Al Direttore - 05 aprile 2021, 14:21

Giovanna, in casa di Riposo a Cuneo, attende... "Perché non si possono andare a trovare gli anziani vaccinati?"

A scriverci il signor Franco che con un po' di ironia e tanta amarezza ci racconta di Giovanna, che si sta spegnendo piano piano per la mancanza della sua famiglia. La stessa lettera è stata inviata all'Asl e alla Regione

Giovanna, in casa di Riposo a Cuneo, attende... "Perché non si possono andare a trovare gli anziani vaccinati?"

Vorrei raccontarvi una storia il cui finale rimane in sospeso ma si può presumere che sarà comunque un finale triste.

C’era una volta una Donna...

Giovanna, classe 1926 vivace, dinamica, con un carattere forte, volitivo e a volte anche spigoloso, che negli anni ‘70 l’ha aiutata a superare una vedovanza precoce con tre figli da crescere; quella Donna, superate le difficoltà, negli anni successivi aveva avuto modo di dedicarsi al volontariato presso la struttura Casa Famiglia di Cuneo; l’attività era durata oltre 36 anni finché un giorno, sentendo il peso dell’età e dopo un paio di cadute, aveva deciso di entrare a Casa Famiglia come ospite, accolta con tanto affetto dal personale con cui aveva collaborato negli anni.

La sua vita scorreva serena nella sua camera singola, accudita con tutte le attenzioni dal personale e con l’affetto dei tre figli, nuore e nipoti; fino all’autunno 2019 Giovanna, tanto per sentirsi ancora utile, andava ancora tre sere alla settimana a fare servizio di portineria; la sua salute era ottima e decisamente forte per una donna della sua età, e le passeggiate nel giardino facevano parte della sua quotidianità.

Un brutto giorno, a fine 2019 inizio 2020, è comparso un maledetto virus chiamato Sar-Cov-2 poi “confidenzialmente” detto COVID- 19, che ha sconvolto la vita di tutti noi.

Da un giorno all’altro Giovanna e come lei tutti gli ospiti di Casa Famiglia, non ha più potuto vedere i suoi figli e tutta l’amata famiglia; i contatti solo per telefono ed è stato difficile farle capire che l’isolamento era necessario proprio per preservare tutti loro dal contagio; alcuni ospiti ed alcuni membri del personale, malgrado le precauzioni, si sono ammalati, qualcuno è morto e altri sono guariti.

Un giorno finalmente le porte di Casa Famiglia si sono riaperte per consentire qualche visita “protetta”, ossia da una parte all’altra di un tavolo con un plexiglass in mezzo…

Giovanna ha continuato a chiedersi e chiedere ai figli quando avrebbe potuto ricevere un bacio o un abbraccio, si è arrabbiata, non ha capito bene a chi dare la colpa di tutto ciò; il 23 gennaio 2021, giorno del suo 95° compleanno, ha ricevuto gli auguri dai suoi familiari e ne è stata estremamente felice.

Ai primi del 2021 a Casa Famiglia è arrivato il benedetto vaccino, ospiti e personale sono stati vaccinati. Evviva! Tutti contenti, la situazione si normalizza!

Invece no; pur vaccinati, gli ospiti di Casa Famiglia, come tutti gli ospiti delle altre RSA, hanno continuato il loro isolamento.

Nel frattempo la nostra Giovanna, triste e malinconica, ha iniziato il suo declino psichico ed ora anche fisico; la sua mente ha iniziato a vacillare, la memoria ad essere labile, il suo fisico che fino ad allora definire roccioso era dir poco, a cedere lentamente; la sua tristezza si percepisce nelle telefonate quotidiane che i tre figli le fanno ogni giorno.

Per poterle garantire un’assistenza più efficace è stata trasferita dalla sua camera di autosufficiente al terzo piano in un’altra camera in condivisione nel reparto R.S.A. al secondo piano; una strada senza ritorno, un'esclusione dal ciclo giornaliero che le permetteva di vivere una vita tutto sommato serena; ha iniziato a mangiare meno, lei che è sempre stata una buona forchetta, e a disinteressarsi da tutto ciò che le accade intorno; persino le telefonate dei figli sono quasi un fastidio anche a causa di un calo di udito.

Il medico le ha prescritto una terapia antidepressiva.

In conclusione la nostra Giovanna, come credo tanti altri nelle case di riposo, è là che attende…immaginiamo cosa… E ciò senza che alcun familiare possa andarle a dare un bacio, una carezza o anche solo a dirle a tu per tu che è amata, senza poterle restituire anche solo in parte ciò che nella sua lunga vita ha dato loro in termini di sostentamento, affetto, amore materno, coraggio.

La struttura, giustamente, applica le regole che provengono dagli Enti preposti che, semplicemente dicono che la situazione impone il proseguimento dei protocolli attuali; alla richiesta di autorizzare a farle visita una nuora infermiera e regolarmente vaccinata la risposta è che deve pronunciarsi il Direttore Sanitario il quale applica le disposizioni dell’ASL la quale probabilmente fa riferimento alle Autorità Regionali le quali…

La domanda è una sola: “Se negli Ospedali e nelle strutture protette il personale (vaccinato) può andare e venire ed avere contatti con pazienti (non vaccinati) ed ospiti (vaccinati) perché ad un familiare (vaccinato) di un ospite (vaccinato) non è permesso di avvicinarlo?”

Insomma il finale temporaneo è che la nostra Giovanna è in struttura che attende che cosa? Ogni ipotesi è aperta ed il finale è ancora da scrivere.

Franco Alpigiano

al direttore

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