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Attualità | 05 marzo 2021, 14:08

Palloni Mondo in Spagna, la vertenza finisce sul tavolo dei sindacati nazionali

Dalla multinazionale del Gallo rassicurazioni per i circa 40 dipendenti della divisione giocattolo e un impegno sugli altrettanti stagionali

La manifestazione che il 12 febbraio scorso ha accompagnato la giornata di sciopero proclamata dai sindacati

La manifestazione che il 12 febbraio scorso ha accompagnato la giornata di sciopero proclamata dai sindacati

Nell’attesa di riscontri dal Ministero delle Attività Produttive sulla richiesta di apertura di un tavolo nazionale avanzata nelle scorse settimane dalle sigle del settore (analoga richiesta, avanzata in dicembre per la vertenza Miroglio Textile, attende ancora risposta), i rappresentanti nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, insieme ai colleghi delle segreterie territoriali (rispettivamente Maria Grazia Lusetti, Angelo Vero e Vito Montanaro) e alle Rsu aziendali, hanno incontrato i vertici della Mondo Spa di Gallo d'Alba per un approfondire la situazione di crisi della divisione Giocattolo, dopo la decisione dell’azienda di trasferire la sua storica produzione di palloni negli stabilimenti di una controllata spagnola.     

Dirigenti e sindacati ne hanno discusso nel corso di un incontro in videoconferenza nel pomeriggio di ieri, giovedì 4 marzo, nel corso del quale i primi hanno ricordato le ragioni che hanno portato alla scelta, ribadendo come i due principali rami di attività della multinazionale stanno vivendo momenti molto diversi, con le pavimentazioni della Mondo Sport Flooring che non avrebbero risentito se non in minima parte degli effetti negativi indotti dalla pandemia, a fronte di un calo della domanda e della produzione quantificato in un 43% per Mondo Toys, che vede proprio quella del pallone tra le sue attività più penalizzate.

"L’azienda ha tenuto a precisare – spiegano ora le tre sigle in una nota – che a fronte di una eventuale ripresa del mercato, con ritorno a valori pre pandemia, si valuterà l’opportunità di riprendere la produzione di palloni nello stabilimento di Alba", spiegando poi che, "al momento, malgrado l’attuale crisi pandemica, nessun lavoratore è stato posto in cassa integrazione" e assumendo anzi "l’impegno, ove possibile, a impiegare alcuni lavoratori stagionali del comparto Giocattolo presso la suddivisione Pavimenti; si è inoltre adoperata a ricercare in maniera attiva di diversificare la produzione acquisendo ordini di articoli diversi che stanno garantendo a oggi l’occupazione degli addetti della divisione Giocattolo".

I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito come avrebbero ovviamente preferito che la scelta aziendale fosse caduta su Alba, giudicata come la sede "più idonea dal punto di vista logistico" e anche perché "ci avrebbe permesso di mettere in sicurezza i lavoratori della suddivisione Giocattolo e i numerosi stagionali che ormai da parecchi anni operano presso la stessa", contestando poi "una modalità di relazioni industriali che, nei fatti, non ha consentito un confronto per esaminare e valutare gli effetti che queste scelte industriali avranno sul personale stabile, su quello stagionale e sulle prospettive della fabbrica".

L’azienda – continuano – ha assicurato "il massimo impegno al fine di preservare i livelli occupazionali", sia per quanto riguarda la quarantina di lavoratori a tempo indeterminato della divisione, "relativamente ai quali ha dichiarato che non esiste un problema occupazionale", sia per gli altrettanti stagionali, "che cercherà di inserire nella catena produttiva non appena il mercato lo permetterà e qualora le condizioni di crisi vengano ad attenuarsi".

L’auspicio arrivato dai sindacati è stato quindi quello di "relazioni industriali più che mai assidue e trasparenti, per governare insieme questo processo di cambiamento radicale", indispensabili per affrontare questo periodo di crisi molto profonda.

Ezio Massucco

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