
“In particolare, chiediamo di accedere ai locali solo dopo essersi presentati al banco accoglienza, entrare nei servizi igienici se all'interno è presente solo una persona o nessuno e nel massimo di due persone, indossare sempre la mascherina quando non si sta consumando.
Come sempre, nei locali è garantita la circolazione dell'aria per diminuire il rischio di contagio, tuttavia chiediamo di rispettare scrupolosamente la distanza interpersonale di 1 metro (in coda anche tra congiunti)”.