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Economia | 08 aprile 2021, 07:00

Inositoli: integratori e trattamento della PCOS

Quali benefici può offrire il Myo-inositolo nel trattamento dell'ovaio policistico? Scopri cosa sono gli inositoli e perché sono utili.

Inositoli: integratori e trattamento della PCOS

Inositoli: i benefici per l'organismo

Sempre più spesso si sente parlare di inositolo come sostanza utile alla salute: soprattutto fra le donne che intendono concepire un figlio e più in generale per favorire il benessere femminile (e non solo). Anche conosciuta come vitamina B7, questa molecola ha in realtà numerose applicazioni: fra le più note c’è il trattamento dell’ovaio policistico, la cosiddetta sindrome PCOS. Gli integratori a base di inositolo possono essere consigliati in diverse circostanze: come l’infertilità femminile o l’alterato metabolismo degli zuccheri. Più nello specifico, quali benefici offre questo composto e come agisce sull’organismo?

Cosa sono gli inositoli 

A ben vedere, quando si parla di inositoli ci si riferisce a un insieme di molecole – dal punto di vista chimico si tratta, per l’esattezza, di stereoisomeri – con una struttura simile al glucosio. In natura si ritrovano in numerosi alimenti, come i cereali, i legumi e la frutta. Non sempre, però, è sufficiente seguire una sana alimentazione per assumerne la giusta quantità: spesso questa sostanza è carente nei cibi per via degli alimenti sempre più raffinati ed è, dunque, di non semplice assorbimento. Da qui l’eventuale esigenza di assumere – dietro consiglio medico – appositi integratori, generalmente a base di myo-inositolo. Tra le forme possibili in cui si presentano gli inositoli, quest’ultima è non solo la più importante, ma anche la più diffusa: conosciamola meglio. 

La funzione del myo-inositolo

Che ruolo gioca, esattamente, il myo-inositolo (o mio inositolo)? Per rispondere a questa domanda, conviene fare riferimento a una delle sue applicazioni terapeutiche più note: il trattamento dell’ovaio policistico. Si è osservato che, nelle donne che soffrono di questa sindrome, la quantità di myo-inositolo presente nel liquido follicolare risulta alterata: per l’esattezza, vi è un eccesso del cosiddetto D-chiro inositolo a discapito del myo-inositolo. Questa carenza provoca diversi squilibri, compromettendo il segnale dell’FSH – l’ormone follicolo-stimolante – e la maturazione degli ovociti. Perché avviene questo? Semplificando, il mio-inositolo agisce come “secondo messaggero” dell’insulina (oltre che del FSH e del TSH, ormone che agisce sulla tiroide). È, insomma, un importante attore che influisce sia sul metabolismo degli zuccheri che sul sistema riproduttivo. 

PCOS e disturbi metabolici

Le complicanze di tipo ginecologico possono trovare origine in una disfunzione metabolica: questa evidenza sconsiglia di sottovalutare gli scompensi legati all’ovulazione, specie se associati a disturbi d’ansia e depressione. Pur essendo piuttosto diffusa, la PCOS non è facile da individuare e da diagnosticare. Si presenta infatti con sintomi eterogenei, come i segni di iperandrogenismo – inclusi l’alopecia e il grasso viscerale – e, per l’appunto, i disturbi metabolici come l’insulino-resistenza e il prediabete. In ogni caso, è importante considerare questa sindrome come una minaccia per la salute che può avere effetti nel lungo periodo: non solo durante l’età fertile – quando può compromettere il desiderio di avere un figlio – ma anche in età più avanzata, quando può causare spiacevoli complicanze a livello endocrino e metabolico.    

Come assumere il myo-inositolo

Il trattamento dell’ovaio policistico rappresenta ancora una sfida: importanti benefici, tuttavia, sembrano derivare proprio dall’impiego del myo-inositolo, specie se associato al già citato D-chiro inositolo nel rapporto ottimale di 40:1. Questa proporzione – definita sulla base del rapporto fisiologico nel sangue – è stata individuata come la più efficace per gestire la PCOS e salvaguardare la funzionalità ovarica. Naturalmente, prima di assumere gli integratori a base di inositoli è necessario sentire il parere del proprio medico. Eventualmente, anche per effettuare gli accertamenti clinici del caso: dall’ecografia ovarica alle indagini biochimiche per la misurazione dei livelli ormonali e dei parametri metabolici (glicemia e insulina). 

Richy Garino

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