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Attualità | 03 marzo 2021, 14:09

Laura Menardi: "Cuneo ha finalmente riconosciuto dignità e sofferenza alle vittime delle Foibe: siamo sollevati"

Riceviamo e pubblichiamo

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Il momento è difficile per la situazione del Covid-19 e sue varianti con cui dobbiamo continuare quotidianamente a fare i conti, ma dobbiamo anche continuare a perseguire le nostre idee e a spenderci per far fare quei passi avanti che pensiamo siano importanti nel dibattito democratico della società in cui viviamo…

Siamo sollevati che, finalmente, anche a Cuneo si sia deciso di riconoscere la dignità e la sofferenza di tante persone che persero la vita nei massacri della penisola istriana e in Dalmazia, comunemente noti come foibe. Diversi presidenti della Repubblica Italiana, da Ciampi a Mattarella, hanno fermamente condannato tali eccidi, eppure, nonostante le loro autorevoli parole, sono ancora molti quelli che si ostinano a negare i fatti di quegli anni, una ferita che oggi a Cuneo è più rimarginata, avendo il Consiglio Comunale del 22 febbraio, riconosciuto tal eccidio di donne, bambini, anziani, persone che non avevano avuto colpe se non quella, agli occhi dei loro aguzzini, di essere di cultura e lingua italiana. Il testo è stato proposto da Grande Cuneo, Lega e Fratelli d’Italia uniti in un ennesimo sforzo di riconciliazione e avanzamento di riconoscenza storica.

Tale riconoscimento non è revisionismo, ma è soltanto ricordare che tali vittime, in molti casi, non avevano nulla a che vedere con la passata occupazione italiana di quei territori durante gli anni Venti e Trenta ma, al contrario, spesso si erano anche battuti contro i nazisti e per questo, in Consiglio, abbiamo voluto portare il valore storico della figura di Angelo Adam, deportato nel lager di Dachau come membro della resistenza antinazista e barbaramente ucciso dagli aguzzini di Tito. 

Norma Cossetto fu una ragazza la cui fine è stata brutale e l’importante onorificenza postuma riconosciutale dal presidente Ciampi, aveva dimostrato che non è giusto che le colpe dei padri ricadano sui figli e siamo lieti che il Consiglio Comunale di Cuneo abbia accolto, seppur con ritardo, tale messaggio.

La democrazia è un frutto maturo solo quando, finalmente, non si sta più a disquisire sulla qualità degli eccidi, ma quando si condannano, senza se e senza ma, qualunque fosse la parte politica che li aveva commessi e rifiutando in modo fermo ogni forma di totalitarismo, compreso quello di Josip Broz Tito, che non potrà mai essere ritenuto un amico della democrazia, ma soltanto un dittatore anti democratico.

Da parte nostra continueremo a perpetrare il ricordo di queste persone che non hanno più voce, perché a loro tolta, dalla furia titina e ci auguriamo che presto anche a Cuneo possa esserci un luogo pubblico dedicato a queste vittime innocenti.

Laura Menardi

redazione

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