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Politica | 26 marzo 2021, 16:56

Le acque burrascose che hanno portato alle dimissioni del sindaco di Pontechianale

Durante il suo mandato, Oliviero Patrile aveva perso per strada diversi componenti della sua squadra. Ultimo, in ordine di tempo, il vicesindaco Bianco. Un clima non facile, fatto anche di lettere anonime. C’è anche il caso dell’ultimo ricorso al Tar presentato da Riccardo Ambrogio, membro del CdA del Parco del Monviso rimosso dall’incarico proprio dal sindaco

Oliviero Patrile, sindaco dimissionario di Pontechianale

Oliviero Patrile, sindaco dimissionario di Pontechianale

Oliviero Patrile, sindaco di Pontechianale dimissionario a pochi mesi dal voto, non si può di certo dire che negli ultimi mesi abbia navigato in acque tranquille.

Qualche settimana fa, alla fine del mese di febbraio, infatti, il sindaco aveva già perso per strada Manuela Bianco, vicesindaco con importanti deleghe, quali Turismo invernale ed estivo, Lavori pubblici, Gestione impianti di risalita, Risorse naturali e Mostre e Fiere.

Sulle dimissioni della Bianco in paese si è parlato molto. Ufficialmente, il vicesindaco si è trincerato dietro le “motivazioni di natura del tutto personale”. Ma, come sempre succede in questi casi, i rumors hanno parlato, a più riprese di pesanti divergenze tra lei ed il primo cittadino, in un clima che, andato sempre più ad appesantirsi, pare fosse diventato insostenibile.

Nel corso della sua legislatura, va ricordato, Oliviero Patrile aveva già dovuto far fronte alle dimissioni di due membri della maggioranza: Sebastiano Faraudo, consigliere, e l’assessore Ivan Grondona, poi surrogato con Andrea Bondioni.

In quei giorni, in paese, erano anche state recapitate alcune lettere anonime, indirizzate al sindaco. Patrile aveva messo al corrente di quanto accaduto i Carabinieri della Compagnia di Saluzzo. Un clima non facile, dunque, sia all’interno delle mura di Palazzo che, all’esterno, proprio tra le vie del paese.

Ma le dimissioni del braccio destro di Patrile non sono state le uniche questione che ha surriscaldato gli ambienti della politica dell’alta Valle Varaita.

Oltre alle “beghe” legate all’Amministrazione del paese, Patrile nei giorni scorsi ha revocato – con apposito decreto sindacale – l’incarico, in precedenza affidato a Riccardo Ambrogio, come consigliere all’interno del Consiglio dell’Ente di gestione delle aree protette del Monviso. Pontechianale è membro di diritto del CdA, e il 18 novembre il sindaco aveva nominato, quale rappresentante del Comune, proprio Ambrogio.

Il 22 febbraio, poi, il primo cittadino aveva revocato l’incarico, affidandolo successivamente all’assessore Andrea Bondioni.

Una mossa comprensibilmente non così gradita ad Ambrogio, che ha presentato ricorso al Tar, Tribunale amministrativo regionale del Piemonte, per ottenere l’annullamento del decreto sindacale del 22 febbraio. Un ricorso per il quale la Giunta comunale, composta da Patrile e Bondioni, ha dato mandato allo Studio Merani, Vivani e Associati di Torino, di “curare ed istruire la difesa del Comune”, con un impegno di spesa di 5mila euro.

Uno degli ultimi atti assunti prima delle dimissioni, presentate ieri sera. E per le quali, è giusto ricordare, ora ci sono ancora i venti giorni di tempo, durante i quali Patrile - che abbiamo provato a contattare telefonicamente, ma risulta irraggiungibile - potrebbe ritirare le dimissioni.

Un’eventualità che al momento appare remota: se ciò non accadesse, la Prefettura dovrà nominare un commissario straordinario, che traghetterà, nell’ordinaria amministrazione, il Comune sino alle elezioni.

Pontechianale era già, anche prima delle dimissioni del sindaco, uno di quei paesi chiamati al voto per il rinnovo dell’Amministrazione comunale. Appuntamento elettorale previsto inizialmente per la primavera, poi slittato, causa Covid, a ottobre prossimo.

Un arco temporale di 8 mesi scarsi, che quindi, salvo colpi di scena, sarà retto dal commissario prefettizio.

redazione

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