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Al Direttore | 25 marzo 2021, 14:42

"Serve una grande alleanza tra scuola e famiglia": il movimento Scuole aperte Cuneo chiede sostegno ai dirigenti degli istituti provinciali

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera inviata dal movimento

"Serve una grande alleanza tra scuola e famiglia": il movimento Scuole aperte Cuneo chiede sostegno ai dirigenti degli istituti provinciali

Non si fermano in provincia di Cuneo le attività di protesta che chiedono a gran voce la riapertura urgente delle scuole.

I Radicali hanno inviato ieri (mercoledì 24 marzo) al presidente della provincia Federico Borgna, all’Ufficio scolastico Regionale ed al Rettore dell’Università degli Studi di Torino Prof. Stefano Geuna, una relazione redatta con la collaborazione di tre psichiatre, le Dott.sse Brizio, Macagno e Squarcione incentrata sui danni realizzati dalla DaD.

Nelle cinque pagine redatte non si parla solo delle difficoltà affrontate dalle famiglie e dai ragazzi, dalla scuola dell'infanzia all'università, ma si cerca di dare un contributo costruttivo, proponendo nuovi approcci dalla didattica outdoor, allo sport e, soprattutto, auspicando ad un'organizzazione regionale per il periodo estivo - dicono Alexandra Casu e Filippo Blengino - . Consapevoli della grave condizione sanitaria in cui si trova la regione Piemonte, crediamo sia necessario guardare oltre e trovare delle soluzioni che risanino la situazione, finché possibile, ipotizziamo una serie di progetti del tutto applicabili, non tanto di apprendimento, ma di esperienza”.

Anche il movimento "Scuole aperte Cuneo" ha inviato una lettera, indirizzandola però ai dirigenti delle scuole del territorio provinciale, che riportiamo integralmente qui di seguito:

Gentili Dirigenti delle scuole nella provincia di Cuneo,

come movimento spontaneo "Scuole aperte Cuneo" sentiamo la necessità di prendere contatto con voi in un momento in cui la richiesta di ritornare alle lezioni in presenza si fa sempre più forte. Tra le cose che hanno spinto noi genitori a metterci in campo, in questa rete apartitica e apolitica che si è dipanata in pochissimo tempo su tutto il territorio provinciale e ben oltre, è stata la lettera che 34 di voi hanno scritto a inizio marzo, mentre si faceva strada la prospettiva di una ennesima chiusura. Ci ha fatto sentire su un cammino condiviso con voi.

In queste settimane di reclusione non ci siamo fermati: abbiamo incontrato il sindaco di Cuneo e presidente della Provincia Federico Borgna, il presidente della Regione Alberto Cirio, siamo scesi in tante piazze della provincia (e non solo) domenica 21 marzo, ci siamo uniti, come Scuole aperte Cuneo, alla rete nazionale.

A spingerci nel compiere questi passi, le stesse ragioni scritte da alcuni di voi nella lettera di inizio marzo: le scuole non sono focolai, le conseguenze sociali, ed anche economiche, di una nuova sospensione dell’attività scolastica per le famiglie del nostro territorio, potrebbero avere effetti disastrosi ed andare ad aggravare una situazione già pesantissima. Aggiungiamo, dalle testimonianze e notizie raccolte in queste settimane, che le ricadute psicologiche, relazionali, emotive, comportamentali di questa prolungata chiusura sui nostri figli, stanno diventando insostenibili. Noi che li abbiamo quotidianamente sotto gli occhi siamo sempre più preoccupati.

Ci chiediamo se non sia giunto il momento di fare rete anche con voi per proteggere la scuola e chiedere a gran voce che dal 7 aprile le scuole di ogni ordine e grado riaprano, chiedendo alle autorità competenti che in queste tre settimane vengano affrontate con decisione e senza più paraventi, le criticità che eventualmente attorno alla scuola ci sono: pensiamo in particolare ai trasporti (per le superiori), controlli fuori dalle scuole, tamponi e tracciamenti.

Ci chiediamo anche se non sarà necessario, nelle settimane che vengono, ragionare insieme, come pluralità di soggetti sul territorio, a quali possibilità si potranno mettere in campo per il recupero didattico, emotivo, relazionale, sociale, psicologico dei bambini e dei ragazzi, in una grande alleanza tra scuola, famiglie, mondo dell’associazionismo, terzo settore e le realtà culturali del nostro territorio. Sarà un passaggio indispensabile per recuperare tutto quello che per forza di cose, e a prescindere dall’impegno di tutti, l’assenza di scuola in presenza ha generato. È necessario pensarlo a misura della realtà delle scuole del territorio, prima che vengano imposti dall’alto percorsi che non rispondono ai bisogni reali.

Se questa esperienza ci sta insegnando qualcosa è che la scuola importa alle famiglie e vogliamo cogliere questa opportunità per rinsaldare il rapporto scuola-famiglia, con un ascolto e un dialogo più profondi e una collaborazione di maggiore prossimità. Ci rendiamo conto che abbiamo latitato o peggio abbiamo preteso soluzioni senza coinvolgerci. Ora che ci troviamo tra le mani questa rete di famiglie, ci sembra utile offrire la nostra collaborazione perché la pandemia sia per lo meno una occasione per fare meglio, fare diverso, fare di più.

Saremo ben felici di ricevere le vostre considerazioni riguardo alla situazione e a i passi da fare insieme o magari incontrarci virtualmente con voi.

Sara Marchisio 

Silvio Ribero

Sarah Numico

Annamaria Del Grosso

redazione

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