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Sanità | 10 marzo 2021, 12:30

Partite le vaccinazioni nelle Valli Po e Infernotto: “È frutto di una buona sinergia”

Alle 9 in punto ha aperto il centro vaccini a Bagnolo Piemonte. Qui, ad accoglierci, il dottor Gabriele Ghigo: “Siamo organizzati per procedere con maggior velocità, facendo numeri significativi”. Gli Amministratori Maurino e Fornero: “Soddisfatti, speriamo sia solo il primo passo”

Il centro vaccinale aperto stamane a Bagnolo Piemonte

Il centro vaccinale aperto stamane a Bagnolo Piemonte

Alle 9 in punto ha preso il via, stamattina (10 marzo), la campagna vaccinale nella zona rossa, circoscritta alle Valli Po e Infernotto.                      

La complessa macchina per la somministrazione del vaccino contro il Covid nelle valli del Monviso si è messa in moto proprio a Bagnolo Piemonte, al confine con il Pinerolese, interessato dalla prima zona rossa istituita dalla Regione, quella di Cavour.

Qui, nei locali dell’ex scuola elementare, è stato allestito il primo centro vaccinale. La campagna, poi, interesserà Revello, Barge e Paesana. Obiettivo: vaccinare il più possibile, sul territorio, evitando spostamenti di persone da e per il centro vaccinale di Saluzzo (in ospedale), seguendo tuttavia il piano vaccini nazionale. Il che significa che la campagna vaccinale, al momento, riguarda tutti gli over 80.

Ad accoglierci, nel centro vaccini, il dottor Gabriele Ghigo, direttore del Distretto Nord-ovest dell’Asl Cn1, il distretto di Saluzzo.

Ghigo, oltre ad aver seguito tutto il percorso che ha portato ad oggi, è in prima linea nelle operazioni, sul territorio.

Qui siamo organizzati su due linee parallele di vaccinazione – spiega –. Il che significa che possiamo procedere con maggior velocità, facendo numeri significativi”. La trafila è quella che avevamo già anticipato: gli over 80, dopo essersi interfacciati con il proprio medico di base (che deve inserire l’adesione su un portale dedicato), ed avere ricevuto convocazione dall’Asl Cn1, arrivano al centro vaccini.

Prima di accedervi, operatori di Croce verde e della locale squadra Aib misurano la temperatura corporea. Una volta all’interno, si accede ad un’accettazione amministrativa, per poi passare all’area di somministrazione del vaccino e – infine – all’osservazione di 15 minuti post vaccino.

Oltre ai volontari delle Associazioni locali (Croce verde e Aib), qui operano medici di famiglia, tra cui il dottor Riccardo Lorenzati, referente dell’equipe dei medici di medicina generale di Barge e Bagnolo Piemonte, infermieri e personale amministrativo. Nell’area osservazione, un medico dell’emergenza sanitaria 118.

L’esercito delle vaccinazioni sul territorio, conferma Ghigo, sarà composto interamente da personale Asl: “Oltre ai medici di famiglia, abbiamo gli infermieri del Distretto, mentre il personale amministrativo afferisce ad altri servizi, e viene destinato a questa importante operazione”.

Stesso discorso riguarderà gli infermieri: “Qualora non dovessimo riuscire a coprire tutti i turni di vaccinazione, abbiamo già infermieri di altri servizi pronti ad intervenire e garantire l’attività”.

Coinvolta nella campagna vaccinale anche la struttura della Maxiemergenza 118 della Regione Piemonte e dell’emergenza sanitaria 118 della nostra provincia. Gli operatori della “Maxi”, proprio a Bagnolo, avevano già preso parte alla vaccinazione degli utenti dell’Ipab “Domenico Bertone”.

Oggi, invece, a seguire tutte le operazioni c’è un medico della centrale operativa 118 di Saluzzo: “Per noi è importante – spiega Ghigo – avere medici dell’emergenza sanitaria. Noi siamo formati per qualsiasi evenienza, ma non siamo esperti: loro invece si interfacciano tutti i giorni con l’urgenza, e sono pronti a intervenire prontamente. Danno una garanzia anche in termini di sicurezza”.

Nel centro vaccinale, c’è anche personale in formazione, che si sta preparando per la campagna vaccinale: “Formiamo il personale, anche perché non sappiamo cosa accadrà in futuro, quali saranno le prossime tappe del piano vaccinale”.

L’avvio delle vaccinazioni sul territorio è frutto di un grande lavoro di squadra. Ci tiene a rimarcarlo il dottor Ghigo: “Siamo di fronte ad una buona sinergia”.

Un modello che però, non potrà essere di certo automaticamente replicabile ovunque: “I grandi centri vaccinali – spiega Ghigo – andranno mantenuti. I numeri bisogna farli, e nei centri maggiori può afferire tutta la popolazione autonoma”.

Centri periferici, sul territorio, come a Bagnolo Piemonte, hanno invece ragione d’esistere, in questa fase, per la popolazione più anziana, “grazie anche alla presenza dei medici di famiglia, dal momento che qui stiamo vaccinando persone con più patologie: i medici di base ci aiutano anche per la parte anamnestica”.

Insieme al dottor Ghigo, Mara Maurino, vicesindaco di Bagnolo Piemonte, e Chiara Fornero, assessore ai Servizi sociali.

Siamo ovviamente soddisfatti – ci hanno detto – per il lavoro intenso che abbiamo portato avanti. Abbiamo dovuto sistemare tutte quelle questioni legate alle esigenze particolari richieste per aprire il centro vaccini: sanificazioni, connessione internet Wi-fi, computer, stampanti, logistica.

Ma è la dimostrazione che, quando ci sono più Enti coivnolti, se tutti collaborano, tutto funziona.

Grazie anche al supporto indispensabile dei volontari delle nostre associazioni, la Croce verde e l’Aib, che ancora una volta si sono dimostrati speciali, rendendosi subito disponibili.

All’Asl ha fatto piacere, a noi ancora di più: speriamo che questo primo passo sia solo l’inizio e che si riesca a portare avanti la vaccinazione per tutti, il più presto possibile”.

Nicolò Bertola

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