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Attualità | 07 aprile 2021, 14:39

Confesercenti Cuneo: "Il commercio su aree pubbliche è ormai in ginocchio"

Il direttore generale dal Bono: “Servono soluzioni immediate, ecco le nostre proposte, consegnate ai prefetti di tutta Italia”

Confesercenti Cuneo: "Il commercio su aree pubbliche è ormai in ginocchio"

“Anva Confesercenti rivendica il superamento di una situazione oramai non più sostenibile. Siamo Consapevoli delle difficoltà che tutti abbiamo ma il settore è ormai allo stremo, urgono provvedimenti o il commercio ambulante è destinato a fallire”.

Con queste parole il direttore generale Confesercenti Cuneo Nadia dal Bono, spiega il motivo per cui oggi l’associazione ha consegnato un documento al prefetto.

“Nelle zone rosse mercati fermi da settimane, se non da mesi; mercati turistici, senza reddito da tempo per totale mancanza di frequentatori; sagre e fiere bloccate dal marzo 2020. Vogliamo evidenziare con responsabilità un disagio, che rischia di trasformarsi in una rabbia ormai ampiamente diffusa.

Il continuo apri e chiudi ed i pochissimi ristori ricevuti ne sono la testimonianza e l'origine. Anva rivendicare in maniera civile e responsabile i suoi timori, con la consapevolezza della situazione e nel rispetto di tutti.

Per questo la categoria che noi rappresentiamo - prosegue il direttore generale Confesercenti Cuneo dal Bono - pone all’attenzione del Governo il pesante disagio in cui versa. Chiediamo urgentemente la riapertura del comparto e la garanzia di ristori veri ed immediati finché la situazione non si stabilizza”.

 

Nel documento consegnato al prefetto di Cuneo:

FAR VIVERE GLI AMBULANTI

 

1 - Certezza delle aperture

Non più sostenibile aprire e chiudere ad intermittenza , così non è possibile fare impresa .

qualunque attività imprenditoriale ha bisogno di programmare , sia per la gestione dei dipendenti , che l ’approvvigionamento delle merci e l’organizzazione della struttura.

 

2 - Sostegni adeguati

Per i periodi di obbligo di chiusura non sono arrivati sostegni adeguati, ed immediati che potevano garantire la sopravvivenza dell’impresa.  

é evidente che se perdura questa situazione i sostegni debbono continuare, al fine di non distruggere un patrimonio di imprese ambulanti , che è tipico della cultura e della storia della nostra Nazione. Teniamo conto che da inizio 2020 ad oggi hanno chiuso o cessato 15600 attività.

 

3- Prestiti a lunga scadenza

Al fine di favorire la ripartenza , dopo una situazione così drammatica che ha messo a dura prova la resistenza delle attività è necessario prevedere dei prestiti fino a 30000 euro, con la garanzia dello Stato da restituirsi a partire dal quarto anno dalla erogazione.

 

4- Velocizzare la vaccinazione

Siamo consapevoli come l’ unica arma veramente efficace , al di là del rispetto delle regole di sicurezza siano i vaccini . La gestione della distribuzione dei vaccini ad oggi è risultata poco organizzata e distorta da alcuni comportamenti Regionali , che anziché favorire gli anziani o le categorie con patologie maggiori , hanno favorito categorie o privati che non erano prioritarie. 

Chiediamo quindi di migliorare la distribuzione affinché le attività possano ripartire e la popolazione ritorni alla normalità

 

5 - Parità di trattamento tra le attività

L’allegato 23 al DPCM 2 marzo 2021 consente, anche in zona rossa,  il commercio al dettaglio “ambulante itinerante” e nel commercio fisso oltre che di prodotti alimentari e fiori, anche di profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati ma incredibilmente, non permette la vendita dei beni di prima necessità agli operatori che esercitino all’interno dei mercati, né “al chiuso” né all’aperto Tutto ciò genera confusione ed incomprensione oltre che ingiustizia

comunicato stampa

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