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Scuole e corsi | 03 marzo 2021, 18:30

Genitori, insegnanti ed educatori di Cuneo scrivono al presidente Cirio: "Pensi ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie!"

Si attende la decisione della Regione, che valuterà comune per comune, basandosi sui parametri stabiliti dall'ultimo dpcm. Ma cresce la rabbia e la preoccupazione delle famiglie

Genitori, insegnanti ed educatori di Cuneo scrivono al presidente Cirio: "Pensi ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie!"

In queste ore sta circolando una lettera che sarà inviata direttamente al presidente della Regione Alberto Cirio. L'ha scritta Sara Marchisio a nome di un centinaio di persone ed è stata sottoscritta da tantissimi genitori e docenti di Cuneo.

Si vuole scongiurare la chiusura delle scuole, in particolare di quelle dell'Infanzia e delle Primarie. I bambini a casa da soli non possono stare e la maggior parte di loro, in caso di didattica a distanza, andrebbe seguita. Ma come e da chi?

Senza contare le ripercussioni psicologiche, sociali ed emotive di un ennesimo isolamento. Per 15 giorni, certo. Ma sappiamo tutti come è andata l'anno scorso.

Pubblichiamo il testo della lettera che sarà inviata a Cirio, di cui nel giro di qualche ora è attesa la decisione sulla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.

 

Egregio presidente Cirio,

le scrivo a nome di un gruppo di genitori, insegnanti ed educatori con cui velocemente mi sono confrontata. Da ieri sera, infatti, abbiamo appreso sui media che in data odierna (3 marzo 2021) verrà presa la decisione di chiudere tutte le scuole del Piemonte di ogni ordine e grado e già ora leggiamo che la decisione è presa.

Le confessiamo tutto il nostro stupore e sgomento.

E’ evidente che i bambini e i ragazzi, dall’inizio della pandemia, stanno subendo una vita maggiormente isolata con pericolosi danni per la loro crescita psicologica e psico-evolutiva. I dati sull’aumento dei suicidi, dell’autolesionismo e delle malattie psichiatriche in adolescenza sono ampiamente noti e continuano a salire, specie nei momenti di chiusura delle scuole.

Per i bambini delle scuole dell’infanzia e della primaria la didattica non in presenza è demotivante e, come genitori, l’abbiamo già ampiamente sperimentato lo scorso anno in questo stesso periodo. Lo stare ore davanti ad un pc o ad uno smartphone crea apatia e problemi relazionali con cui bisognerà fare i conti.

Le chiedo di pensare, oltre ai bambini e ai ragazzi anche alle famiglie. Tenere a casa i bambini, in particolare, significa per i genitori un aggravio di impegno massacrante.

Come si può lavorare e contemporaneamente mettere in campo gli strumenti di didattica a distanza? E inserire una babysitter? A parte il costo che molte famiglie non possono sostenere, questo comporterà anche un aumento del rischio di contagio.

Chi come molti di noi ha figli nella fascia d’età dell’infanzia e della primaria, questa notte non ha dormito al pensiero di doverli tenere a casa, per la sofferenza legata all’isolamento rispetto ai coetanei e per la fatica che comporterà nel quotidiano.

Senza contare che in teoria non potremo farci aiutare dai nonni, ovviamente solo a livello teorico perché nella pratica sarà impossibile non chiedere un supporto. Paradossalmente, la chiusura delle scuole metterà maggiormente a rischio proprio la categoria che si cerca di proteggere di più. Che la chiusura delle scuole porti a un miglioramento dei contagi non ha riscontro. Ad oggi i dati dei contagi nelle scuole pur aumentando non sono paragonabili a quelli di fine ottobre e novembre.

A fronte di questi numeri, francamente non riusciamo a comprendere la ratio che sottende la decisione di chiudere le scuole.

Globalmente la scuola è un ambiente sicuro, sano e rigoroso che richiede ai bambini e ragazzi l’utilizzo della mascherina per 8 ore al giorno e il distanziamento sociale, accettati per il bene comune ma che lasceranno degli strascichi. Tenga conto, Presidente, che i genitori dovranno organizzarsi, magari con dei piccoli gruppetti di bambini a casa o, come dicevo, con il supporto dei nonni o di babysitter, con il rischio che si verifichi un effetto boomerang. E tutte le famiglie che non riusciranno a seguire i bambini? E quelli i cui bambini sono più fragili, che hanno dei disagi o delle disabilità?

L’accanimento contro i bambini, i ragazzi e i loro diritti di apprendimento e di socializzazione appare, da più parti, una delle eredità più pensanti che ci troveremo ad affrontare alla fine di questa pandemia.

Un lascito ulteriormente appesantito da errori gravi legati anche all’assenza di professionisti dell’infanzia e dell’adolescenza nelle commissioni preposte a decidere. Governatore Cirio, le chiediamo di rivedere la decisione della chiusura delle scuole per aiutare le famiglie (genitori, lavoratori, nonni) nella quotidianità, ma soprattutto per non dover far pagare domani all’intera società decisioni di oggi, perché i bambini e i ragazzi sono il nostro futuro.

Lettera sottoscritta da genitori, insegnanti ed educatori di Cuneo

bsimonelli

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