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Cuneo e valli | 08 marzo 2021, 11:28

Una mamma di Cuneo: “Didattica a distanza? Sfiancante, ma adesso è necessaria”

Gli studenti e la Dad, tra difficoltà e rassegnazione. “La mia proclamazione? Una mail”

Una mamma di Cuneo: “Didattica a distanza? Sfiancante, ma adesso è necessaria”

La didattica a distanza negli ultimi giorni ha creato un forte contrasto di luci e ombre. Se da un lato, infatti, è risultata fondamentale per garantire la continuità ai bambini ed ai ragazzi in piena emergenza sanitaria, dall’altro sembra essere stata anche fonte di stress e stanchezza per gli alunni, i genitori e gli insegnanti.

Nonostante le connessioni internet illimitate per seguire le lezioni online, i diretti interessati, gli studenti in DaD, sono stati molto limitati. Ridotti ai minimi termini, ad esempio, in sessioni di lauree e discussioni di tesi in soggiorno indossando pantaloni del pigiama sotto, e sopra un’elegante camicia, sono stati anche gli universitari. Che anche se innominati, esistono. E sono tanti.

Abbiamo raccolto diversi punti di vista, di studenti universitari e di piccoli alunni. E di una mamma che deve gestire tre figli in Dad e che, nonostante le difficoltà, crede che in questo momento sia una decisione necessaria.

“Mi sono laureato quest’estate. Quel giorno ho ricevuto una mail che conteneva un elenco dei laureandi. Io ero la quarta matricola, di fianco il voto. Nessuna cerimonia di proclamazione. È circa un anno che non vado all’università. Sarei dovuto tornare in presenza lunedì ma il Rettore ha mandato una mail alle 21 di venerdì sera. Lezioni di nuovo da casa.” Giorgio, studente universitario 22 anni.

“Sono triste di non andare a scuola perché non vedrò più i miei compagni di classe. Quando non ho lezione e non devo studiare utilizzo TIk-Tok: mi aiuta ed evadere dalla realtà, così sembra che il Covid non ci sia. Sicuramente se si potesse uscire lo utilizzerei molto di meno” ha spiegato Noemi, di 11 anni che da grande vuole aprire un negozio per cani.

“Sto vivendo molto male questa situazione. All’inizio mi sembrava comodo da numerosi punti di vista, come ad esempio a livello organizzativo. Però dopo mi sono ricreduta. A casa mi distraggo molto: l’ambiente scolastico è molto più stimolante e ti invoglia molto di più! Io non avrei mai pensato di dire ‘mi manca la scuola’. Lunedì sarei dovuta tornare in classe in presenza… Quando mia sorella, che frequenta le scuole medie, mi ha detto “che bello stiamo a casa” io le ho risposto ‘Tu non capisci niente. La scuola è la scuola ed è bruttissimo stare a casa. Sei stata fortunata ad andare in presenza tutti questi mesi. Io che frequento la quarta superiore sono andata solo per quattro settimane” Micaela, 18 anni.

“Io sono contraria alla dad. La scuola in presenza garantisce un miglior apprendimento. In questo momento, però, in cui il virus è mutato, dobbiamo continuare a farla. Per una questione di sicurezza e di tutela verso i miei figli sono d’accordo. La scuola è un luogo sicuro, il problema si pone al di fuori degli istituti. Lavorando in un supermercato ho la possibilità di essere spettatrice di molte situazioni spiacevoli. La scuola però non deve essere considerato un luogo dove i genitori “parcheggiano” i ragazzi perché diversamente non saprebbero “dove metterli”. Gli studenti stanno perdendo i migliori anni di studio e di amicizie. Mi dispiace per loro. Stanno perdendo la parte più importante della vita, sono chiusi in loro stessi dietro un telefono o una webcam. Non hanno più rapporti, non si vedono con nessuno. Manca il rapporto con il prossimo” una mamma.  

CharB.

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