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Attualità | 05 marzo 2021, 20:24

Flash mob per la scuola a Cuneo, la rabbia di genitori e insegnanti: "Non raccontateci bugie, sappiamo che non ci riaprirete più!"

Da lunedì 8 marzo chiudono le scuole di ogni ordine e grado della Granda, tranne i nidi e i micronidi. "I bambini hanno sempre rispettato le regole. La dad è la fine dell'apprendimento"

Flash mob per la scuola a Cuneo, la rabbia di genitori e insegnanti: "Non raccontateci bugie, sappiamo che non ci riaprirete più!"

Un flash mob organizzato prima che venisse decisa la chiusura delle scuole dell'Infanzia e delle Primarie. Anche se, purtroppo, tutti sapevano come sarebbe andata.

"Alle 16 le insegnanti non sapevano ancora niente. E' stata annunciata un'ordinanza che ha ripercussioni pesantissime sulle nostre vite, ma lo abbiamo letto sui giornali", dice un papà. Che si ribella alla chiusura delle scuole. "Però lasciano aperte le fabbriche e i centri commerciali. L'emergenza sanitaria c'è, ma allora che chiudano tutto e ci vaccinino a tappeto". 

A Cuneo, quelle che si è svolto alle 17.30 di fronte al Municipio, più che un flash mob è stato un grido di rabbia e rassegnazione di genitori e insegnanti, che da lunedì 8 marzo si ritroveranno a gestire la didattica a distanza. Il che, tradotto, significa che in un anno siamo punto e a capo.

Ne sono convinti tutti. Una maestra: "I miei studenti oggi mi hanno fatto gli auguri di Buona Pasqua. Sono piccoli, ma hanno capito come girano le cose e temono che finisca come l'anno scorso. Non si torna dopo il 20, non ci crede nessuno".

Poi ci sono i lavoratori autonomi, che non hanno idea di come potranno gestire i figli a casa, non potendoli portare ai nonni.

Un'unica voce: "Acceleriamo con le vaccinazioni, così non si va da nessuna parte. Chi resituirà ai nostri figli ciò che stanno perdendo in termini di apprendimento e relazioni?".

Sara Marchisio, la mamma attivista che ha organizzato la manifestazione, da tre notti non dorme: "Sono preoccupata, non è cambiato niente, nonostante i sacrifici che continuano a chiedere alle famiglie".

A terra dei cartelli. Una buona istruzione è il primo passo verso la libertà, oppure la dad, che significa dimenticati a domicilio. Da lunedì 8 marzo migliaia di famiglie si ritroveranno a gestire dei bambini sotto gli 11 anni a casa, collegati ad un computer.  Hanno rispettato tutte le regole, da subito e senza protestare. E questo aveva fatto sì che continuassero ad andare a scuola anche in zona rossa. Ma purtroppo non è servito e non è bastato.

I contagi galoppano e si richiude tutto.

bsimonelli

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