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Attualità | 04 aprile 2021, 07:45

Terzo ponte di Alba, il Consiglio comunale approva la convenzione con la Provincia

Due milioni di euro per la progettazione, la cui copertura rientra nei Fondi Crosetto. L'opposizione si astiene, chiedendo maggiori garanzie sulla realizzazione della "corda molle" che dovrebbe andare a innestarsi su corso Cortemilia

Terzo ponte di Alba, il Consiglio comunale approva la convenzione con la Provincia

Con l’astensione dell’opposizione e i voti favorevoli della sola maggioranza, è passata – nel corso dell’ultimo Consiglio comunale dello scorso 31 marzo – la delibera per l’approvazione della Convenzione tra la Provincia di Cuneo e il Comune di Alba per la disciplina dei rapporti finalizzati alla progettazione e realizzazione dei lavori della “Variante Est dell’abitato della Città di Alba per il collegamento tra la strada regionale per Cortemilia – Savona e la tangenziale per Asti – Cuneo – Torino”, che prevede il completamento dell’atteso terzo ponte sul fiume Tanaro.

Ringraziando il sindaco Carlo Bo, assente per malattia, per l’enorme lavoro fatto per attivare a questo risultato, l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Reggio ha introdotto il tema con una relazione dettagliata, partendo dal 2005, quando furono stanziati i cosiddetti Fondi Crosetto, per un importo di 24 milioni 750mila euro (di cui 12 dedicati al terzo ponte di Alba).

Dal 2009 al 2011, sotto la prima Giunta Marello, venne svolta la progettazione preliminare, che portò a un progetto dal costo stimato di 27,9 milioni di euro. La vicenda del terzo ponte si intreccia quindi con quella dell’autostrada Asti/Cuneo: nel 2012 il progetto per la realizzazione della A33 prevedeva una serie di opere complementari, che includevano anche il terzo ponte, “scomparse con un colpo di mano a giugno dello scorso anno” (come ricordato dal consigliere Fabio Tripaldi, che ne chiede il ripristino).

Si arriva quindi al 2019, all’inizio della nuova Consiliatura, con il viaggio a Roma di Bo e Reggio, accompagnati dal senatore forzista Marco Perosino, in missione per recuperare i fondi Crosetto (mai oggetto di sparizione, nella ricostruzione del predecessore ai Lavori pubblici, oggi tra le fila dell’opposizione, Alberto Gatto, che ricorda ancora come per un certo periodo esponenti delle forze di maggioranza volessero usarli per una riasfaltatura delle strade provinciali).

Dunque nel 2020 viene riavviato l’iter, con la partenza dei lavori a Cherasco, che – una volta rendicontati – permettono di non perdere la prima tranche dei Fondi Crosetto. Il resto è storia recente, con Comune e Provincia che inseriscono il terzo ponte fra le opere strategiche richieste dalla Provincia di Cuneo con il recovery plan, e con i cantieri dei lavori per la A33, recentemente partiti.

“La possibilità di queste sinergie viene espressamente prevista nella convenzione, già approvata l’8 febbraio scorso dal Consiglio provinciale”, ha ricordato Reggio, che ha aggiunto come oggi non ci sia la copertura totale per l’opera. “Si potranno usare i Fondi Crosetto per la progettazione del ponte, per un importo di gara con la base di 2 milioni di euro, soggetto a ribasso d’asta. Il Comune di Alba ha già accantonato 500mila euro e ne accantonerà altri non appena sarà disponibile l’avanzo di amministrazione. Lo scopo è quello di dare copertura alla Provincia per eventuali intoppi che dovessero nascere nell’iter procedurale”.

Le prossime fasi prevedono una gara per l’affidamento della progettazione, quindi la presentazione di un progetto definitivo, che determinerà il costo presunto dell’opera, il cui costo reale verrà definito solo dopo la gara di appalto per l’esecuzione dei lavori. “A questo punto il Comune, visto il progetto e il costo dell’opera, dovrà dare assenso alla Provincia per procedere con la progettazione esecutiva. Quindi vedrà la luce il progetto esecutivo e, effettuato l’appalto, verrà chiusa la convenzione, ricorrendo a stipularne di nuove per la realizzazione non solo del ponte, ma delle opere a esso collegate, come la viabilità di collegamento per raggiungere il quartiere Moretta. Il terzo ponte fungerebbe da catalizzatore, facendo da triano a diverse opere accessorie”.

Proprio su questo punto insiste la minoranza, che con il consigliere Claudio Tibaldi chiede l’integrazione con la “corda molle” che dovrebbe collegare il terzo ponte con la zona di via XXV Aprile, andando poi a innestarsi su corso Cortemilia e sulla riva opposta del fiume, andando a collegare tangenziale e autostrada con la strada da costruire lungo lo scolmatore del Tanaro, come fosse una parallela di corso Canale, per bypassare l’ingresso in città.

Tra i consiglierei di maggioranza, rimarchevoli i tartufi che Mario Sandri ritiene essere stati regalati invano (ai vari politici che negli anni si sono susseguiti in visita al territorio) e l’Irpef versata ai “Romani” senza nulla averne indietro.

A chiudere, prima dell’intervento della consigliera Elena Alessandria, che sottolinea il “traguardo storico”, le parole di Gionni Marengo, che ricorda il primo studio di fattibilità dell’opera, realizzato sotto l’ultimo mandato del sindaco Rossetto, nel 2006, e sottolinea la condizione sospensiva inserita nella Convenzione a tutela della Città di Alba, per cui se il Comune non dovesse essere in grado di realizzare l’opera, non verrebbe costruito il ponte, senza alcuno spreco di risorse.

Pietro Ramunno

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