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Solidarietà | 07 aprile 2021, 07:53

“Non vediamo l'ora di tornare ad aiutare i piccoli pazienti in ospedale”

Da febbraio 2020 i volontari Abio (associazione per il Bambino in Ospedale) non mettono piede in Pediatria. Intervista a Luca Giraudo, responsabile dei volontari dell'ABIO Cuneo: “L'Asl sta lavorando per farci inserire nelle categorie di volontari da vaccinare. In questo modo potremmo rientrare al più presto, ovviamente con tutte le misure di prevenzione e sicurezza”

La consegna delle uova di Pasqua da parte di Abio

La consegna delle uova di Pasqua da parte di Abio

“L'ultimo sono stato io. E' dal 15 febbraio 2020 che non mettiamo più piede nel reparto di Pediatria dell'ospedale di Cuneo. Lo abbiamo fatto ancor prima che scattassero le restrizioni, per non mettere in pericolo bambini e genitori”. A parlare è Luca Giraudo, responsabile dei volontari dell'ABIO Cuneo, l'associazione per il Bambino in Ospedale.     

ABIO Cuneo è nata nel 1998 e, fino all'anno scorso, prestava il suo servizio presso il reparto di pediatria dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, con tre turni giornalieri. L’associazione è affiancata a Fondazione ABIO Milano. I volontari ABIO si occupano di sostenere e accogliere, in collaborazione con medici e operatori sanitari, bambini e famiglie che entrano in contatto con la struttura ospedaliera.

Un'attività che, come tante altre, è stata messa in pausa dalla pandemia.

Come avete affrontato questo anno di Covid? In che modo avete cercato di stare vicino ai bambini ricoverati?

“Cerchiamo di essere vicini ai piccoli pazienti anche da lontano grazie alla tecnologia. Sulla pagina facebook Abio Cuneo abbiamo caricato piccoli tutorial e lavoretti da colorare. A Natale abbiamo ottenuto un permesso speciale per poter allestire il reparto a tema. A Pasqua abbiamo consegnato uova e dolcetti con la collaborazione dei vigili del fuoco. Ma non abbiamo potuto portarli direttamente ai bambini. Li abbiamo affidati alla direttrice dottoressa Eleonora Tappi, che li ha consegnati, assieme al personale, ai piccoli pazienti. Insomma, non è la stessa cosa. Non vediamo l'ora di poter tornare in reparto. I bimbi ci mancano molto”.

Quanto è importante il vostro ruolo in corsia?

“Non siamo indispensabili. Il lavoro grande lo fanno medici e infermieri. Però nel nostro piccolo siamo importanti: siamo una piccola risorsa, una pianta che fa la sua piccola ombra. Siamo utili per sdrammatizzare. Portiamo il sorriso tra i letti di ospedale e un po' di sollievo ai genitori. Per loro è fondamentale poter staccare e potersi 'dimenticare' anche solo per 10 minuti di avere un figlio malato. Ovviamente non se ne dimenticano, ma hanno bisogno di prendere un caffè, di farsi una doccia, pagare il ticket e magari di versare qualche lacrima di nascosto. E noi siamo lì a tenere compagnia ai piccoli pazienti”.

Quando potrete tornare in Pediatria?

“L'Asl sta lavorando per farci inserire nelle categorie di volontari da vaccinare. In questo modo potremmo rientrare al più presto, ovviamente con tutte le misure di prevenzione e sicurezza. Non vogliamo passare davanti a nessuno, ma vogliamo poter tornare a dare una mano. Attualmente siamo 47 volontari e proporremo la vaccinazione per 15/20 soggetti che daranno la disponibilità a fare i turni in ospedale”

Niente sarà più come prima...

“Cambierà tutto. Dovremo usare giochi mono-uso. Non potremo più stare in tre in una stanza, e dovremo addestrare i volontari a fare animazione da soli. Sicuramente dovremo reinventarci.

Per non far spegnere la fiamma e continuare ad aggiornarci, in questo anno abbiamo fatto corsi di formazione online. Ma, ripeto, non vediamo l'ora di tornare. Non sappiamo ancora quando, ma sappiamo perché vogliamo farlo: per continuare a prenderci cura dei bambini, degli adolescenti e delle loro famiglie nel momento difficile dell’impatto con l’ospedale”.

cristina mazzariello

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