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Attualità | 08 marzo 2021, 07:39

Lotta al revenge porn, il Garante della Privacy attiva canale di emergenza con Facebook

Valida dall’8 marzo una collaborazione per aiutare potenziali vittime di questa violenza, che costituisce sempre reato

Lotta al revenge porn, il Garante della Privacy attiva canale di emergenza con Facebook

Contro il revenge porn, odiosa forma di violenza sulle donne e più, in generale, contro la pornografia non consensuale, il Garante per la protezione dei dati personali ha deciso di mettere a disposizione sul proprio sito un canale di emergenza, come ha annunciato in una nota.

Dall’8 marzo, le persone che temono che le loro foto o i loro video intimi possano essere stati diffusi senza il loro consenso su Facebook o Instagram, potranno inviare una segnalazione su www.gpdp.it/revengeporn e ottenere il blocco delle immagini.

Nei casi, invece, in cui immagini o video intimi siano stati già condivisi senza consenso, è sempre possibile fare una segnalazione su Facebook o su Instagram. Anche in questo caso il social network è in grado di ridurre al minimo il danno utilizzando la stessa combinazione di impronte digitali e tecnologia di corrispondenza delle foto in modo che non vengano condivise di nuovo.

Facebook, utilizzando l'apprendimento automatico e l’intelligenza artificiale è, inoltre, in grado di rilevare, in modo proattivo, le immagini o i video di nudo che vengono condivisi senza permesso.

Ma cos’è il revenge porn, cosiddetto pornovendetta? Non è altro che la diffusione senza consenso di foto o video molto intimi, che ritraggono atti sessuali o nudità, con lo scopo di ricattare o sottoporre a gogna sociale la persona coinvolta. Un’ulteriore complicazione è che, dopo un semplice clic, si perde il controllo di ciò che si è pubblicato sul web. Distruggendo la reputazione e, spesso, anche la vita della vittima.

In questi casi, la prima azione da compiere è denunciare tutto alle forze dell’ordine, perché diffondere contenuti intimi senza consenso è un reato. La Legge 69/2019 ha introdotto la fattispecie di reato nota come porno vendetta, disciplinandola mediante l’articolo 612-ter del codice penale. Il reato di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti è prevista per gli autori fino a sei anni di reclusione e multe che vanno dai 5mila ai 15mila euro. La portata della norma ha un‘applicazione ampia ed investe non solo ex mariti, ex mogli, ex fidanzati e compagne, ma anche coloro che hanno ricevuto foto e video e le fanno rimbalzare sul web senza il consenso della vittima.

Internauti avvisati…

Silvia Gullino

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