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Attualità | 01 marzo 2021, 18:20

Commissione nuovo ospedale di Cuneo: "Le dimissioni di Sturlese sintomo di un malfunzionamento"

Riceviamo e pubblichiamo

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Gentile Direttore,

le dimissioni del consigliere Sturlese dalla commissione speciale sull’ospedale dovrebbero far riflettere su quante carenze ci siano state nell’ultimo anno dei lavori di tale organismo che avrebbe dovuto accompagnare ad una scelta molto più ponderata su una decisione che ha grandi impatti sul tessuto socio economico della città.

Bollare le sue dimissioni, come qualcuno nella maggioranza consiliare pensa, come il comportamento del bambino che ha perso la partita e vuole anche il pallone, è superficiale e non rispetta la storia personale di un consigliere che ancora oggi, alla sua venerabile età, può dare molti punti a tanti consiglieri comunali in termini di onestà intellettuale e competenza.

Quanti in consiglio comunale avevano sufficienti strumenti, come approfondite conoscenze sanitarie, socio economiche, legislative e di edilizia sanitaria, per poter valutare e prendere tale decisione con assoluta competenza?

Siamo davvero convinti che sia sufficiente uno studio di pre-fattibilità di 62 pagine senza nemmeno una riga sull’impatto sociale ed economico che comporta l’edificazione di un ospedale nuovo, per prendere decisioni di tale importanza?

Purtroppo il Covid 19 ci obbliga a pensare ad una sanità del tutto diversa da quella conosciuta fino ad oggi e non aver immaginato questo ma, al contrario, aver spinto sull’acceleratore nell’iter della commissione e nel voto in consiglio come se la pandemia non fosse mai esistita, è preoccupante.

Invito chi ha votato a favore di tale decisione sull’ospedale a leggersi per bene il piano nazionale di ripresa e resilienza, che difficilmente verrà rivoluzionato viste le ravvicinate scadenze. Alla voce sanità vedranno che non c’è alcuna spinta per realizzare nuovi ospedali ma, al contrario, si incentra tutto sul potenziamento della medicina territoriale, vero tallone d’Achille di buona parte della sanità italiana.

Grazie,

Lorenzo Pallavicini

Al Direttore

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