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Attualità | 05 marzo 2021, 10:36

Beatrice di Morozzo scrive al presidente Cirio: "Non chiudere la scuola, perché tanti bambini piangeranno come me"

La mamma di questa bimba di 7 anni ha scritto la lettera che la figlia le ha dettato. Ha voluto condividerla con i nostri lettori. Pubblichiamo anche i post di due maestre:" Si poteva fare altro... si poteva fare diversamente in tutto questo tempo. Fare che cosa? Non lo so, io insegno, non governo"

Beatrice di Morozzo scrive al presidente Cirio: "Non chiudere la scuola, perché tanti bambini piangeranno come me"

Oggi, in giornata, è attesa la decisione del presidente Alberto Cirio in merito alla chiusura delle scuole dell'Infanzia e delle Primarie, oltre che della prima media.

Le altre, è già stato stabilito, saranno chiuse da lunedì 8 marzo. Seconde e terze medie e scuole superiori ritorneranno in Dad al 100%.

Cirio ha già evidenziato la volontà di salvaguardare la fascia 0-6. Ma le famiglie sono sul piede di guerra, chiedono di tenere aperta la scuola per quelle fasce d'età che non possono stare a casa da sole. 

C'è una grande rabbia. Ad un anno dall'inizio della pandemia la chiusura delle scuole non può essere la risposta. Oggi sarà indetto un flash mob alle 17.30 davanti al municipio di Cuneo. Le mamme non ci stanno.

Tra loro c'è Federica, mamma di Beatrice, 7 anni, allieva di prima elementare a Morozzo. 

In questi giorni ogni famiglia è preoccupata sulle decisioni che verranno prese in tema scuola. Chi ha dei figli è preoccupato per il loro futuro. Ho spiegato a mia figlia cosa sta succedendo e lei mi ha risposto: “Scriviamo un messaggio a Cirio!”

Parole semplici, di una bambina che non vuole imparare attraverso un computer. A cui le maestre hanno insegnato ad accenderlo e a inserire una password, che ricorda al presidente come nelle scuole le regole siano rispettate in modo serio.

"Spero che la voce di Beatrice e di tanti altri bambini possa essere ascoltata anche da chi ha il loro destino tra le mani".

Ma non sono solo gli studenti ad essere arrabbiati e delusi. Ci sono anche tanti docenti.

Questo è ciò che ha scritto la maestra Alessia:

Abbiamo riaperto quel cancello con la gioia nel ❤, ma con non pochi timori, perché in fondo, diciamocelo, la paura di dover richiudere in breve tempo era tanta.
Abbiamo imparato a sorridere con gli occhi, ad abbracciarci senza toccarci.
Abbiamo tifato, dalle nostre aule,  per quei pochissimi alunni che hanno dovuto ricollegarsi in DDI.
Abbiamo esultato davanti al risultato di un tampone negativo.
Abbiamo imparato a rispettare le regole di un rigido protocollo.

Abbiamo dimostrato che la scuola è un luogo sicuro.

Abbiamo scelto di darci degli obiettivi.
A Natale ci siamo regalati un meritatissimo applauso, orgogliosi di essere riusciti a rimanere insieme per tre mesi.
E un altro a carnevale.
Le vacanze di Pasqua sono il nostro prossimo obiettivo, ma  temiamo di non arrivarci e attendiamo con ansia la decisione che arriverà quest'oggi.

Oggi... Oggi torneremo in aula e guarderemo ancora i vostri occhi tristi, il vostro sguardo impaurito. Ancora oggi faremo di tutto per rassicurarvi quando cercherete in noi delle risposte, quando ci chiederete se lunedì ci rivedremo, quando ci direte che in dad non ci volete tornare, perché ormai sappiamo bene che cosa vuole dire.
Abbiamo lavorato tanto per essere pronti ad affrontare un'altra eventuale dad.

Ci chiedono un altro sacrificio e noi dimostreremo di essere forti, di potercela fare anche questa volta, insieme!

Voi però fateci la promessa di riaprire quanto prima, perché la scuola è un luogo sicuro e noi abbiamo bisogno di crescere insieme!

 

Ancora:

Avreste dovuto vederli, a scuola.
Avreste dovuto vedere come sono stati bravi.
Come si sono adattati.
Come hanno rispettato tutto quello che potevano. Come hanno trovato soluzioni creative ai problemi più difficili.

Avreste dovuto vedere che sotto la mascherina, tutto il giorno tutti i giorni, si intravedeva il sorriso.
Avreste dovuto esserci quando andavano in palestra, distanti e senza neanche un attrezzo, ma si divertivano lo stesso.
Avreste dovuto stupirvi quando giocavano ad acchiapparella senza acchiapparsi, a lupo ghiaccio senza toccarsi, e quando aiutavano in tutti i modi il vicino di banco anche senza prestargli le forbici e la colla.

Avreste dovuto capire quanto è importante alzare la mano e dire: “maestra, non ho capito!” e che la maestra si avvicini per vedere cosa c’è che non va.
Senza schermi di mezzo, senza webcam e Google Suite e tutte le tecnologie del mondo.

E invece torniamo dietro a un computer.
E invece ci sarà il silenzio dei microfoni spenti.
E invece non ci sarà l’intervallo insieme a stemperare le tensioni.

Oggi sono amareggiata. Perché dopo un anno così, i bambini non si meritano di vivere ancora le chiusure e l’isolamento, e non lo meritano i loro genitori.

Si poteva fare altro... si poteva fare diversamente in tutto questo tempo.
Fare che cosa?
Non lo so, io insegno, non governo.

Ma vi assicuro
che loro non se lo meritavano.

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bsimonelli

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