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Politica | 25 marzo 2021, 08:03

“Per Cuneo il Pd ha un solo nome di candidato sindaco: Patrizia Manassero”

Il segretario del circolo cittadino, Paolo Cattero, anticipa le prime mosse del suo partito in vista delle amministrative spiegando che la discriminante sul programma sarà l’area Carle individuata per il nuovo ospedale

Paolo Cattero e Patrizia Manassero

Paolo Cattero e Patrizia Manassero

Paolo Cattero, dirigente scolastico in pensione, è il segretario del circolo cittadino del Pd cuneese. Quando si stanno avviando le prime, timide manovre in vista delle amministrative del 2022, gli abbiamo rivolto alcune domande per cercare di capire come si sta muovendo il suo partito, quali le alleanze che si prospettano e quali i nomi dei candidati sindaco che il Pd metterà sul tavolo dei possibili partner della futura coalizione.

- Manca un anno all’elezione del nuovo sindaco e di mezzo c’è l’estate, tuttavia avrà visto anche lei che la campagna elettorale, di fatto, è partita. Che ne dice il Pd? Come si sta attrezzando?

Stiamo iniziando a parlarne appena adesso. Non è ancora nemmeno stato individuato il perimetro della possibile coalizione per cui ogni considerazione che vada oltre qualche generica riflessione mi sembra, ad oggi, prematura.

- Alcuni aspiranti sindaci si sono già fatti avanti. Non posso credere che, come partito, qualche valutazione non abbiate iniziato a farla…

Il Pd, nel 2017, è entrato in una maggioranza preesistente essendo, nella consiliatura precedente, all’opposizione. Abbiamo accettato e siamo stati premiati dagli elettori. Ciò premesso, credo sia davanti agli occhi di tutti che la maggioranza guidata da Federico Borgna ha lavorato bene. Non ci sono state tensioni se non una normale dialettica su temi amministrativi, com’è normale che sia in un esecutivo di coalizione, ma sempre è stata trovata una ragionevole composizione.

- E allora?

Mi sembra logico che i primi ragionamenti debbano essere fatti all’interno di quest’area cercando di fare sintesi sui programmi e sul nome del prossimo candidato sindaco.

- Per far questo servirebbe una regìa, qualcuno che desse il “la”. Non crede?

Mi pare che la figura più indicata per questo ruolo debba essere chi, in questi cinque anni, è stato il collante dell’attuale maggioranza, cioè il sindaco Federico Borgna. Spero, a prescindere dai suoi percorsi politici futuri, che lo voglia fare.

- A Torino, dove si voterà in autunno, uno dei nodi politici più ostici è l’eventuale alleanza col Movimento 5 Stelle. A Cuneo ci state pensando o è un’ipotesi che non prendete in considerazione?

Penso che a Cuneo il partito possa godere di relativa autonomia. In questi anni siamo stati al riparo dalle tensioni politiche nazionali.

- In verità, cinque anni fa, la scelta era stata imposta dalla segreteria nazionale, ma sorvoliamo perché acqua passata non macina più. Guardiamo avanti. Pensate di avviare un confronto a sinistra? La lista “Beni Comuni”, nel 2017, ha ottenuto il 10% un risultato di tutto rispetto…

L’alleanza elettorale che si costituirà non può mettere in discussione la decisione  assunta sull’area Carle per la realizzazione del nuovo ospedale. Una scelta che è stata fatta dopo il parere di autorevoli esperti, non da costruttori di garage. Il discorso con “Beni Comuni” finisce qui”.

- Nel momento in cui le trattative entreranno nel vivo, immagino abbiate un vostro candidato sindaco da proporre, qualsiasi sia la coalizione che si andrà a formare…

Il Pd ha un solo nome da proporre, quello del vicesindaco ed ex senatrice Patrizia Manassero. Lo era stato 5 anni fa ed è ancora oggi l’unico che intendiamo mettere sul tavolo. Ovviamente siamo disponibili al confronto, com’è ovvio che sia in un percorso che, ci auguriamo, veda il concorso di varie liste civiche espressione della realtà sociale cittadina.        

Giampaolo Testa

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