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Attualità | 08 marzo 2021, 09:47

Forti, indipendenti, ma anche fragili e generose, siamo donne!

Tutto sulla Festa della Donna: origini e storia dell’8 marzo e significato della mimosa

Forti, indipendenti, ma anche fragili e generose, siamo donne!

Si fa presto a dire 8 marzo, Festa della Donna! In realtà si chiama Giornata Internazionale della Donna e rappresenta una ricorrenza molto importante per ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche che hanno visto cambiare radicalmente il ruolo della donna nell’ultimo secolo di storia.

Conquiste da rinnovare ogni anno e ogni giorno per ricordare che ancora le donne sono vittime di discriminazioni, abusi e violenze in ogni parte del mondo, anche in quei Paesi dove hanno fatto grandi passi in avanti verso la parità di genere. La Giornata Internazionale della Donna, che cade ogni anno l’8 marzo, è tutto questo e anche di più. È un modo per ricordarsi da dove veniamo, noi donne, e dove stiamo andando.
Ma da dove nasce questa ricorrenza? Una leggenda molto celebre narra che la Festa della Donna sia stata istituita nel 1908 in memoria delle operaie morte nel rogo di una fabbrica di New York, la Cotton. In realtà, appunto, si tratta solo di una leggenda nata negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale.

La Giornata Internazionale della Donna, infatti, nacque ufficialmente negli Stati Uniti il 28 febbraio 1909. Ad istituirla fu il Partito Socialista americano, che in quella data organizzò una grande manifestazione in favore del diritto delle donne al voto. Il tema era già stato a lungo discusso negli anni precedenti sia negli Usa (celebri sono gli articoli della socialista Corinne Brown) sia dai delegati del VII Congresso dell’Internazionale socialista (tenutosi a Stoccarda nel 1907).

Le manifestazioni per il suffragio universale si unirono presto ad altre rivendicazioni dei diritti femminili. Tra il novembre 1908 e il febbraio 1909 migliaia di operaie di New York scioperarono per giorni e giorni per chiedere un aumento del salario e un miglioramento delle condizioni di lavoro. Nel 1910 l’VIII Congresso dell’Internazionale socialista propose per la prima volta di istituire una giornata dedicata alle donne.
Il 25 marzo del 1911 cadde la goccia che fece traboccare il vaso: nella fabbrica Triangle di New York si sviluppò un incendio e 146 lavoratori (per lo più donne immigrate) persero la vita. Questo è probabilmente l’episodio da cui è nata la leggenda della fabbrica Cotton. Da quel momento in avanti, le manifestazioni delle donne si moltiplicarono. In molti Paesi europei, tra cui Germania, Austria e Svizzera, nacquero delle giornate dedicate alle donne.

La data dell’8 marzo entrò per la prima volta nella storia della Festa della Donna nel 1917, quando in quel giorno le donne di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere la fine della guerra, dando così vita alla ‘Rivoluzione russa di febbraio’. Fu questo evento a cui si ispirarono le delegate della Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste a Mosca quando scelsero l’8 marzo come data in cui istituire la Giornata Internazionale dell’Operaia.

In Italia la Festa della Donna iniziò ad essere celebrata nel 1922 con la stessa connotazione politica e di rivendicazione sociale. L’iniziativa prese forza nel 1945, quando l’Unione Donne in Italia (formata da donne del Pci, Psi, Partito d’Azione, Sinistra Cristiana e Democrazia del Lavoro) celebrò la Giornata della Donna nelle zone dell’Italia già liberate dal fascismo.

Ma perché l’8 marzo si regalano le mimose?
Donare la mimosa è un’usanza propriamente italiana, nata settantaquattro anni fa. Nel 1946 l’U.D.I. (Unione Donne Italiane) cercava un fiore che potesse celebrare la prima Festa della Donna del Dopoguerra. Un’idea venne in mente a Teresa Noce, Rita Montagnana (moglie di Palmiro Togliatti) e Teresa Mattei. La scelta cadde quasi obbligata sulla mimosa, una delle poche piante a fiorire agli inizi di marzo e a costare pochissimo in tempi in cui i lussi erano ben pochi.

Anni dopo, in un’intervista Mattei disse: “La mimosa era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette. Mi ricordava la lotta sulle montagne e poteva essere raccolto a mazzi e gratuitamente”. Anche se la Festa della Donna non divenne una ricorrenza popolare fino agli anni Settanta, la tradizione della mimosa ebbe successo e si mantiene ancora oggi. Come disse Mattei, morta nel 2013 a 92 anni: “Quando nel giorno della Festa della Donna vedo le ragazze con un mazzolino di mimosa penso che tutto il nostro impegno non è stato vano”.

Già durante gli anni precedenti, nei luoghi di lavoro, le donne avevano cominciato a regalarsi tra loro un rametto di mimosa. Essa è composta da tanti pallini, che uniti insieme formano un unico fiore, diventando un segno di sorellanza e di unione nella lotta per i propri diritti.

Ed ora vale la pena scoprire qualche curiosità botanica. La pianta della mimosa è originaria della Tasmania e si è facilmente diffusa in Europa a partire dall’Ottocento. Cresce, soprattutto, in zone con clima temperato, non resiste a temperature troppo rigide e produce fiori gialli molto profumati. Può raggiungere anche i dieci metri di altezza e fiorisce generalmente da gennaio a marzo, mentre dove fa più freddo, dirada la fioritura a febbraio inoltrato.

E se ancora non vi foste lasciati catturare dalla sua bellezza, niente di meglio che affidarsi al suo significato nel linguaggio dei fiori, per cui la mimosa “è emblema della forza e della femminilità, perché, proprio come una donna delicata e fragile, dimostra grandissima resistenza e assoluta vitalità”.

Perciò, ricordiamoci che, pure in una società dove la parola ‘pari opportunità’ resta un miraggio, siamo grandi. Non solo l’8 marzo.

Silvia Gullino

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