Il dentista risponde - 04 marzo 2021, 09:00

L'intarsio dentale, un sistema altamente rispettoso dei tessuti residui ancora sani

Da quando sono stati introdotti in odontoiatria le tecnologie digitali è completamente cambiato sia il nostro modo di lavorare sia il comfort per il paziente

L'intarsio dentale, un sistema altamente rispettoso dei tessuti residui ancora sani

I temi di maggiore attualità dell’odontoiatria moderna sono al centro de "Il dentista risponde", rubrica che proponiamo in collaborazione con lo Studio Odontoiatrico dottor Mauro Ferri Borgogno di Alba.

Oggi abbiamo ospite della nostra rubrica il Dott. Lorenzo TAMAGNONE, laureato in Odontoiatria a Torino, e collaboratore ad ALBA presso lo studio del Dr. Mauro FERRI BORGOGNO.

Dottore, si sente spesso parlare di intarsio dentale, di cosa si tratta?

Gli intarsi dentali sono dei restauri indiretti di molari e premolari realizzati per ripristinare la forma e la funzione di denti che hanno subito gravi perdite di sostanza dentale a causa di carie o fratture. Si tratta di un sistema altamente rispettoso dei tessuti residui ancora sani perché la metodica si limita a confezionare in laboratorio la parte di dente mancante e di posizionarla all’interno della cavità dentale attraverso sistemi di adesione specifici per i tessuti dentali.

Mi pare di capire che per realizzare un intarsio sia necessario un lavoro di team?

Esattamente. La sua realizzazione parte dallo studio del dentista che analizza la porzione di dente ancora sana, ne valuta la resistenza ed in base alle condizioni rifinisce e scansiona la forma. A questo punto entra in gioco l’odontotecnico che in laboratorio disegna, fresa e personalizza il restauro. Infine il dentista dovrà valutare l’adattamento al denteed incollarlo definitivamente.

Scansiona, disegna, fresa... mi faccia capire meglio? Servirà l’impronta?

Da quando sono stati introdotti in odontoiatria le tecnologie digitali è completamente cambiato sia il nostro modo di lavorare siail comfort per il paziente. In effetti stiamo progressivamente abbandonando le impronte tradizionali grazie al perfezionamento e l’affidabilità degli scanner tridimensionali intra-orali. Con questi scanner è possibile rilevare l’impronta del dente utilizzando semplicemente la luce ed in pochi minuti far arrivare l’immagine del dente sul monitor del nostro tecnico. Una grande comodità per il paziente, ma anche per gli operatori che possono comunicare quasi in tempo reale per intercettare velocemente criticità o problemi da correggere prima che il paziente si alzi dalla poltrona. Una volta inviata l’impronta ottica al laboratorio, il tecnico si avvarrà di software CAD specifici, disegnando sul computer la forma di dente mancante senza dover realizzare calchi in gesso. Il progetto digitale verrà inviato a macchine a controllo numerico con le quali si freserà il materiale scelto per il restauro. A questo punto entrerà in gioco l’abilità e l’esperienza del tecnico per personalizzare il colore e trasformare un semilavorato in un restauro altamente estetico.

Sembra fantascienza...E poi?

In un secondo appuntamento il dentista calzerà il restauro, ne valuterà le caratteristiche estetiche ed infine lo incollerà al dente utilizzando delle “bio-colle” ovvero adesivi appositamente studiati per ottenere grandissimi valori di legame sia sui tessuti dentali che materiali polimerici o ceramici.Mi sembra si capire che le corone dentali andranno in pensione...Da quando i sistemi di adesione ed i materiali restaurativi sono stati migliorati, ricorriamo con gran frequenza a questo tipodi soluzione. Dove possibile è la scelta d’elezione, soprattutto se si tratta di pazienti giovani o denti che presentano ancora una buona quota di tessuto sano. Ci sono alcuni casi in cui non è possibile rinunciare alle corone dentali, come per esempio quando è necessario sostituire una corona già esistente con una nuova, tuttavia l’esperienza maturata nei protocolli di costruzione degli intarsi è messa a disposizione per il loro confezionamento permettendo di godere degli stessi vantaggi operativi.

Consiglierebbe un intarsio ad un paziente giovane oppure ad uno “anziano”?

Non ci sono limiti d’età per questo tipo di soluzione, soltanto limiti operativi legati alle condizioni di conservazione del dente.

Cosa succede, se dopo tanti anni il dente si rompesse nuovamente?

Semplice: se il dente è ancora ricostruibile con un intarsio, se ne confezionerà uno nuovo sfruttando il tessuto residuo. La bellezza di questa scelta è nella sua ripetibilità perché concede una seconda occasione al dente per essere nuovamente restaurato ed offre una valida alternativa alle corone protesiche.

Volendo concludere cosa può dire di questo argomento?

L’intarsio dentale rappresenta al meglio l’interpretazione del motto “Scienza & Coscienza” perché è il risultato della combinazione tra decennale ricerca clinica e tecnologica abbinata ad una lunga sperimentazione di protocolli operativi Questa sinergia permette oggi giorno di restaurare con pochissimi appuntamenti denti gravemente compromessi nella maniera meno invasiva possibile con risultati stabili e performanti nel tempo.

Ringraziamo il Dott. Lorenzo TAMAGNONE per le preziose informazioni e ci diamo appuntamento alla prossima puntata.

Per qualsivoglia approfondimento il Dr. Lorenzo TAMAGNONE, iscritta all’Ordine di Astial numero 225, riceve, previo appuntamento, in Alba (CN) Corso P. Cillario, 8 presso lo STUDIO FERRI BORGOGNO oggi divenuto DENTISTRY FB srl (Direttore Sanitario Dott. Mauro FERRI BORGOGNO Ordine di Cuneo 00029)

www.studioferriborgogno.it 

Tel. 0173 366349

GSM: 331 1557768

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