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Attualità | 06 aprile 2021, 10:38

Il 20 maggio in Piemonte scatta la stretta del distanziometro: la rabbia del mondo del gioco legale

In base alla Legge Regionale n. 9/2016, gli esercenti di sale pubbliche da gioco già esistenti alla data del primo gennaio 2014, per poter continuare ad avere Videolottery (VLT) e New Slot (AWP) funzionanti, dovranno verificare la loro collocazione rispetto ai luoghi sensibili. Questo significa, per molte attività, la chiusura

La protesta dello scorso 18 marzo, foto www.torinoggi.it

La protesta dello scorso 18 marzo, foto www.torinoggi.it

Lo scorso 18 marzo, a Torino, si è svolta la manifestazione del settore gioco legale. L’appuntamento, organizzato dai lavoratori del comparto, aveva come scopo "l’abrogazione della retroattività e delle norme contenute nella Legge Regionale n. 9 del 2 maggio 2016" contro il gioco patologico e per "la ripartenza dell’intero comparto".

La legge entrata in vigore quasi cinque anni fa prevede la chiusura entro il 20 maggio di tutti le sale dotate di apparecchi che non rispettano il "distanziometro".In quattro anni il settore, in Piemonte, ha perso 1500 posti di lavoro. 

E’ prevista una distanza minima di 300 metri (elevata a 500 metri per i comuni con più di 5.000 abitanti) degli esercizi commerciali rispetto ad una serie di “luoghi sensibili” (scuole, impianti sportivi, istituti religiosi, strutture ospedaliere, istituti di credito, stazioni ferroviarie etc), con possibilità per i comuni di individuare ulteriori luoghi sensibili con riferimento a per ragioni connesse alla tutela del territorio comunale, della sicurezza urbana, della viabilità locale, dell’inquinamento acustico e della quiete pubblica. La normativa si applica progressivamente anche alle vecchie licenze: entro 18 mesi per chi ha installato slot machine, 3 o 5 anni per le sale gioco e sale scommesse (artt. 5 e 13).

La tesi di chi lavora in questo ambito è che l'approccio portato avanti dalla Regione Piemonte, oltre a favorire il business illegale, costringe le aziende di gioco a chiudere e a licenziare i propri dipendenti.

Dal prossimo 20 maggio, infatti, in Piemonte, in base alla Legge Regionale n. 9/2016, gli esercenti di sale pubbliche da gioco già esistenti alla data del primo gennaio 2014, per poter continuare ad avere Videolottery (VLT) e New Slot (AWP) funzionanti, dovranno verificare la loro collocazione rispetto ai luoghi sensibili.

Su questo tema ci ha scritto Alessandro Rosso, giovane di 32 anni, che lavora in un'azienda che noleggia slot machines e giochi da intrattenimento per bar. E' un  tecnico riparatore. Il suo timore, dal 20 maggio, è quello di restare senza lavoro o, comunque, di perderne una grossa fetta, visto che molti esercizi commerciali, non rispettando le distanze ed essendo la norma retroattiva, saranno costrette a chiudere o comunque a non avere le slot machines.

Ci scrive Alessandro: "Purtroppo per il nostro settore è entrata in vigore la legge 9/2016 la cui conseguenza è stata una diminuzione drastica del lavoro e molti miei colleghi hanno scelto una strada diversa. Se questa legge non verrà modificata ci saranno moltissimi altri tagli in tutto il settore del gioco legale e dell'indotto.

Queste aziende creano posti di lavoro che vengono annullati con una semplice legge regionale. Migliaia di persone rischieranno il posto di lavoro. 

Il rammarico di noi dipendenti sarà quello di essere licenziati non per causa nostra ma per colpa di una legge che non ci considera.

Non ci lamentiamo inutilmente, non vogliamo il reddito di cittadinanza e sussidi vari, ma vogliamo alzarci ogni mattina e andare a lavorare come qualsiasi altra persona.

Tutti ci considerano cattive persone che approfittano della gente che gioca: ma in realtà siamo LA PRIMA BARRIERA CONTRO IL GIOCO ILLEGALE.

Quindi non siano dei malfattori e neanche dei lavoratori di serie b.

Il 20 maggio, dopo 3 anni di agonia, conosceremo il nostro futuro. Continuiamo a sperare che la regione Piemonte prenda provvedimenti in nostro favore".

bsimonelli

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