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Attualità | 01 marzo 2021, 14:30

A Boves circola un post di novembre e si scatena la psicosi da "zona rossa", il sindaco: "Falso! Siamo arancioni, ma sono preoccupato"

Il sindaco Paoletti ha passato la giornata al telefono, cercando di capire cosa stesse succedendo in paese. Un post pubblicato su Facebook il 6 novembre scorso è circolato senza data sulle chat di alcune mamme, scatenando il panico

A Boves circola un post di novembre e si scatena la psicosi da "zona rossa", il sindaco: "Falso! Siamo arancioni, ma sono preoccupato"

Boves ieri ha vissuto una giornata di psicosi. E il suo sindaco, Maurizio Paoletti, una giornata al telefono.

Fuori provincia, ha dovuto gestire le decine di chiamate di persone e di suoi collaboratori e colleghi di Giunta che chiedevano chiarimenti e conferme sul passaggio in zona rossa del paese alle pendici della Bisalta.

Tutto falso.

Si è poi capito, nel corso delle ore, che il problema è stato causato da un post pubblicato lo scorso 6 novembre sulla pagina Facebook “sei di Boves se…”, alla vigilia dell’ingresso - quella voltà sì - in zona rossa, con il quale si invitava la popolazione a rivolgersi alla Municipale in caso di necessità di chiarimenti.

Copiato privo di data e inviato, è rimbalzato di chat in chat, in particolare tra le mamme preoccupate per la conseguente chiusura delle scuole, scatenando il panico e non poche difficoltà di gestione della situazione.

Il sindaco Paoletti, in serata, ha pubblicato un post sul suo profilo Facebook spiegando ai suoi concittadini cosa fosse successo e tranquillizzandoli sul fatto che Boves sarebbe stato in zona arancione.

Questo il post: “Sta circolando in queste ore, su alcuni gruppi WhatsApp di genitori di Rivoira, un FALSO COMUNICATO attribuito alla POLIZIA LOCALE, che annuncia che da domani la città di Boves sarà in zona Rossa. La comunicazione è assolutamente falsa.
Né il Comune né il Comando della Polizia Locale hanno ricevuto informazioni in tal senso dalla Regione o da altri Organi.
Chiunque abbia ricevuto tale avviso è pregato domani stesso di prendere contatto con la Polizia Locale di Boves per permetterci di risalire all'autore della sconsiderata iniziativa che verrà denunciato all'Autorità Giudiziaria”.

Zona arancione e non rossa, sorte, per esempio, toccata al comune di Cavour, in provincia di Torino ma al confine con la Granda.

Il sindaco, comunque, non nasconde la sua preoccupazione. “I contagi sono alti, una sessantina circa, per lo più legati alle scuole e ai bambini. Abbiamo saputo di feste private con quasi 40 persone. Rischiamo grosso, voglio essere molto chiaro. Per cui per ora siamo arancioni, ma se non rispettiamo le regole non posso che aspettarmi un ulteriore peggioramento della situazione”.

bsimonelli

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